Stati sull’orlo del fallimento, la Somalia e il Congo sono i primi

di Antonella Sinopoli

Somalia e Finlandia. Due estremi. E non nello spazio delle latitudini. La Somalia è primo in una classifica di 177 Paesi che in ordine inverso stabilisce gli Stati “sull’orlo del fallimento”. Al 177esimo posto, appunto la Finlandia.

Anche quest’anno “The Found for Peace” ha rilasciato l’annuale Report che stabilisce, sulla base di migliaia di articoli, documenti, analisi degli eventi, la situazione interna dei singoli Stati del mondo.

The Failed States Index 2012 disegna una mappatura accurata e aggiornata dei 177 Paesi che sono classificati in base ad undici parametri suddivisi tra indicatori sociali, economici, politici e militari. Due gli Stati considerati in stato d’allerta. Dopo la Somalia, il Congo. Estremamente a rischio, 13 Paesi, 8 dei quali nel continente africano. Gli altri sono: Iraq, Afghanistan, Yemen, Haiti, Pakistan.

Rispetto allo scorso anno il Kyrgyzstan è il Paese che risulta aver migliorato più degli altri le proprie performance. Questo, per l’appianarsi dello stato di tensione che nel 2010 portò a violente proteste contro la corruzione dello Stato (a cui il presidente Kurmanbek Bakiyev rispose con lo stato di emergenza) e dei conflitti tra i due gruppi etnici dei Kyrgyz e degli Uzbeks che provocarono circa 200 morti, a cui è seguito un periodo di riforme.

Ad aver peggiorato più di ogni altro, invece, è la Libia. Non una sorpresa, certo, dopo i fatti accaduti all’inizio di quest’anno, che hanno segnato i rapporti della popolazione con sentimenti di odio e vendetta e lacerato il settore economico.

Una domanda che si sono posti gli analisti che hanno elaborato il The Failed States Index, è quanto abbia contribuito, ma soprattutto quanto contribuirà nei dati del prossimo anno, la Primavera araba. Considerato che, in alcuni casi, non è ancora chiaro dove le rivolte stiano portando. E ancora più incerta appare, ancora oggi, la situazione siriana.

In Europa la situazione è peggiorata a causa della crisi economica a partire dalla triste situazione in Grecia, dove non solo si è assistito negli scorsi mesi al declino dell’euro, ma anche a tensioni sociali culminate in azioni di razzismo contro gli immigrati che in Grecia provengono soprattutto dal Pakistan, dall’Iraq, dall’Afghanistan.

Ma, comunque, chi decide e come, quando e se gli Stati sono sull’”orlo del fallimento”, in situazione critica o in via di miglioramento? E se rappresentano una minaccia anche per il resto del mondo? Lo spiega il co-direttore del The Failed States Index in quest’intervista rilasciata un paio di settimane fa ad Al Jazeera.

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