L’INIZIATIVE PER UNA ECONOMIA DEL BENE COMUNE, CONDIVISA DA ORGANIZZAZIONI, SOGGETTI POLITICI, SINGOLE PERSONE ED IMPRESE. DA Il movimento per un’economia del bene comune ALL. N.2

L’idea su cui si basa l’economia del bene comune è la seguente: il successo delle aziende ed organizzazioni non viene valutato soltanto secondo criteri finanziari, ma anche secondo quello che rende per il bene comune. L’economia del bene comune non è né il migliore dei sistemi economici, né la fine della storia, ma soltanto un passo avanti dopo gli estremi del capitalismo e del comunismo. È un processo partecipativo, aperto ad ulteriori sviluppi, alla ricerca di una sinergia con approcci affini come: l’economia solidale, l’économie sociale, il movimento dei beni di proprietà comuni, economia post-crescita, la Vier-in-Einem-Perspektive o l’economic democracy.

È ESPRESSIONE DI LIBERTÀ IL FATTO CHE SIAMO NOI PERSONE A DARE FORMA AL MONDO IN CUI VIVIAMO. Le attuali crisi ecologiche, sociali ed economiche richiedono visioni coraggiose e decisive e persone, che partecipino allo sviluppo di un futuro socialmente sostenibile. Il movimento per un’economia del bene comune si riconosce in questo senso come un propulsore ed iniziatore di grandi cambiamenti.

* Sul piano economico il movimento sviluppa alternative concretamente applicabili per imprese di diverse dimensioni e forme giuridiche.

* Sul piano politico il movimento per l’economia del bene comune aspira a cambiamenti normativi che con garantiscano a tutta l’umanità, agli altri esseri viventi e al nostro pianeta terra una vita corrispondente ai bisogni.

* Sul piano sociale il movimento è un’iniziativa di educazione consapevole al cambiamento di paradigma, che coinvolga il maggior numero di persone ad operare in maniera cooperativa e di valorizzazione reciproca. Il movimento per l’economia del bene comune dà speranza e coraggio ad agire a favore del bene comune. L’ECONOMIA DEL BENE COMUNE NON È ASSOLUTAMENTE UN TRAGUARDO ASTRATTO, ESSA È UN PROCESSO PARTECIPATIVO CHE HA INIZIO GIÀ DA OGGI. L’iniziativa per un’economia del bene comune, condivisa da organizzazioni, soggetti politici, singole persone ed imprese nasce nell’ottobre 2010. Da allora il movimento è in costante crescita. Nel 2011 oltre 100 imprese pioniere hanno stilato volontariamente  per la prima volta “il bilancio del bene comune”. Attualmente il concetto dell’economia del bene comune viene approfondito, diffuso ed ulterirmente sviluppato in oltre 20 “campi energetici “regionali. È possibile in tal modo che un movimento “aperto ai risultati” (ergebnisoffen) possa diventare un processo di crescita locale con una diffusione globale. Si aspira a tale scopo ad avviare sinergie con approcci simili. In questo senso siete tutti invitati a sostenere lo sviluppo di un’Economia del bene comune.

http://www.gemeinwohl-oekonomie.org/uber-uns/idee-2/17_punti_economia-del-bene-comune-2/

http://www.gemeinwohl-oekonomie.org/wp-content/uploads/2012/01/gwoe-matrix4.0_IT_6.4.pdf

http://www.gemeinwohl-oekonomie.org/wp-content/uploads/2011/11/Descrizione_matrice_economia_bene_comune.pdf

I 17 PUNTI DELL’ECONOMIA DEL BENE COMUNE

Il successo delle aziende ed organizzazioni non viene valutato soltanto secondo criteri finanziari, ma
anche secondo quello che rende per il bene comune.
L’economia del bene comune non è né il migliore dei sistemi economici, né la fine della storia, ma
soltanto un passo avanti dopo gli estremi del capitalismo e del comunismo. È un processo
partecipativo, aperto ad ulteriori evoluzioni, alla ricerca di una sinergia con approcci affini come:
l’economia solidale, l’économie sociale, il movimento dei beni di proprietà comuni, economia postcrescita,
la Vier-in-Einem-Perspektive o l’economic democracy.
I seguenti 17 punti dell’economia del bene comune sono stati elaborati da Christian Felber e
perfezionati all’interno di una rete di imprenditori, in costante crescita. L’obiettivo è indicare una
strada concreta e percorribile sia per il presente che per il futuro.
Vedi anche http://www.economia-del-bene-comune.it
1) L’economia del bene comune si basa sugli stessi valori fondamentali che portano alla riuscita delle
nostre relazioni interpersonali: formazione della fiducia, cooperazione, stima, democrazia,
solidarietà. Secondo le più recenti scoperte scientifiche, le relazioni funzionanti sono quanto porta
la massima felicità e la massima motivazione alle persone.
2) Il quadro di incentivi per l’economia stabiliti per legge passa dal sovvenzionare il polo della
ricerca del profitto e della concorrenza a promuovere quello della cooperazione e della ricerca del
bene comune. Le imprese sono premiate se puntano sull’aiuto reciproco e sulla cooperazione. Un
comportamento improntato alla «con(tro)concorrenza» causa degli svantaggi.
3) Il successo economico non è misurato prevalentemente secondo una dimensione monetaria,
bensì con il bilancio del bene comune (a livello delle imprese) e il prodotto interno del bene
comune (a livello sistemico). Il bilancio del bene comune diventa il primo bilancio di tutte le
imprese. Quanto più le imprese agiscono e si organizzano in maniera sociale, ecologica,
democratica e solidale, tanto migliori sono i risultati di bilancio che ottengono. Quanto migliori sono
i risultati dei bilanci del bene comune ottenuti dalle imprese nell’economia di un Paese, tanto
maggiore è il prodotto interno del bene comune.
4) Le imprese che hanno dei buoni bilanci del bene comune ottengono vantaggi sul piano giuridico:
sgravi fiscali, dazi inferiori, mutui agevolati, precedenza negli appalti pubblici e nei programmi di
ricerca eccetera. In tal modo si facilita l’ingresso sul mercato di attori etici e i prodotti e i servizi di
questi ultimi diventano più convenienti di quelli non etici, non equi e non ecologici.
5) Il bilancio finanziario diventa un bilancio secondario. Il capitale si trasforma da fine a mezzo.
Serve soltanto più a raggiungere il nuovo obiettivo dell’impresa (contributo al bene comune). I
profitti nel bilancio possono essere utilizzati per: investimenti (con un plusvalore sociale ed
ecologico), estinzione di mutui, accumulo in un fondo di riserva in misura limitata; ripartizione dei
proventi ai dipendenti, in misura limitata, nonché mutui a tasso zero ad imprese partner; i profitti
non possono essere utilizzati per: ripartizione dei proventi a persone che non lavorano nell’impresa;
acquisizioni ostili di altre imprese; investimenti sui mercati finanziari (che non esistono più) o
finanziamenti ai partiti.
6) Dato che il profitto è soltanto più un mezzo, ma non un fine, le imprese possono mirare al
raggiungimento delle loro dimensioni ottimali. Non devono più temere di essere inglobate e non
devono più crescere per essere più grandi, più forti ed economicamente più vantaggiose di altre.
Tutte le imprese sono liberate dall’obbligo universale alla crescita e all’inglobamento dei
concorrenti.
7) Le differenze di reddito e di patrimonio tra i cittadini vengono limitate: il reddito massimo, ad
esempio, è pari a venti volte il salario minimo stabilito per legge; il patrimonio privato è limitato, ad
esempio, a 10 milioni di euro; i diritti di donazione e di successione, ad esempio, a 500.000 euro a
persona; in famiglie di imprenditori, ad esempio, a dieci milioni di euro per figlio o figlia. Il
patrimonio ereditario superiore a questa cifra viene ridistribuito come «dote democratica» a tutti i
giovani della generazione successiva: prevedere un «capitale iniziale» di pari dimensioni significa
facilitare il raggiungimento di autentiche pari opportunità (i limiti precisi devono essere individuati in
maniera democratica da un’assemblea per l’economia).
8) Nel caso di grandi imprese, a partire da una certa dimensione (ad esempio 250 dipendenti), i
diritti di voto e la proprietà passano in parte e per gradi ai dipendenti e alla collettività. Il pubblico
potrebbe essere rappresentato da «parlamenti economici regionali», ad elezione diretta. Il governo
non deve avere possibilità di intervento o diritto di voto all’interno delle imprese.
9) Lo stesso vale anche per le «proprietà comuni democratiche», la terza categoria di proprietà a
fianco di una maggioranza di (piccole) imprese private e di grandi imprese a proprietà mista. Le
«proprietà comuni democratiche» sono aziende a gestione collettiva nell’ambito dell’istruzione,
della sanità, del sociale, della mobilità, dell’energia e della comunicazione: la «previdenza
esistenziale».
10) Un proprietà comune democratica è la «Banca democratica». Come tutte le imprese, è al
servizio del bene comune e, come tutte le proprietà comuni democratiche è controllata dal popolo
sovrano e non dal governo. I suoi servizi fondamentali sono conti risparmio garantiti, conti correnti
gratutiti, crediti a tasso conveniente e crediti sulla fiducia per progetti ecosociali. Non esisteranno
più i mercati finanziari nella forma odierna.
11) L’orario di lavoro retribuito viene ridotto gradualmente a 25-30 ore a settimana, come desidera
già oggi la maggioranza della popolazione. In tal modo si liberano delle ore per tre altri ambiti
fondamentali di attività: attività relazionale ed assistenziale (bambini, malati, anziani), attività per se
stessi (sviluppo della personalità, arte, giardinaggio, relax) e attività politica e per la collettività.
12) Ogni dieci anni di lavoro è previsto un «anno sabbatico», finanziato attraverso un «reddito base»
a fondo perduto. Durante questo periodo le persone possono dedicarsi ad attività liberamente
scelte. Questa misura rappresenta un decongestionamento del 10% del mercato del lavoro – una
percentuale pari all’attuale tasso di disoccupazione nella UE.
13) Il sistema democratico rappresentativo viene integrato dalla democrazia diretta e dalla
democrazia partecipativa. Il popolo sovrano deve poter correggere i suoi rappresentanti, deliberare
direttamente alcune leggi, modificare la costituzione e controllare gli ambiti dei servizi essenziali
(rete ferroviaria, posta, banche). In una vera democrazia gli interessi dei rappresentanti e del
popolo sovrano sono identici – la premessa necessaria a tutto ciò sono degli ampi diritti di
partecipazione e di controllo per il popolo sovrano.
14) Tutti i punti fondamentali di questo sistema alternativo devono maturare nel corso di un ampio
processo democratico, grazie ad un dibattito intenso, prima di essere trasformati in leggi da
un’assemblea per l’economia ad elezione diretta. Il risultato è sottoposto al voto del popolo
sovrano. Ciò che viene accettato, è inserito nella costituzione e può essere nuovamente modificato
solo dal popolo sovrano stesso.
15) Per incrementare la democrazia, oltre all’assemblea per l’economia e a quella per il bene
comune, potrebbero essere convocate altre assemblee: per l’istruzione, per i mezzi di
comunicazione, per la previdenza esistenziale …
16) Per far conoscere e praticare i valori dell’economia del bene comune fin dall’infanzia, si
introducono le seguenti materie di insegnamento: educazione ai sentimenti, educazione ai valori,
educazione alla comunicazione, studi di genere, educazione alla democrazia, esperienza della
natura/ dell’ambiente non antropizzato.
17) Dato che, nell’economia del bene comune, il successo economico avrà un significato
completamente diverso da oggi e perciò saranno necessarie qualità di leadership completamente
diverse; tendenzialmente saranno richieste e prese ad esempio le persone più responsabili e più
competenti dal punto di vista sociale, con capacità di condivisione dei sentimenti e di empatia,
dotate di un modo di pensare e di un sentire sociali ed ecologici che vadano oltre l’interesse
egoistico.

PER INTERESSATI PER AZIENDE O ESPERTI DI ECONOMIA APPROFONDIMENTO

DESCRIZIONE DEI 18

CRITERI DEL BENE COMUNE, NONCHÉ DEI CRITERI DI K.O. DEL BILANCIO DEL BENE COMUNE

ATTUALIZZATO AL: 30 giugno 2011

Nota:

Questa prima versione è l’inizio di un lungo lavoro, a cui contribuiranno molte persone con le loro esperienze, la loro expertise e la loro creatività. La squadra dei quattro redattori e redattrici non è composta di professionisti a tempo pieno, ha lavorato al 100% senza retribuzione, secondo scienza e coscienza. Per ogni criterio è indicata una persona a cui rivolgersi, che sarà lieta di ricevere proposte per la revisione e il miglioramento futuri del criterio stesso. Dopo l’inserimento di numerose opinioni ed esperienze, l’obiettivo del processo complessivo è quello di sfociare in un processo improntato alla democrazia di base, in un’assemblea per l’economia. Informazioni più dettagliate su questo punto si trovano anche nella “Kleine Geschichte der Gemeinwohl-Ökonomie” (“Piccola storia dell’economia del bene comune”, in ted.) alla pagina iniziale del sito internet.

www.gemeinwohl-oekonomie.org Criterio 1 di 18

A1: GESTIONE ETICA DELLE FORNITURE

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

La suddivisione del lavoro che si accompagna alla globalizzazione e alla specializzazione crescente ha come conseguenza delle strutture complesse nelle filiere produttive dell’economia mondiale. Perciò è importante che ogni soggetto conosca gli operatori degli stadi precedenti della filiera e li scelga in base a principi etici. Ciascuno è responsabile per l’intero processo produttivo. Al momento si tiene conto di quest’ottica soltanto per determinate categorie merceologiche problematiche (caffè, cacao). Nel mirino dell’etica economica finiscono però sempre di più alcune materie prime specifiche (ad es. il coltano) e prodotti complessi (ad es. prodotti elettronici).

OBIETTIVO

Un’impresa orientata al bene comune riflette in maniera attiva sui problemi posti dai prodotti/servizi acquistati e cerca, attraverso provvedimenti attivi, di rendere minime le conseguenze ed i rischi sociali ed ecologici, risalendo “fino alla culla” del prodotto.

DEFINIZIONE

Gli aspetti problematici dei fornitori di beni e di servizi possono essere di varia natura:

– condizioni lavorative: reddito che garantisca l’essenziale per vivere, salute e sicurezza, diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ecc.

– aspetti ecologici: qualità ecologica dei materiali utilizzati in rapporto ad alternative, impiego della migliore tecnologia disponibile sul mercato, materiali da cui si ricava energia impiegati nella produzione, rinuncia all’utilizzo di materiali che rappresentano una fonte di rischio, emissioni nell’aria/nel suolo/ nell’acqua ecc.

– ripercussioni sociali su altri portatori di interesse: impatto diretto sui confinanti attraverso sostanze tossiche, conflitti per le materie prime, corruzione, violazioni della legislazione vigente, politica aziendale controversa, scelta di sfruttare il proprio potere sul mercato ecc.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Vengono premiati sia la riflessione attiva, sia l’acquisto effettivo di prodotti e servizi (= p/s) di qualità superiore dal punto di vista ambientale.

. Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Aspetti relativi al territorio, ecologici e sociali/ si tiene conto di alternative di qualità superiore … in maniera limitata ad alcuni prodotti problematici “classici” (commercio equo, energia “verde”) … … per alcuni p/s essenziali … per la maggior parte dei p/s essenziali+ riduzione netta dei materiali problematici privi di un’alternativa di qualità superiore … per tutti i p/sessenziali, acquistati da esterni+ soluzioni innovative per evitare i materiali problematici privi di un’alternativa di qualità superiore
Riflessione attiva sui rischi dei p/s acquistati da esterni Riflessione interna sulla tematica Acquisizione attiva diinformazioni per alcuni p/s essenziali Valutazionedi rischi e di alternative a scadenza regolare Cooperazione conimprese partner
Processi cautelativi (in caso di dimensioni crescenti o di rischi elevati a rilevanza crescente) Integrazione di aspetti sociali ed ecologici a livello contrattuale (code of conduct/codice etico) + audit interno per i rischi e i fornitori più importanti + audit esterno (ad es.:p/s certificati in base a certificazioni soc./ecologiche)+ integrazione di stakeholder esterni (ad es.: ONG) + stretta cooperazione con fornitori con contenuti soc./-ecologici

APPLICAZIONE

Elenco per importanza (quota nei costi dell’impresa, nonché rischi) dei prodotti/servizi acquistati da altri. Su questa base, valutazione dei rischi e dei potenziali sociali e ecologici

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI

Una panoramica introduttiva sulla tematica è fornita dal self-assessment-tool della Ethical Trading Initiative:

http://www.ethicaltrade.org/sites/default/files/resources/ETI%20Management%20benchmarks.pdf

B1: SERVIZI FINANZIARI ETICI

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

I mercati finanziari posseggono, sotto l’aspetto del bene comune, una particolare rilevanza. L’assenza di domanda di operatori e servizi finanziari etici contribuisce all’attuale funzionamento negativo di questo settore. Oltre alla qualità sociale ed ecologica dei finanziamenti e degli investimenti assume un particolare rilievo l’orientamento etico dell’impresa di servizi finanziari.

OBIETTIVO

Le imprese supportano il mutamento dei mercati finanziari in direzione della stabilità, della sostenibilità, della ripartizione equa delle risorse, attraverso una politica finanziaria attiva, che avvantaggi il bene comune. Passano a banche e fornitori di servizi finanziari etici e non orientati al profitto e utilizzano prodotti e servizi etici. Oppure si aiutano a vicenda in un processo di solidarietà diretta – senza riscuotere interessi.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Vengono premiati tre diversi aspetti della gestione delle finanze.

– Qualità sociale ed ecologica del fornitore di servizi finanziari.

– Investimenti orientati al bene comune.

– Finanziamento orientato al bene comune (v. anche E4).

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Qualità sociale ed ecologica del fornitore/dei fornitori di servizi finanziari dell’impresa… … è unabanca convenzionale con primi prodotti finanziari etici (> 5% del credito o del volume di risparmi.) … è una banca convenzionale con una vasta gamma di prodotti finanziari etici (> 25% del credito o del volume di risparmio) … è un fornitore di servizi finanziari specializzato in aspetti o socialio ecologici …. è un fornitore di servizi finanziari interamente etico
Investimento orientato al bene comune attraverso una politica chiara di finaziamenti del fornitore di servizi (ad. criteri chiari di esclusione nel finanziamento dei progetti … Investeesclusivamente in progetti sociali od ecologici (ad esempio: mutui a tasso zero per iniziative sociali, progetti per le energie rinnovabili, ristrutturazioni termiche) … L’impresa non ricava profitti dai suoi investimenti o utilizza eventuali profitti esclusivamenteper la collettività investe esclusivamente in progetti sociali ed ecologici presso i partner di mercato (aziende partner/ fornitori/ clienti)
Finanziamento orientato al bene comune nessunaforma di finanziamento con proprietari esterni / al di fuori dell’azienda (ad es.: azioni) Quota di fondi propri superiorealla media del settore Quota di fondi propri molto superiore alla media del settore … si finanziasoprattutto con l’aiuto di partner di mercato: clienti o imprese partner

APPLICAZIONE

Fonte per la ricerca: http://www.banktrack.org

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI

Global Alliance for Banking on Values: http://www.gabv.org/

Demokratische Bank: http://www.demokratische-bank.at/

Redattore: Christian

C1: QUALITÀ DEL POSTO DI LAVORO

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

La dignità dell’essere umano sul posto di lavoro (nel rapporto di lavoro) si manifesta attraverso la parità di tutte le categorie di persone rappresentate all’interno dell’impresa e ha come obiettivo delle condizioni lavorative il più possibile salutari, libere e improntate alla cooperazione. Il contrario è costituito dallo sfruttamento a favore del profitto di singoli soggetti, dal rifiuto della cogestione o dal danneggiamento della salute, ad esempio richiedendo troppo o troppo poco ai dipendenti (sindromi del burn-out o del bore-out). Si tende a trasformare in un oggetto l’individuo, che perde così il diritto al libero sviluppo della propria personalità.

OBIETTIVO

L’obiettivo è di configurare la qualità del posto di lavoro in maniera tale che le persone, nel quadro delle loro capacità e delle loro possibilità (anche famigliari), riescano in uguale misura sia a sviluppare se stesse come individui, sia

ad essere ben inserite nella comunità costituita dall’impresa. Ciò significa che devono essere messe in grado di fornire allo sviluppo dell’impresa un contributo considerato valido da tutti, in maniera che preservi la salute, che sia ricca di significato, improntata alla competenza e alla responsabilità autonoma del singolo, oltre che in accordo con gli altri.

DEFINIZIONE (OPZIONALE)

Fanno parte di questo criterio concetti come condizioni umane di lavoro, compreso lo spazio per la famiglia, salute fisica e psichica, soddisfazione sul posto di lavoro, organizzazione autonoma e creazione di senso (vale a dire:

le persone all’interno delle imprese vogliono sapere a che scopo vale la pena di impegnarsi. Il senso va inteso come utilità e rilevanza. A che cosa e a chi – a quale scopo immediato e a quale scopo più profondo – servono l’impresa e il mio contributo?).

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Orari di lavoro Orari flessibili e modelli di part-time per tutti attraverso la cogestione +Incentivi al congedo parentale per i padri (istituzionalizzati) + risparmio di tempoattraverso servizio di babysitting (ad esempio asili aziendali;educatrici ed educatori domiciliari…) Organizzazione completamente autonoma dell’orario di lavoro (suddivisione del lavoro secondo gli accordi sui risultati da ottenere)
Configurazione della postazione di lavoro Tutte le postazioni sono ergonomiche (ad esempio luce, temperatura, ecc.) + adatto ai diversamente abili (accesso privo di barriere architettoniche a tutti gli spazi) Ulteriori possibilità per l’home office + spazi extra per il relax e il movimento (ad es.:aree verdi, stanza di riposo)
Salute fisica e psichica Prevenzione attraverso l’azienda; offerta sportiva; formazione di team (1 v. l’anno); offerta di coaching per tutti istituzionalizzata. Workshop o corsi di formazione a scadenza regolare (2 gg.l’anno) per la competenza sociale o per la salute (ad es.diminuzione dello stress) + Istituzione dipersone che risolvano i conflitti e mediatori (anche per tematiche private); coaching (almeno 5ore l’anno) osupervisione + corso di aggiornamento perlo sviluppo della personalità (2-3 gg. l’anno) Alimentazione sana (ad es. mensa biologica, possibilità di cucinare da soli o con degli esperti)
Org. autonoma, soddisfazione sul posto di lavoro, creazione di senso Cogestione e coinvolgimento nella strutturazione dei compiti (in team) + sondaggio tra i dipendenti (1 v. l’anno)sulla cultura del posto di lavoro e della fiducia+ provvedimenti per favorirel’eliminazione della gerarchia(2-3 livelli gerarchici) Cogestione nellastrutturazione dei compiti,della dirigenza e degli stipendi; rotazione dei compiti e jobenrichment attraverso corsi di aggiornamento mirati Organizzazione autonoma; partecipazione alla strutt. della visione, della strategia aziendale, degli obiettivi, della divisione del lavoro (1 livello gerarchico, orientata ai valori)

BEST PRACTICE / BIBLIOGRAFIA/ LINKS / ESPERTI (OPZIONALE) Prof. Dr. Gerald Hüther (neurobiologo, neuroscienziato); http://www.sinn-stiftung.eu; http://de.wikipedia.org/wiki/Humanisierung_des_Arbeitslebens

http://www.sein.de/gesellschaft/neue-wirtschaft/2010/die-befreiung-der-arbeit-das-7-tage-wochenende.html

C2: SUDDIVISIONE EQUA DEL CARICO DI LAVORO

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Il lavoro retribuito è un bene prezioso e un elemento importante della partecipazione sociale. Oggi, però, ,alcuni lavorano troppo (“vivere per lavorare”) e altri non lavorano affatto (“disoccupati”). In Austria si fanno ogni anno 330 milioni di ore di straordinario, che corrispondono a 8,2 ore di straordinario alla settimana per persona che fa gli straordinari. Se le ore di straordinario fossero convertite in posti di lavoro aggiuntivi, si potrebbero creare 200.000 posti di lavoro a tempo pieno1.

Secondo alcuni sondaggi, in tutta Europa le persone desidererebbero impiegare soltanto 25-30 ore la settimana per il lavoro retribuito.

Un problema ecologico: la mancata riduzione dell’orario di lavoro, a fronte di una produttività in continuo aumento, obbliga alla crescita economica, perché per ogni euro di reddito è richiesto sempre meno lavoro. Se l’economia ad un certo punto non cresce più, ma la produttività continua ad aumentare, l’orario di lavoro deve continuare ad essere ridotto, affinché non aumenti la disoccupazione. Attualmente l’ “obbligo sistemico alla crescita” è motivato, tra le altre cose, con la necessità di crescita per la creazione di posti di lavoro.

OBIETTIVO

Tutte le imprese agiscono insieme affinché le persone ricevano una fetta equa della “torta” del lavoro retribuito – nessuno riceve troppo e nessuno troppo poco.

DEFINIZIONE

Le imprese tagliano progressivamente le ore di straordinario e, in un secondo tempo, introducono addirittura delle ore di “sottordinario”: anticipano un’ulteriore riduzione dell’orario di lavoro stabilita per legge.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner (10%) Improver (30%) Achiever (60%) Leader (100%
Dallo straordinarioal “sottordinario” Riduzione dei contratti all-inclusivedel 50%; al massimo 10ore di straordinario perdipendente al mese riduzione dei contratti all-inclusive del 75%; sull’anno, media di massimo5 ore di straordinario al mese per dipendente Abolizione dei contratti all-inclusive; nessuna ora di straordinariosulla media annualeper dipendente L’orario di lavoro medioè inferioredel 10% all’orario di lavoro medio del settoreoppure 38,5 ore
Aumento della quotadi modelli di lavoro part-time Prime nuove assunzioni graziealla riduzionedegli straordinari; finoal 10% dei dipendenti

può ricorrere al part-time

Nuove assunzioni in misura equivalentealla riduzionedegli straordinari; finoal 25% dei dipendenti

può ricorrere al part-time

Nuove assunzioni in misura equivalentealla riduzione degli straordinari;fino al 50%dei dipendenti

può ricorrere al part-time

Nuove assunzioni grazie ad unariduzione generalizzata dell’orario di lavoro;più del 50% deidipendenti può

ricorrere al part-time

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE

Coinvolgimento dei rappresentanti del personale nell’organizzazione dell’orario di lavoro

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI

Frigga Haug: la “Vier-in-einem-Perspektive” http://www.vier-in-einem.de/

http://www.friggahaug.inkrit.de/documents/DA291_fh.pdf

Redattore: Christian Felber: info@christian-felber.at

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Redattore: Christian Felber: info@christian-felber.at

C3: RICHIESTA E PROMOZIONE DI UNA CONDOTTA DI VITA ECOLOGICA DA PARTE DEL PERSONALE

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Agli stati occidentali si attribuisce tendenzialmente un elevata coscienza ambientale. Il comportamento ecologico effettivo del cittadino medio europeo (misurato in base all’impronta ecologica2), però, è diametralmente opposto a questo assunto. Affinché avvenga un mutamento paradigmatico in direzione di una società ecosostenibile sono necessarie, oltre ad una fondata consapevolezza riguardo alcuni fattori che impattano il clima in maniera sostanziale (ad es.: abitudini alimentari, mobilità), delle condizioni di base in ambito lavorativo che rendano possibile un autentico comportamento ecologico.

OBIETTIVO

La finalità di un’impresa orientata al bene comune è quella di accelerare la formazione di una coscienza ecologica ovvero di rendere possibile e di esigere un comportamento ecologico all’interno dell’azienda. Ciò può avvenire sui piani più diversi: ad esempio attraverso corsi di aggiornamento, laboratori sull’impronta ecologica, cucina bio-vegetariana, sistema di proposte ecologiche, “prestazioni sociali verdi” (ad esempio sostegno economico di attività private – come l’isolamento termico dell’abitazione privata invece dell’auto di servizio), ecc.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Cucina aziendale/ alimentazione durante l’orario di lavoro Per lo più alimentazione convenzionale; approcci per singoli prodotti (ad es.: caffè del commercio equo) Opzione vegetariana Chiara presa di posizione in favore di un consumo ridotto di prodotti di origine animale Per la maggior parte vegetariana/vegana + bio-equo e solidale
Mobilità per ragg. il posto di lavoro – sistemi di incentivi/ comportamento effettivo Prime bozze di progetti per una politica della mobilità sostenibile (ad es.: sistemi di incentivi finanziari per l’uso dei mezzi pubblici; auto di servizio: <130 g / km) politica coerente di mobilità sostenibile; (ad esempio: se i mezzi pubblici non sono disponibili: car sharing attivo; no parcheggi gratis per il personale; la raggiungibilità è un criterio essenziale nella scelta della sede) La maggior parte dei dipendenti utilizza mezzi pubblici/auto/treno / bici/ car sharing Politica chiara per i viaggi d’affari: l’evitare i viaggi d’affari (videoconferenza ecc.) ha la precedenza sul treno/autobus; treno/autobus hanno la precedenza sull’auto/aereo Quasi tutti i dipendenti utilizzano i mezzi pubblici/la bici/ il car sharing
Emissioni di CO² per la mobilità professionale(escluso il percorso per arrivare sul posto di lavoro) < 1,5 T / per dipendente < 1 T / per dipendente < 0,5 T / per dipendente < 0,25 T / per dipendente
Cultura organizzativa Un comportamento ecologico è incentivato soltanto se non ne derivano svantaggi per l’azienda La dirigenza ha un comportamento ecologico esemplare (ad es.: noalle auto di servizio prestigiose; eccezioni) sistema funzionante di proposte in materia ecologica Approcci innovativi, ad es,:”prestazioni sociali verdi”
Formazione/Con-sapevolezza Corsi di aggiornamento solo per i dipendenti che operano in settori rilevanti per l’ambiente Tematizzazione di aspetti ecologici limitata ad alcuni punti (ad es.: conferenze informative, newsletter, ecc.) Integrazione di aspetti ecologici nei programmi di aggiornamento, per quanto possibile Programmi di consapevolezza istituzionalizzatiper ogni dipendente (ad es.: rilevamenti a scadenza regolare sul/ tematizzazione del comportamento ecologico; laboratori sull’impronta ecologica)

C4: RIPARTIZIONE EQUA DEL REDDITO

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

La forbice salariale si apre sempre di più – in quasi tutti i Paesi. In Austria il manager meglio pagato guadagna circa 800 volte un salario minimo stabilito per legge di 1.000 euro (che in realtà non esiste in quanto tale), in Germania 5.000 volte tanto e negli USA 300.000 volte tanto i salari minimi stabiliti per legge in questi Paesi. Queste differenze non hanno più nulla a che fare con le prestazioni o la responsabilità legate all’incarico, ma sono legate al potere (potere di offerta e domanda).

Numerosi studi di medicina sociale dimostrano che le società diventano tanto più malate, tanto meno sicure e tanto più criminali quanto più aumenta la disuguaglianza. In Germania e in Austria i redditi netti medi stagnano da circa vent’anni, mentre il valore aggiunto e il PIL hanno subito un forte incremento.

Inoltre, se alcuni “guadagnano” diverse migliaia di volte più degli altri, va smarrita l’uguaglianza politica circa la possibilità di partecipazione e di coinvolgimento nelle scelte di tutti.

Secondo alcuni sondaggi, la stragrande maggioranza delle persone in Austria, in Germania o nel Regno Unito percepisce l’attuale disuguaglianza come troppo elevata.

OBIETTIVO

La stessa prestazione (= lo stesso impegno per ora di lavoro) deve essere premiata e la disuguaglianza deve essere valutata in maniera relativamente negativa.

DEFINIZIONE

Si premia a) la riduzione della forbice salariale all’interno dell’impresa 50%; b) il rispetto di un salario minimo di 1.250 Euro (25%) e di un salario massimo di 25.000 Euro: venti volte il salario minimo proposto (25%).

In questa forma di retribuzione, vengono corrisposti tutti gli elementi del reddito: retribuzione fissa e variabile, indennità supplementari, bonus, ripartizioni dei proventi. Del rispetto dei salari minimi e massimi si tiene conto, inoltre, anche nei criteri di K. O.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner (10%) Improver (30%) Achiever (60%) Leader (100%)
Forbice salariale all’interno dell’azienda (50%) La forbice salariale all’interno dell’azienda è paria 10 volte tanto La forbice salariale all’interno dell’azienda è paria 5 volte tanto La forbice salariale all’interno dell’azienda è paria 3 volte tanto Per lo stesso numero di ore di lavoro non ci sono differenzedi reddito
Istituzionalizzazione Trasparenza dei redditiminimie massimi Obiettivo dei “living wages” in tutte le sedi Finalitàdi una forbice massima, salari minimiemassimi Applicazione di tutti gli obiettivi, incluso il coefficiente di Gini
Reddito minimo(25%) Nessun reddito per l’orario di lavoro pieno è inferiore a 1.250 Euro
Reddito massimo(25%) Nessun reddito per l’orario di lavoro pieno è superiore a 25.000 Euro

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE

È necessario soltanto inserire nel bilancio le cifre, nonché rispondere sì/no alle domande se i redditi sono superiori o inferiori al reddito minimo o massimo.

BIBLIOGRAFIA

Richard Wilkinson / Kate Pickett: Gleichheit ist Glück

http://haffmans-tolkemitt.de/programm/gleichheit-ist-gluck/

http://www.faz.net/artikel/C30405/richard-wilkinson-und-kate-pickett-gleichheit-ist-glueck-es-schwankt-das- fundament-des-gluecks-30083252.html

C5: PARIFICAZIONE/INCLUSIONE DELLE PERSONE SVANTAGGIATE

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Numerosi studi dimostrano che esiste uno squilibrio nella retribuzione e nel trattamento di donne e uomini, nonché di gruppi di persone svantaggiate (migranti, diversamente abili, disoccupati cronici, minoranze ecc.). L’OCSE riporta ad esempio per l’Austria un “buco” di stipendio pari, in media, a più del 20% a discapito delle donne. Benché esistano differenze tra i singoli Paesi, tutti gli stati dell’UE, secondo una statistica della Commissione europea, hanno una cosa in comune: ovunque le donne percepiscono una retribuzione oraria inferiore a quella degli uomini. Anche per quanto riguarda le opportunità di carriera delle donne, gli studi dell’OCSE confermano una chiara penalizzazione nell’avanzamento di carriera, così come nell’occupare posizioni dirigenziali.

OBIETTIVO

L’obiettivo è che si tenga conto delle caratteristiche specifiche dell’appartenenza di genere, nonché dei bisogni delle persone svantaggiate, oltre all’annullamento della disparità di trattamento nell’ottica dell’uguaglianza. La disparità di trattamento va resa visibile e pubblica; si mira inoltre a creare delle condizioni che contribuiscano all’oggettivazione e alla capacità di sostenere conflitti. All’interno dell’impresa, a queste persone (o gruppi di persone) oggi svantaggiate vanno offerte un’equa opportunità di avere un posto di lavoro adeguato e un’equa retribuzione.

DEFINIZIONE (OPZIONALE)

Per parificazione si intendono i provvedimenti volti ad equiparare la situazione esistenziale e lavorativa di gruppi di persone che vanno trattati in maniera paritaria. In questo concetto includiamo anche la parità di trattamento (provvedimenti per l’equiparazione dei gruppi sociali penalizzati quali diversamente abili, migranti, figli di famiglie che hanno difficoltà nell’accesso all’istruzione). (pari opportunità e giustizia sociale (link in lingua ted.) sulla base dei diritti umani).

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Equiparazione e parità di trattamento di uomo e donna Corsi sul genere e sulla diversity; creazione di un ufficio per la politica di genere ( 1 persona ogni 50dipendenti). + Stesura di un rapporto sull’equiparazione, incl.provvedimenti in tal senso, quali sostegno mirato per le donne e incentivazionedel congedo parentale per i padri + Gender Budgeting (incl. pubblicazione di tutti gli stipendi/salarie decisione comune di tutti i dipendenti sulle retribuzioni); incaricato/a per la politica di generein ogni team quota del 50% di donne in posizioni dirigenziali; sviluppo e aggiornamento mirati dei dipendenti specializzati (2 gg. p.a./p.p).
Persone svantaggiate (ad es.persone diversamente abili, migranti, disoccupati cronici) Corsi obbligatori sull’antidiscriminazione; ricerca del personale adeguata in tal senso; raggiungimento parziale della quota stabilita per legge (oltre il 2%) Accoglimento di persone o cooperazioni di sostegno; raggiungimento della quota stabilita per legge (=no indennità di compensazione) + Corsi per gestire bisogni specifici; superamento della quota stabilita per legge; cooperazione con ONG con progetti attivi + Creazione di opportunitàaggiuntive per assumere dipendenti + programmi speciali per gruppi svantaggiati;l’integrazione di gruppi svantaggiati èparte integrante

della strategia aziendale

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE (OPZIONALI)

Modelli di rapporti sull’equiparazione; rispetto e inclusione dell’appartenenza di genere nel linguaggio

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI (OPZIONALE)

http://personalwesen.univie.ac.at/frauenfoerderung-und-gleichstellung http://www.wien.gv.at/menschen/gendermainstreaming/beispiele/budgeting.html

http://www.rusz.at ; http://www.complexity-research.com/ProjekteResearchChancen.htm

C6. TRASPARENZA E COGESTIONE ALL’INTERNO DELL’AZIENDA

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Dal punto di vista politico, a livello di società, viviamo formalmente in una democrazia, anche se le possibilità di partecipazione dei cittadini sono molto limitate. In economia, di solito, si vive in una sorta di monarchia: il dirigente decide e i dipendenti, a seconda della legislazione locale e della sua effettiva attuazione, hanno dei diritti limitati di parola e di cogestione.

La trasparenza è un presupposto essenziale per la funzionalità di un’impresa di orientamento democratico, per un rapporto di cooperazione e per avere dei dipendenti davvero adulti e responsabili.

Nelle imprese democratiche, i dipendenti sono più soddisfatti, dimostrano un impegno maggiore, sono più innovativi e più produttivi che nelle organizzazioni tradizionali.

OBIETTIVO

L’obiettivo è una partecipazione il più elevata possibile dei dipendenti a tutte le decisioni dell’impresa e una legittimazione dei dirigenti mediante l’elezione da parte del personale. Il presupposto necessario è un’ampia trasparenza delle attività interne.

DEFINIZIONE, ASPETTI, PUNTI PROBLEMATICI

La partecipazione dei dipendenti significa che essi possono partecipare alle decisioni, che non vengono soltanto informati o ascoltati, ma che hanno diritto ad almeno un voto. Dal punto di vista qualitativo va operata una distinzione tra le diverse forme di cogestione democratica, le decisioni prese a maggioranza e le decisioni consensuali.

GRADAZIONI & MISURAZIONI:

Categoria Beginner (0-10%) Improver (11-30%) Achiever (31-60%) Leader (61-100%)
Grado di trasparenza primi provvedimenti per una maggiore trasparenza Alcunidati sensibili3 sono trasparenti Dati sensibili essenzialisono trasparenti Tutti i dati sono trasparenti,consultabili da tutti i dipendenti
Legittimazione della dirigenza Consultazione in caso di nomina di nuovi dirigenti Diritto di vetosulla nomina di nuovi dirigenti; il 25% di questi ultimi viene eletto Più del 75%viene eletto a scadenza regolare Il 100% viene eletto a scadenza regolare
Cogestione nelle decisioni operative/fondamentali/quadro Consultazione + motivazione,Piano dicogestione democratica fase di sperimentazione, – 25%delle decisioni democratico, in parte consensuale 25-75% delle decisioni democratiche,almeno 25%consensuale 76-100%democratico, di cui almeno il 50% consensuale
Cogestione in caso di partecipazione agli utili dei dipendenti Progetto di partecipazione agli utili dei dipendenti + fase di sperimentazione -25% degli utili è suddiviso in maniera consensuale 26-75% degli utili suddiviso in maniera consensuale l’intero profitto è suddiviso in maniera consensuale
Proprietà dei dipendenti o di una fondazione indipendente 1-24% dell’aziendaè di proprietà dei dipendenti Diritto di veto della minoranza (a partire dal 25%) prevalentemente, cioè >50% interamente, ad es. fondazione gestita dai dipendenti
Esempio della sociocrazia progetto pilota della sociocrazia 100% struttura circolare struttura circolare integrale da 2-3 anni La sociocrazia ha un fondamento giuridico,è istituzionalizzata

BEST PRACTICES

Sociocrazia, Semco, Wagner & Co Solartechnik

Redattore: Christian Rüther: chrisruether@gmail.com

3I dati sensibili sono i protocolli delle riunioni della dirigenza, gli stipendi, la nota interna delle spese, le decisioni relative ad assunzioni/licenziamenti

D1. VENDITA ETICA

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

“Il cliente ha sempre ragione!” è una frase spesso citata nel contesto dell’attività economica e delle vendite.

“Il cliente va munto!”, è quello che invece esprime in molti casi la prassi effettiva. La maggior parte dei soggetti economici vede il cliente attraverso le lenti dello shareholder value e quindi come mero strumento per raggiungere uno scopo. A ciò si aggiunge che soprattutto la pubblicità di massa è contraddistinta dalla manipolazione occulta, dall’instillare degli impulsi al consumo non sostenibili e da stereotipi discriminatori.

OBIETTIVO

L’obiettivo di questo criterio è quello di vedere il cliente come partner alla paro, di creare un rapporto egualitario e di avere come finalità principale il benessere del cliente (e non l’aumento delle proprie vendite). Ciò che si vuole raggiungere è un orientamento sostenibile al cliente e un legame aperto e improntato alla stima con quest’ultimo. Nel caso ideale il cliente è coinvolto nei processi aziendali e può dire la sua sia sulla forma che assume il prodotto, sia sulle decisioni interne dell’impresa.

DEFINIZIONI

Marketing etico (ME): abbraccia la totalità delle attività aziendali volte a promuovere le vendite, che sono contraddistinte da valori di base come la trasparenza, l’onestà, la comparabilità dei prodotti e l’attenzione ad un’autentica utilità per il cliente.

L’orientamento al cliente significa che un’impresa si mette in linea, con coerenza, con i bisogni del cliente. Il cliente è al centro dell’operato economico. In questo contesto, la vendita etica e la cogestione da parte dei clienti sono elementi portanti dell’orientamento al cliente.

Vendita etica: include un atteggiamento di fondo nella vendita volto a soddisfare in maniera ottimale i bisogni del cliente, anche contro gli interessi della propria azienda.

Nella cogestione da parte dei clienti, i clienti possono dire la loro nella realizzazione dei prodotti/servizi, nonché in alcune decisioni aziendali selezionate.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Istituzionalizzazione primi progetti + fase pilota strategia di ampio respiro, orientamento generale,sono disponibili delle linee guida Applicazione dellastrategia al 100%, le linee guida sono ratificate sussistenza e miglioramento pluriennali di strategie e linee guida
Dimensioni del marketing etico progetto di base efase pilota più del 10%del budget per il marketing più del 25%del budget per il marketing più del 50%del budget per il marketing
Corsi di vendita/marketing etici Breve conferenza informativaper tutti almeno 2 gg. per più del 50% degliinteressati Ogni operatore segue almeno 2gg. di corso Ogni operatore segue più di 2 gg. di corso, supervisione a scadenza regolare
Forme di retribuzione alternative Vendite/mercato progetto di base e fase di sperimentazione stipendio di base indipendentedal fatturato delle vendite criteri alternativi,ad es.: soddisfazione dei clienti implementato per più di 3anni
Collaborazione con le associazioni dei consumatori singolicolloqui sporadici colloqui a scadenza regolareè previsto un incaricato + collaborazione attivae costruttiva collaborazionepluriennale
Reclami + ufficio reclami indipendente + provvedimenti positivi di assistenza clienti passivo:primi progetti + fase pilota, almenoun numero verde attivo:è disponibile un ufficio reclami, procedura per i reclami semplice; vasto servizio di assistenza clienti proattivo:sanzioni in caso di reclami + rapporti trasparenti esistenzapluriennale
Dimensioni della cogestione da parte dei clienti, ad es. consiglio dei clienti/sviluppo comune del prodotto Consiglio in progettazione,primi provvedimenti + progetti pilota per loprogettazione comune del prodotto Consiglio in attività,trasparenza dei risultatifino al 25% nasce dallo sviluppo comune del prodotto Consiglio = applicazionedelle raccomandazioni fino al 50%+ del 50%di sviluppo comune del prodotto Consiglio = applicazionefino al 75%, incontri perlomeno mensili, + fino al 75%di sviluppo comune del prodotto

D2. SOLIDARIETÀ CON LE IMPRESE PARTNER

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Attualmente viviamo secondo il paradigma della concorrenza. Siamo convinti che la concorrenza porti alla produttività, all’efficienza all’innovazione e al benessere – benché numerosi studi presentino risultati che vanno nella direzione opposta: la competizione è meno efficiente della collaborazione. L’87% di quasi 500 studi di cui sono disponibili i risultati dimostra che la cooperazione motiva maggiormente le persone, portandole a risultati superiori, di quanto non faccia la concorrenza.

I fattori motivazionali più forti nella cooperazione sono la stima, il riconoscimento e la riuscita dei rapporti interpersonali; nella concorrenza si tratta invece della paura.

OBIETTIVO

Le imprese devono essere premiate per un comportamento collaborativo e solidale. La concorrenza che divora l’altro deve trasformarsi in una comunità delle imprese volta all’apprendimento e orientata alla solidarietà.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Vengono premiati:

a) il passaggio al marketing cooperativo: costituzione di un sistema comune di informazioni sul prodotto (SIP)

b) pubblicazione di informazioni importanti (ad es.: calcolo delle spese, fornitori)

c) la condivisione di know-how (principio dell’open source)

d) la condivisione della forza lavoro (manpower) in caso di scarsità di ordini e) la trasmissione di commesse ad altri in caso di abbondanza di ordini

f) il sostegno tramite crediti a tasso zero

g) la partecipazione ad un sistema cooperativo di gestione delle crisi (tavola rotonda del settore): se il mercato crolla (calo della domanda) o se di colpo compaiono sul mercato molti nuovi operatori nel settore (eccesso di offerta), le imprese oggi reagiscono con un inasprimento della concorrenza; in futuro potrebbero sedersi intorno alla tavola rotonda del settore e cercare insieme delle soluzioni, ad esempio: a) riduzione dell’orario di lavoro di tutti, b)taglio di singoli posti di lavoro in tutte le imprese del settore, c) riqualificazione professionale solidale di una parte dei dipendenti d) specializzazione solidale di un’azienda e) chiusura assistita solidale di un’azienda, …

Categoria Beginner (10%) Improver (30%) Achiever (60%) Leader (100%)
Pubblicazione di informazioni + condivisione di tecnologia Iniziale pubblicazione di alcune informazioni finanziarie e tecniche Pubblicazione completa di calcolo dei costi, elenco dei fornitori e tecnologie Elemento aggiuntivo: condivisione gratuita di singole tecnologie Somma di tutti i punti precedenti: totale trasparenza e principio dell’open source
Condivisione diforza lavoro, commesse, crediti>regolazione cooperativa del mercato cooperazione passiva(solo dietro richiesta) cooperazione attiva soltanto in aree marginali del business cooperazione attiva nell’intero business, incluso core business Somma di tutti i punti precedenti + partecipazione alla regolazione cooperativa del mercato
Marketingcooperativo rinuncia a denigrare la concorrenza rinuncia alla pubblicità neimass media (TV, radio, manifesti pubblicitari) costituzione di unsistema comune di informazioni sul prodotto (SIP) partecipazione dell’iniziativa del settore per un marketing etico-cooperativo

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE

Incaricato della cooperazione. Specialista in economia solidale

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI

Suggerimento di lettura 1: Alfie Kohn: “No Contest. The Case against Competition. Why we lose in our race to win”, Houghton Mifflin Company, Boston/New York. (ed. it.:“La fine della competizione, Milano, Baldini e Castoldi 1999).

Suggerimento di lettura 2: Joachim Bauer: “Das Prinzip Menschlichkeit”, Hoffmann und Campe, Hamburg. (nt)

economia solidale (art. in lingua tedesca): http://de.wikipedia.org/wiki/Solidarische_%C3%96konomie

D3: CONFIGURAZIONE ECOLOGICA DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

A causa della pressione alla concorrenza, della mancanza di domanda e della carenza di una coscienza ambientale diffusa, nonché a causa di risorse economiche e di tempo limitate, gli aspetti legati all’ecologia hanno un ruolo secondario nella configurazione di prodotti e servizi. Un mutamento in direzione di un’economia ecosostenibile non può mirare unicamente al miglioramento ecologico di singoli processi produttivi, ma deve parimenti includere aspetti da ricercarsi nella sfera dei clienti.

OBIETTIVO

Le imprese offrono prodotti/servizi di alta qualità ecologica rispetto alla media del settore, permettendo e incentivando inoltre un uso il più ecologico possibile e un impiego sensato dei loro prodotti e servizi, grazie al fatto, tra l’altro, che si indirizzano alla cooperazione con clienti di orientamento ecologico

GRADAZIONE & MISURAZIONE

A seconda del settore, su questo punto possono assumere rilievo vari aspetti: nei prodotti, ad esempio, la riduzione dell’impatto ambientale nella fase di utilizzo (consumo energetico, emissioni) oppure l’innalzamento della durata di vita del prodotto grazie ad un servizio completo di riparazioni. I fornitori di servizi, benché caratterizzati da un consumo diretto di risorse inferiore, dispongono di un grande potenziale di influenza in campo ecologico: nel caso di una banca, ad esempio, attraverso ciò che viene finanziato, nel caso di un servizio di consulenza aziendale, attraverso “chi” riceve una consulenza e su quali questioni, nel caso di programmi di formazione e dell’organizzazione di eventi magari attraverso l’impatto ambientale legato alla mobilità dei partecipanti. Viene premiato un atteggiamento attivo circa tre campi tematici, tenendo conto del fatto che fattori specifici di singole aziende e di settore hanno una grande importanza nel determinare la rilevanza dei singoli aspetti:

– prodotti/servizi di qualità superiore alla media, dal punto di vista ecologico, rispetto ai prodotti/servizi di altre aziende del settore

– strutturazione attiva delle condizioni di base per un consumo sostenibile

– considerazione di aspetti ecologici nella scelta della clientela

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
I prodotti/serviziofferti, a livello ecologico, a confronto con i prodotti/servizi dialtre imprese del settore sono … contraddistinti da primi passi in dir. di una configurazione ecologica (prodotti di nicchia di qualità ecologica superiore) + …contraddistinti da una chiara strategia di ecologicizzazione … ben oltrela media del settore … leader del settore
Provvedimenti che contribuiscono a formare una coscienza ambientalee strutturazione attiva per un impiego ecologico dei p/s eun consumosostenibile indica in maniera esplicita gli aspetti ecologici dei p/s (misure per formare una coscienza ambientale) … indica alternative di qualità superiore (anche presso altre imprese del settore) … primi approcci per una promozione attiva di un comportamento ecologico dei clienti: (sconti, sistemi di incentivi, prolungamento della garanzia, riparazioni a basso costo) + ampiaincentivazione di un comportamento ecologico dei clienti: (sconti e sistemi di incentivi, feedback dei clienti su aspetti ecologici; le riparazioni sono un elemento portante del modello di business)
Considerazione di aspetti ecologici nella scelta della clientela L’impresa… …cerca di rivolgersi attivamentea gruppi di clienti di orientamento ecologico (ONG, consumatori orientati alla sostenibilità) e di tener conto dei loro bisogni … dimostra primi approcci di una selezione attiva dei propri clienti (ad es.: criteri esclusivi: nessun rapporto d’affari con gestori di centrali nucleari) … incentiva un utilizzo sostenibile tramite condizioni più vantaggiose (ad es.: crediti più vantaggiosi per le rinnovabili) … si occupaintensamente degli aspetti ecologici nei propri rapporti con iclienti(criteri di esclusione e positivi nella scelta della clientela; gli aspetti ecologici sono un elemento sostanziale del rapporto di affari)

BEST PRACTICE/ LINK

Centro di riparazioni e assistenza clienti in Austria: http://www.rusz.at/

D4: CONFIGURAZIONE SOLIDALE DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Alcuni prodotti e servizi, per vari motivi, non sono accessibili ad alcune fette della società o lo sono soltanto in parte. Sotto questo punto, oltre all’impegno per eliminare le barriere di carattere fisico, visuale, linguistico od economico, va annoverato il tener conto di aspetti sociali nella scelta della clientela.

OBIETTIVO

Nella configurazione dei loro prodotti e servizi, le imprese tengono conto dei bisogni dei clienti svantaggiati. Questi ultimi sono, ad esempio: famiglie a basso reddito, persone con esigenze particolari (disabilità fisica/psichica), migranti, anziani ecc.

Tale obiettivo può essere raggiunto attraverso una struttura particolare dei prezzi, attraverso una configurazione particolare dei prodotti o anche attraverso la realizzazione di prodotti specifici per i clienti svantaggiati.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Processi interni all’impresa Rilevamento dei clientipotenzialmente svantaggiati nelle varie aree d’affari Progetto e strategia per la riduzione delle barriere d’accesso Controllo istituzionalizzatodell’efficacia dei provvedimenti Integrazione delle ONGnella configurazione dei prodotti/servizu
Acesso privo di barriere ai prodotti e servizi (dal punto di vista fisico, visuale, linguistico) Nella scelta di nuove sedi o nella realizzazione di nuovi prodotti/servizi si cercano di evitare eventuali barriere Sedi/prodotti / servizi essenziali privi di barriere Tutte le sediprodotti / servizi privi di barriereSi garantisce l’accesso alle informazioni per persone ipovedenti eipoudenti 4 Informazioni essenziali sono disponibili nelle lingue delle minoranze/ dei gruppi di migranti
Si tiene conto di aspetti sociali e di barriere economiche nella scelta della clientela: L’impresa… …cerca di rivolgersi attivamente a gruppi di clienti di orientamento sociale e a basso reddito (ONG, clientela orientata alla sostenibilità) e di tenere conto dei loro bisogni … dimostra primi approcci di una selezione attiva dei propri clienti (ad es.: criteri di esclusione: nessun rapporto d’affari con imprese problematiche sul piano etico) … incentiva un utilizzo solidale tramite migliori condizioni di vendita (ad es.: tariffe solidali per i disoccupati, sconti per le ONG e iniziative simili) … si occupain maniera globale di aspetti sociali nei suoi rapporti con i clienti (criteri di esclusione e positivi nella scelta della clientela; aspetti solidali sono un elemento sostanziale del rapporto d’affari)
Scaglionamento sociale dei prezzi/ cessione delle eccedenze Più dell’1% deiprodotti/servizi hanno prezzi scaglionati in maniera solidale, più del 5% delle eccedenze (se esistenti) sono cedute a ONG 3-5% di scaglionamento sociale dei prezzi, >25% delle eccedenze vanno a persone bisognose 5-10%di scaglionamento sociale dei prezzi/ prodotti concepiti specificamente per categorie svantaggiate, più del50% delle eccedenzeviene ceduto Più del 10% di scaglionamento solidale dei prezzi, tutte le eccedenze cedute gratuitamente a persone bisognose

BEST PRACTICE/ LINK

La sovrapproduzione è donata, ad es.: alla Wiener Tafel (mensa per chi ha bisogno) /ai mercati sociali

Ricerca e sviluppo sulle malattie rare

Grameen Bank = microcrediti, GrameenPhone, Grameen-Danone Foods; cfr. Social Business (E1) materiali su persone socialmente svantaggiate http://www.good-practice.de/3349.php

Redattori: Christine Amon / Christian Loy: christian.loy@gmx.at

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D5: INNALZAMENTO DEGLI STANDARD SOCIALI ED AMBIENTALI DEL SETTORE

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Invece di impegnarsi per standard elevati in ambito lavorativo, sociale, ambientale, della salute, della sicurezza, di trasparenza e fiscale, le grandi imprese, in particolare, svolgono attività di lobbying contro standard legislativi equi, soprattutto a livello globale e dell’Unione Europea. La scusa utilizzata è spesso l’argomentazione della perdita di concorrenzialità di una sede, se fosse l’unica a muoversi per prima in una direzione diversa. Ma la resistenza dei gruppi di interessi si rivolge anche contro le regole globali, che coinvolgerebbero tutti, come le “draft norms” delle Nazioni Unite per i gruppi industriali transnazionali. Finché gli standard restano bassi, però, l’ambito della concorrenza penalizza quei soggetti che desiderano effettuare investimenti ecologici o sociali o che non praticano strategie per la riduzione al minimo delle tasse. Di conseguenza, quelle imprese che sarebbero disposte a mettere in pratica standard più elevate finiscono tra i perdenti.

OBIETTIVO

L’obiettivo è che le imprese di un settore cooperino per quanto riguarda gli aspetti sociali ed ecologici per esse rilevanti, contribuendo così ad un innalzamento degli standard e impegnandosi in favore del raggiungimento di standard di legge sempre più elevati e precisi.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

A seconda delle dimensioni/ della struttura del settore, ciò può avvenire in vari modi: in settori fortemente frammentati, ad esempio, attraverso la ricerca attiva di imprese partner dallo stesso orientamento e la creazione di una piattaforma comune (ad es.: consulenti per il bene comune), in settori ad alta concentrazione attraverso un lobbying politico attivo.

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Provvedimenti per la collaborazione all’interno del settore Organizzazione di tavole rotonde, collaborazione con associazioni del settore Individuazione comune di standard più elevatiPrimi contatti con i soggetti che hanno potere decisionale (ad es.: in cooperazione con i rappresentati del settore) Sottoscrizione volontaria di impegnia livello del settoreStrategia di lobbying (ad es.: proposte di legge dettagliate) Garanzia del rispetto attraverso processi di audit
Collaborazione con ONG e partner esterni (ad es.: iniziative di certificazione) Ricerca per individuare le ONG interessate Invito a tavole rotonde Inclusione nell’individuazione di standard più elevati Sostegno alle OGN nell’attività diPR
Funzione esemplare + comunicazione Comunicazione all’esterno circa gli standard più elevati (ad es.: sito internet) Attuazione effettiva di standard più elevati > 25% Attuazione effettiva di standard più elevati > 50% L’innalzamento degli standard del settore è una componente essenziale del posizionamento dell’impresa sul mercato (ad es.:100% di tessuti biologici ed equi e solidali)
Esempio “Draft norms” Diffusione all’interno dell’azienda di informazioni sulle draft norms Promozione interna al settore delle draft norms Costituzione di un’iniziativa politica locale perl’applicazione delle draftnorms Partecipazione all’alleanza globaleper le draft norms

BIBLIOGRAFIA

Articolo di Corporateeurope sulle Draft Norms http://archive.corporateeurope.org/norms.html

Fonte legale: Commissione ONU per i diritti umani

http://www.unhchr.ch/Huridocda/Huridoca.nsf/0/64155e7e8141b38cc1256d63002c55e8?Opendocument

E1: RIPERCUSSIONI SULLA SOCIETÀ/RILEVANZA SOCIALE DEI PRODOTTI/SERVIZI

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Ogni titolare/ ogni dipendente affermerà a ragione che i prodotti offerti dalla sua impresa soddisfano un bisogno sociale e farà derivare da questa circostanza un effetto positivo sulla società di tali prodotti. Per diverse ragioni, però, il semplice soddisfacimento della domanda non può costituire la finalità di un’economia del bene comune. Da un lato, i modelli di consumo occidentale attuali, vale a dire il “CHE COSA” si consuma, non sono in grado di garantire un futuro dal punto di vista ecologico (cambiamento climatico, scarsità di risorse, impronta ecologica) e perciò, nell’ottica di una giustizia globale, neanche da quello sociale. Dall’altro lato, un’alta rilevanza sociale non per questo legittima degli effetti negativi nella fabbricazione dei prodotti. Il significato generale e sociale del prodotto, poi, ha un’importanza elevata per il contributo di un’impresa alla società. Un’impresa che produce impianti di depurazione dell’acqua decentralizzati ad alimentazione solare per la zona del Sahel fornisce un contributo maggiore all’evoluzione sociale rispetto ad un fabbricante di gioielli o di yacht di lusso.

OBIETTIVO

La finalità dell’economia del bene comune è di rifornire tutti i membri della società di prodotti e servizi utili, ad alto valore sociale ed ecologico, per un’esistenza soddisfacente e sana dal punto di vista fisico e psichico.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

La questione fondamentale è quella di quali siano i prodotti/servizi ( = p/s) che contribuiscono a quale “utilità sociale finale”. Il concetto di utilità va inteso in senso lato e i p/s vanno visti in relazione a tutte le alternative che soddisfano il bisogno sovraordinato. Di conseguenza, un’automobile non va vista a confronto con altre automobili, ma a confronto con tutte le alternative nel campo della mobilità (treno, autobus ecc.). Molte imprese sono “staccate” dall’utilità finale effettiva, dato che con i loro p/s servono altre imprese, contribuendo in tal modo all’effetto sociale dei prodotti di queste ultime: un servizio di per sé utile può essere prestato sia ad un cliente orientato al bene comune, sia ad uno che lo viola.

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Effetto diretto e indirettodel prodotto: quali prodotti / serviziper quale utilità finale? p/s soddisfanobisogni fondamentali e non sono benidi consumo convenzionali p/s hanno effetti sociali secondari positivi p/s soddisfano funzioni sociali importanti p/s risolvono problemi sociali sostanziali(povertà, salute, “socialEntrepreneur”, ecc.)
Prodotti/ servizi a confronto con alternative con analoga utilità finale? Approcci limitati ad alcuni casi: (ad es.: l’impresa offre prodotti sociali ed ecologici di nicchia) Per quanto riguarda aspetti soc./ec., l’impresa offre p/s superiori alla media Per quanto riguarda aspetti sociali ed ecologici molto meglio della media del settore A confrontocon le alternative rappresenta il p/s di più alta qualità dal punto di vista sociale ed ecologico (ad es.: energia: energia “verde”; mobilità: treno/autobus/alimentazione solare)

E2: CONTRIBUTO IN FAVORE DELLA COLLETTIVITÀ

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Nel dibattito sulla Corporate social responsibility (CSR – responsabilità sociale d’impresa) si è affermato il concetto di Corporate Citizienship, che descrive l’impegno attivo dell’impresa in favore della collettività vista come soggetto paragonabile ad un cittadino. In maniera analoga a come un normale cittadino si impegna, per lo più nel volontariato, anche un’organizzazione può fornire un contributo a titolo di volontariato.

L’approccio della CSR, tuttavia, deve rappresentare soltanto un punto di partenza di un vasto contributo a titolo gratuito dell’impresa in favore della collettività.

OBIETTIVO

Ogni impresa deve impegnarsi in favore della rispettiva comunità come un “cittadino” onorevole in base alle proprie possibilità e fornire un contributo adeguato nell’aiutare a risolvere i problemi sociali, senza orientarsi alle pubbliche relazioni o al marketing.

DEFINIZIONE

Il contributo in favore della collettività NON è una sponsorizzazione, anche se la linea di confine non è sempre facile da tracciare. In linea di principio, le risorse e le competenze delle imprese possono essere suddivise come segue:

Fondi di finanziamento, ad es.:

– offerte in denaro, ad es. in favore di organizzazioni per cui i dipendenti fanno volontariato

– partnership d’affari (commesse ad organizzazioni sociali, sviluppo di prodotti)

– crediti a tasso zero o a tasso agevolato

Servizi, prodotti e logistica, ad es.:

– prodotti o servizi a titolo gratuito o scontati

– autorizzazione all’uso di immobili, macchinari, arredi e attrezzature per ufficio e altre infrastrutture

– assegnazione di commesse ad organizzazioni sociali + joint venture con ONG

Tempo, know-how, conoscenze, ad es.:

– permessi durante l’orario di lavoro

– impegno – missioni di team o dell’intero personale

– consulenza/ formazione/ qualificazione per organizzazioni sociali, ad es. nell’ambito delle PR, della IT, del controlling, della pianificazione strategica, del finanziamento

Contatti e influenza, ad es.:

– condivisione di contatti, ad es. con fornitori, clienti, service clubs, esperti

– attività di lobbying per organizzazioni al servizio della collettività o a favore di istanze della collettività

– raccolta di fondi per l’organizzazione

DIMENSIONI & MISURAZIONI

Categoria Beginner (0-10%) Improver (11-30%) Achiever (31-60%) Leader (61-100%)
Valore monetario di tutti i provvedimenti(percentuale sul fatturato annuo) 0-0,5% 0,5–1,5 1,5-2,5 % > 2,5%
Dimensioni/ continuità di tutti i provvedimenti + istituzionalizzazione provvedimenti singoli, sporadici, non istituzionalizzati singoli provvedimenti a scadenza regolare, riconoscibile un abbozzo di strategia, presenza di un responsabile all’interno dell’impresa ampiastrategia, messa in pratica regolare e continuativa, istituzionalizzata,sostenuta dalla dirigenza come nel punto precedente, da almeno treanni

LINK/ BEST PRACTICES

UPj, rete tedesca di Corporate Citizenship http://www.upj.de/

Bitc – Business in the community – rete del Regno Unito: http://www.bitc.org.uk/ Progetto 1% for the Planet: http://www.onepercentfortheplanet.org

E3: RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Sia a livello globale che a livello locale, le attività sociali hanno contribuito ad un pesante degrado e squilibrio degli ecosistemi. Per una trasformazione in direzione di un’economia ecosostenibile, ad ogni settore e ad ogni impresa viene richiesto di contribuire ad una riduzione significativa dell’impatto ambientale: ad esempio: riduzione delle emissioni con effetto sul clima (in Austria) del 70-80%, riduzione assoluta del consumo di risorse, decisione di evitare materiali problematici.

OBIETTIVO

Un’impresa orientata al bene comune a) riflette attivamente sul suo impatto ambientale; b) rileva e documenta il proprio impatto ambientale diretto ed indiretto, in misura adeguata alle dimensioni/ all’attività dell’impresa stessa e c) cerca di ridurre in maniera continuativa il proprio impatto ambientale.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Per la valutazione vanno presi in considerazione sia l’impatto ambientale assoluto, sia quello relativo (in relazione al settore). A seconda del settore, possono risultare rilevanti diversi aspetti:

a) Risorse: impiego di materie prime secondarie, sostituzione con materie prime di qualità ecologica superiore, consumo idrico ecc.

b) energia & clima: emissioni di gas climalteranti in relazione alle altre imprese del settore; percentuale di fonti energetiche rinnovabili; riduzione del consumo energetico per dipendente, statistiche sulla mobilità

c) altre emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo: SO²; NOx, VOC, PM, metalli pesanti, sostanze cancerogene/ mutagene/ radiottive, diossine, furani

d) rifiuti: rifiuti pericolosi/ non pericolosi

Categoria Beginner Improver Achiever Leader
Impatto assoluto: per il calcolo dell’impatto ambientale assoluto è ancora necessario elaborare una serie adeguata di indicatori(ad es.: impronta ecologica per le imprese)
impatto relativo: a confronto con le altre aziende del settore l’impresa si trova… … per alcuni aspetti ecologici al di sopra della media del settore … per alcuni aspetti ecologici al di sopra della media del settore, con provvedimenti chiaramente riconoscibili in direzione di un miglioramento … per alcuniaspetti ecologici essenziali al di sopra della media del settore, con provvedimenti chiaramente riconoscibili in direzione di un miglioramento … per alcuni aspetti ecologici essenziali molto al di sopra della media (leader dell’innovazione, leader del settore, ecc.)
Management e strategia (importante se l’azienda raggiunge certe dimensioni, presupposto essenziale nei settori con forte impatto ambientale): L’impresa… … fa dei primi passi per individuare aspetti e rischi ecologici essenziali (responsabilità chiare, processi istituzionalizzati con la dirigenza) + … rileva dati in conformità al proprio prodotto/servizio e dispone di strategie/provvedimenti chiari su vari aspetti importanti (ad es.: CO²-Footprint, consumo di acqua e di risorse, aspetti specifici del settore) + … rileva dati in conformità al proprio prodotto/servizio e dispone di strategie/provvedimenti chiari e ambiziosiper tutti gli aspetti importanti (ad es. CO²-Footprint, consumo di acqua e di risorse, aspetti specifici del settore) + …. ha degli obiettivi qualitativi e quantitativi ambiziosi, incluse date di scadenza, per aspetti ambientali sostanziali

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE (OPZIONALI)

easyEMAS: http://www.emaseasy.eu ;

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI (OPZIONALE)

Business-Plan per l’ecologia della città di Vienna: http://www.wien.gv.at/umweltschutz/oekobusiness

E4: RIDUZIONE AL MINIMO DELLA RIPARTIZIONE DEI PROVENTI AD ESTERNI

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Uno dei motivi più importanti della disuguaglianza crescente è che una quota crescente del reddito nazionale viene dai redditi da capitale (non generati da attività lavorativa) e che, viceversa, la quota proveniente da redditi da lavoro (salari, stipendi) è in diminuzione. Benché il capitale (patrimonio finanziario) aumenti sempre di più, genera rendimenti sempre più alti, perché può esercitare potere attraverso una gestione professionale (banche, assicurazione, fondi di investimento). Dato che il patrimonio finanziario è accentrato nelle mani di una minoranza, questa minoranza percepisce la maggior parte di tutti i redditi da capitale. La maggioranza della popolazione subisce un esproprio strutturale a vantaggio della minoranza – tramite gli interessi, i dividendi e proventi da quotazione azionarie).

I redditi da capitale, inoltre, sono di per sé ecologicamente problematici perché obbligano alla crescita: ogni aspettativa di percepire un interesse per un capitale messo a disposizione, si tratti pure anche soltanto in misura pari all’inflazione, costringe l’economia alla crescita; quanto più alta è l’aspettativa di un rendimento, tanto più deve crescere l’economia. Quanto più il capitale cresce in rapporto all’economia reale (PIL), tanto maggiore sono la pressione alla crescita e l’obbligo al realizzo (all’interno) dell’economia di un Paese.

A lungo termine l’ottenimento di redditi da capitale da un intero patrimonio finanziario non è possibile, perché quest’ultimo cresce più velocemente del rendimento economico (PIL) e il patrimonio finanziario può moltiplicarsi soltanto se viene investito nell’economia (PIL).

OBIETTIVO

Il reddito va legato esclusivamente a prestazioni lavorative. Il possesso di capitale non deve più portare ad avere diritto ad un reddito.

GRADAZIONE & MISURAZIONE

Viene premiata la diminuzione della ripartizione dei proventi a proprietari “esterni”, che non lavorano all’interno dell’impresa, fino a tendere allo zero.

Categoria Beginner (10%) Improver (30%) Achiever (60%) Leader (100%)
Ripartizione dei proventi ad esterni in diminuzione media quinquennale: dividendiin misura pari all’inflazione Per nessun anno dividendi superiori all’inflazione media quinquennale: dividendi in misura pari a metà dell’inflazione nessunaripartizione dei proventi aproprietari esterni

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE

Studio di modelli di partecipazione dei cittadini e di cooperative, come la Regionalwert AG a Friburgo, la taz (quotidiano) o il progetto della Demokratische Bank.

BEST PRACTICE/ BIBLIOGRAFIA/LINK/ESPERTI

Impresa:

la Demokratische Bank (“Banca democratica”), in fondazione, “per principio si propone di non conseguire degli utili” (citazione dalla visione aziendale): http://www.demokratische-bank.at/

Oltre ai dividendi monetari, la Regionalwert AG presenta una serie di aspetti di profitto non monetari:

http://www.regionalwert- ag.de/index.php?option=com_content&view=article&id=15:gewinn&catid=29:aktie&Itemid=15

Sulla tematica dell’obbligo alla crescita:

Movimento della decrescita: http://www.degrowth.net/ Casse: http://steadystate.org/

E5 TRASPARENZA E COGESTIONE SOCIALI

CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO

Le imprese non esistono in uno spazio vuoto, ma, tramite le loro sedi, sono legate ad un territorio e ad una nazione. In tal modo le decisioni aziendali hanno un impatto sulle persone di quel territorio e sul mondo, sulle generazioni future, nonché sulla natura, sugli animali e sulle piante. Al momento le possibilità di far sentire la propria voce da parte dei portatori di interesse coinvolti o dei loro rappresentanti nella società civile sono limitate. Per una tutela e una rappresentanza attiva dei loro interessi, la trasparenza costituisce una premessa di base fondamentale. In materia di sostenibilità, esistono sì un numero crescente di rapporti, ma per lo più alcuni aspetti essenziali vengono tralasciati o se ne tiene conto soltanto in parte.

OBIETTIVO

Un’impresa orientata al bene comune informa in maniera completa e attiva il pubblico su tutti gli aspetti fondamentali della propria attività. In tal modo tutti i portatori di interesse (società civile, confinanti, ecc.) hanno una panoramica completa sull’impresa e possono far presenti i propri interessi, influenzando positivamente l’impresa nell’ottica del bene comune.

DEFINIZIONE

La cogestione da parte della società può assumere varie forme. Dal polo negativo dell’ignoranza, si può arrivare, passando per diverse forme di dialogo, alla cogestione, nella quale, ad es. dei rappresentanti eletti dell’ambiente sociale devono esprimere il loro voto quando si prendono determinate decisioni.

Il presupposto per una partecipazione dell’ambiente sociale è una completa trasparenza sui processi aziendali e sulle loro eventuali ripercussioni, così come un accesso facilitato a tali informazioni.

DIMENSIONI & MISURAZIONI

Categoria Beginner (0-10%) Improver (11-30%) Achiever (31-60%) Leader (61-100%)
Dimensioni della trasparenza Singoli aspetti aspetti importanti la maggior parte degliaspetti importanti, soprattutto quelli problematici tutti gli aspetti fondamentali
Numero delle sedi interessate 1 sede alcune sedi la maggior parte delle sedi, soprattutto quelle problematiche tutte
In imprese con > 100 dip. GRI Level C GRI Level B GRI Level A Superiore
Verifica imprese > 100 dip. limitata ad alcuni casi, verificata esternamente in modo indiretto valutazione esterna dei rischi valutazione esterna di tutti i criteri importanti + ampiacooperazione con ONG
Grado di cogestione + documentazione passivo/reattivo: ascolto di reclami + reazione attivo: dialogo con rappresentanti che ricoprono una pos. importante nell’azienda+ ampiadocumentazione attivo + orientato al consenso: ricerca di decisioni consensuali, documentazione con conseguenzeaccessibile al pubblico proattivo/innovativo: almeno 50% di decisioni consensuali
Dimensioni della cogestione Singoli provvedimenti per un tempo limitato vasti processi di cogestione in più occasioni coinvolgimento a scadenze regolari su tematiche importanti dialogo permanente e cogestione su tematiche importanti
Stakeholder coinvolti alcuni i più importanti tutti tutti

SUGGERIMENTI PER FACILITARE L’ATTUAZIONE

Per le piccole e piccolissime imprese, il rapporto del bene comune copre già la maggiore parte o tutti gli aspetti fondamentali, a seconda della sua lunghezza.

La Global Reporting Initiative (GRI) si è affermata come standard dei rapporti in materia di sostenibilità, ulteriori informazioni alla pagina: http://www.globalreporting.org

Gestione del dialogo con gli stakeholder

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