Piazze in Italia e in Grecia: inno globale contro il fascismo e contro le politiche della Troika

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Dalla piazza greca di Tsipras alla Francia di Charlie Ebdo, dalle manifestazioni antigovernative in Turchia a quelle contro Yanukovich in Ucrainia, fino ai cortei di Occupy Hong Kong. Bella Ciao viene cantata in tutto il mondo. Ma come è nata? Quando? Perché è diventata globale? Giovanna Marini, cantautrice e ricercatrice etnomusicale, ci accompagna in un viaggio tra le note e le parole di una canzone scoperta nelle risaie del Piemonte negli anni ’60 (ma la cui melodia ha origini più antiche, forse Yiddish), “un lamento dal sapore slavo”, poi inno partigiano, che oggi diventa globale in quanto epico.

Cremona
Scontri tra manifestanti antifascisti e polizia a Cremona durante la manifestazione organizzata dai centri sociali cittadini per protestare contro l’azione dei militanti di CasaPound che il 18 dicembre hanno aggredito e ferito gravemente alla testa Emilio Visigalli, esponente del centro sociale Dordoni, in coma per le ferite subite. Il corteo, alla cui testa ha sfilato anche la moglie dell’uomo vittima dell’agguato al termine della partita Cremonese-Mantova, è aperto da uno striscione con la scritta “Chiudere tutti i covi fascisti, Emilio resisti lottiamo con te” ed è composto da militanti dei centri sociali provenienti da varie regioni italiane.

Emilio Visigalli, 49 anni, è rimasto gravemente ferito dopo un raid organizzato da militanti di Casapound, al termine della partita Cremonese-Mantova. Un agguato che ha ridotto l’uomo in coma per le ferite alla testa causate dai calci e le sprangate con cui è stato più volte colpito. Dietro all’azione, conferma la Questura di Cremona, non ci sarebbero motivazioni sportive: si tratterebbe bensì di un raid a sfondo politico. “Una cinquantina di persone – ha riferito a ilfattoquotidiano.it un testimone, Michele Arena, del centro sociale Dordoni – si sono staccate dal gruppo di tifosi e hanno assaltato il centro sociale. Venivano da fuori, dalle città vicine. Quelli che abbiamo riconosciuto venivano da Parma e da Brescia ed erano di Casapound. Con loro c’era il coordinatore provinciale di Casapound Cremona, Gianluca Galli”. Per gli scontri del 18 gennaio, sono indagati quattro militanti del centro sociale Dordoni e quattro esponenti di Casapound con le accuse di rissa aggravata e lesioni gravissime contestati a vario titolo.

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