INIZIATIVA LETTERA A COMUNI, ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, AI CITTADINI ecc. ALLEGATO N. 1

TRATTO DA DOCUMENTO  COMUNE DI CAPANNORI ASSESSORE CIACCI

Il modello di consumo in cui siamo immersi allontana sempre più produttore e consumatore con enormi sprechi energetici, impoverisce i soggetti economici del territorio, favorendo le grandi aziende che indirizzano i consumi attraverso la pubblicità, concentra le ricchezze in poche mani, aumentare i rifiuti e gli imballaggi , aumenta costantemente gli impatti ambientali.

Il nostro modello di sviluppo, improntato dunque su uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e sulla produzione di una quantità enorme di rifiuti, non può più essere definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro possibile” il modo di vivere il rapporto uomo-ambiente vincolando le attività umane al massimo risparmio energetico e di materie prime.

Al Marzo 2011 sono 20 i Comuni che in tutta Italia stanno costruendo il percorso Verso Rifiuti Zero:

CAPANNORI (Lucca) 45.855 abitanti ; CARBONIA (Carbonia Iglesias) 29.821;

AVIANO (Pordenone) 9.277; GIFFONI SEI CASALI (Salerno) 5.271;

VINCHIO (Asti) 677; COLORNO (Parma) 8.979; SERAVEZZA (Lucca) 13.449;

CALCINAIA (Pisa) 11.396; MONSANO (Ancona) 3.223;

MONTIGNOSO (Massa Carrara) 10.553; LA SPEZIA 95.641;

VICO PISANO (Pisa) 8.417; CORCHIANO (Viterbo) 3.796;

SOMMA VESUVIANA (Napoli) 35.097; BOSCOREALE (Napoli) 26.920;

MONTE SAN PIETRO (Bologna) 10.976; MAIORI (Salerno) 5.649;

COLLESANO (Palermo) 4.254; FORTE DEI MARMI (Lucca) 7.760;

SASSO MARCONI (Bologna) 14.719

Riciclare e rivendere interamente i propri scarti è una strategia che sta contagiando

non solo amministrazioni comunali ma anche colossi industriali come Wal-Mart, Toyota, Apple e Xerox.

La Apple in gran parte dei suoi stabilimenti ha raggiunto un livello di riciclaggio pari al 90 per cento. Lo stesso vale per Interface Inc., il primo produttore di moquettes del Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 4 mondo, con 2 miliardi di dollari di fatturato, riutilizza il 90 per cento dei suoi scarti

LA GERARCHIA DEI RIFIUTI

prevenzione

preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. Viene poi il riciclaggio, ossia

qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini

riciclaggio

tutte le famiglie a cui si è chiesto, con fiducia, un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente e la comunità, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e riciclata, tornando a nuova vita invece di occupare discariche o finire incenerita.

sistema della raccolta

E’ dimostrato in tutta Italia che il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi di raccolta e dei grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi non riuscendo a superare, se non in casi eccezionali, il 35-40% di differenziazione E’ necessario creare isole ecologiche sempre aperte ai cittadini, dove sia possibile portare qualsiasi tipo di scarto e di rifiuto, anche ingombrante, elettrico…. in qualsiasi ora della giornata. dove c’è la presenza costante di un operatore e la pesa dei piccoli materiali di fronte al sistema computerizzato che gestisce la ricarica delle tessere. I rifiuti conferiti nell’isola ecologica vengono pesati ad ogni scarico e il peso del rifiuto, a seconda del materiale conferito, viene trasformato in un punteggio. I cittadini che si servono delle isole ecologiche vengono registrati e ad ogni utenza viene distribuita una scheda magnetica individuale che registra i punti e a fine anno, per chi supera quota 500, riceve a casa un premio simbolico di un assegno da 20 euro Il passo successivo sarà l’applicazione della tariffa puntuale,che permetterà di calibrare la tariffa anche in base al rifiuto effettivamente prodotto dalle famiglie attraverso la contabilizzazione dei rifiuti del materiale non riciclabile, metodo sperimentato con successo in numerosi comuni del nord Italia

In questo modo sarà possibile:

-evitare lo smaltimento grandi quantità di scarti, potendo allungare la vita di rifiuti conferiti ma ancora utilizzabili (attraverso la vendita.posti di lavoro in coop?)

– attivare al contempo un centro per la riparazione ed il riutilizzo dei beni recuperabili (possti di lavoro in coop ?).

Questo permetterà di unire ai vantaggi ambientali, utilità sociale ed economica nonché una buona pratica per la socializzazione dei buoni comportamenti. Una società più sostenibile passa anche, infatti, dalle buone pratiche dove la comunità non vive solo negli spazi del mercato attraverso l’acquisto

I VANTAGGI ECONOMICI

Nel 2010 a Capannori ad esempio sono state raccolte 17.549 tonnellate di materiale differenziato. In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell’indifferenziato è di 140 euro alla tonnellata. Se queste 17.549 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari dunque ben 2.456.860 euro per il loro smaltimento.

La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 17.549 tonnellate è stata invece di 636.540 euro. Se confrontiamo questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo dell’indifferenziato, il risparmio nel conferimento agli impianti è dunque pari a 1.820.320 nel solo 2010. Fondo che è stato utilizzato per l’acquisto dei materiali per le famiglie, le nuove assunzioni, i nuovi mezzi, la campagna informativa.

VANTAGGI OCCUPAZIONALI

Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare è l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi si posssono investire non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.

I VANTAGGI PER I CITTADINI

Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, possiamo riconoscere una riduzione della tariffa ai cittadini. Si può ipotizzare il 20% sulla parte variabile.

  • IL RICICLAGGIO

Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo.

L’organico, in attesa di poterlo trattare in un impianto comunale, viene inviato ad un impianto di compostaggio ed è destinato alla produzione del compost. Il Compost viene poi indirizzato verso tre filiere: l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti.

La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta ( es attraverso un consorzio) per il recupero della carta ed indirizzata alle aziende che poi producono cartone o carta riciclata direttamente nel Comune o nei comuni limitrofi.

Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) viene indirizzato ad un impianto dove è selezionato ed avviato ai rispetti consorzi del riciclo.

La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità) al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo. Nemmeno gli scarti di questo processo di selezione vengono avviati a smaltimento perché sono riutilizzati dall’azienda per la produzione di pancali in materiale riciclato, attraverso accordi commerciali di aziende del settore, commercializza inoltre materiale di arredo urbano, utensileria da giardino e cucina, componentistica per auto e moto, prodotti dai materiali derivanti dalla raccolta differenziata.

  • COMPOSTAGGIO

Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domestico, si possono  eliminare dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni e negli orti, invece di finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica viene riconosciuto un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano l’autocompostaggio.

L’azienda comunale regala ad ogni cittadino il composter, un bidone traforato di plastica che è ritirabile, previa la firma, in comune, di un modulo prestampato con Comune di l’autocertificazione e le istruzioni per produrre un buon compost dai propri scarti organici.

Grazie a questa politica nel territorio comunale di Capannori oggi le utenze che hanno avviato il compostaggio domestico sono salite a 2200. Ogni anno viene effettuata un verifica su un campione di quanti hanno finora aderito. I controlli hanno dimostrato che oltre il 96% dei casi effettuano in maniera corretta il compostaggio domestico.

L’elemento di sconto sulla bolletta è sicuramente un grande incentivo alle famiglie per avviare il compostaggio domestico ed infatti si può pensare ad un aumento della riduzione della tariffa per coloro che aderiscono.

  • ACQUISTA VERDE

con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti dell’ente comunale sono vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere.

Oltre alla procedura per acquisti verdi si può avviare un sistema interno al palazzo comunale che attivi la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come,

ad esempio, i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita. Per la buona riuscita del progetto è necessario formare bene il personale e motivarlo nella scelta e nella selezione dei materiali, con aggiornamenti costanti delle opportunità e delle migliorie del mercato.

Per informazioni http://www.acquistiverdi.it o http://www.forumcompraverde.it

  • La Via dell’Acqua”
Valore limite di alcune sostanze contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale
Valori limite acque potabiliDecreto L. 31/2001 Valori limite acque minerali Decreto 542/92 – Dm 31/05/2001
Arsenico totale (Jg/l) 10 50
Bario (Jg/l) 1
Cromo (Jg/l) 50 50
Piombo (Jg/l) 10-25 10
Nitrati (mg/l) 50 45-10*
Alluminio (Jg/l) 200 Nessun limite
Ferro (Jg/l) 200 Nessun limite
Manganese (Jg/l) 50 2000
Fluoruro (mg/l) 1,50 Nessun limite

Con lo stesso obiettivo di minimizzare l’utilizzo delle acque minerali ma anche  per valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene luoghi di “bene comune”, si può costruire un percorso denominato: “La Via dell’Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.

Il progetto “La Via dell’Acqua può esssere  cofinanziato per il 60% dalla Regione attraverso una bando sulla gestione ecoefficente delle risorse idriche. Da una prima fase di espropri delle aree privat, e per ognuna delle 15 fonti sorgive, si realizza un casottino in muratura che ospita una sistema di depurazione a raggi ultravioletti che elimina la carica batterica senza alterare in alcun modo le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche dell’acqua. Alla realizzazione delle opere si faranno seguire assemblee ed incontri con la cittadinanza per illustrare le caratteristiche del progetto..

I luoghi si sono trasformati in luogo di incontro, di socializzazione e di “bene comune”, dando alla comunità la fruizione gratuita per l’approvvigionamento idrico ma anche luoghi dove si vive e si incontra la comunità

  • LATTE ALLA SPINA

Il latte fresco che acquistiamo mediamente al supermercato ad un costo di circa 1,40 euro, viene pagato agli allevatori soltanto circa 30 centesimi al litro. C’è un euro che dunque si perde tra trattamento, imballaggio, distribuzione e, soprattutto, in pubblicità, lo strumento principe, nella nostra società, per il condizionamento dei consumi. Questo meccanismo sta di fatto strangolando i piccoli produttori che vedendosi così poco riconosciuto il loro lavoro sono spesso costretti a chiudere stalle ed aziende agricole.

Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta del Latte” si può realizzare uno o più  distributori automatici del latte alla spina. Grazie a questo distributore:

– il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino,

– il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco

appena munto;

– all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le

centrali del latte;

– il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e

risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.

L’Amministrazione comunale si è fa carico dell’acquisto (con circa 15 mila euro) del macchinario e dell’installazione per poi affidare la gestione all’Associazione provinciale degli allevatori che a sua volta effettua una convenzione con gli allevatori della zona disponibili a rifornire il macchinario

Per legge gli allevatori che riforniscono distributori automatici del latte alla spina devono dotarsi della certificazione “Latte alta qualità” che implica una maggiore cura nei passaggi del latte dalla mammella della vacca fino al contenitore refrigerato ed una maggiore igiene per il prodotto.

A Capannori in due anni, dall’inaugurazione del febbraio 2008 al febbraio 2010, con il distributore automatico di latte alla spina sono stati venduti quasi 200 litri al giorno per un totale di circa 110.000 litri. Considerando che circa il 90% dei consumatori acquista il latte con un proprio contenitore sono state risparmiate oltre 90.000 confezioni di latte dai rifiuti.

  • DETERSIVI

Detersivi di qualità, naturali ed ecologici, di produttori locali, possono essere acquistati, usando direttamente un proprio contenitore. In punti vendita del Comune si acquistano detersivi alla spina risparmiando e facendo risparmiare all’ambiente lo smaltimento di tanti inutili imballaggi.

Anche in questo caso l’Amministrazione comunale si fa carico dell’acquisto (con una spesa di nemmeno 2.000 euro) di contenitori in acciaio, con un rubinetto, che permettono l’erogazione alla spina del prodotto e l’acquisto anche con propri contenitori. Comune, Associazione di categoria (Confesercenti o Confcommercio) ed Ato Rifiuti stipulano una convenzione che impegni tutti gli enti ed associazioni nella massima comunicazione dell’iniziativa

A Capannori dopo i primi 4 esercenti le richieste si sono moltiplicate. I produttori locali si sono fatti carico, visto il successo dell’iniziativa, di fornire loro stessi ai negozianti i contenitori in comodato d’uso gratuito per la vendita del prodotto ed il progetto si è diffuso anche oltre i confini comunali estendendosi in tutta la provincia di Lucca e non solo.

Nella fase iniziale devono essere convocate sia la grande che la media e piccola distribuzione ma visto che i supermercati non trovano interesse il percorso potrebbe essere realizzato solo con piccoli esercenti.

La comunicazione del progetto nelle assemblee dedicate alla spiegazione della raccolta differenziata avvicinerà molti cittadini ad una sperimentazione iniziale che si consoliderà aumentando costantemente.

Dati di Capannori. Sono circa 27.000 i litri di detersivi ecologici venduti alla spina nei 15 punti vendita in un anno e due mesi al febbraio 2010. Il secondo dato molto positivo è che a fronte dei ventisettemila litri di detergenti venduti i contenitori consumati sono stati solo 3.200, ovvero solo l’11% circa dei litri smerciati e ciò significa un grande risparmio di flaconi di plastica immessi nell’ambiente.

Un importante strumento per la diffusione della pratica della vendita alla spina è il cambio del regolamento della tariffa per le attività commerciali distributrici dei prodotti alla “spina” per cui si può  inserire un incentivo.

  • IL CASO EFFECORTA

A Capannori è nata la prima esperienza commerciale a livello nazionale che vende oltre 150 prodotti tutti alla spina e tutti di filiera corta.

Avviata nell’estate 2009 da una cooperativa creata da un gruppo di giovani amici di Capannori, l’attività commerciale ha già oltre 100 richieste in tutta Italia per replicare questo virtuoso sistema commerciale che al contempo valorizza i produttori locali e contribuisce notevolmente alla riduzione nella produzione degli scarti.

Effecorta è un modo nuovo di acquistare che rispetta l’ambiente, conviene e riscopre i produttori locali. Prodotti di qualità, locali, acquistabili sfusi nelle quantità non imposte dal mercato, ma secondo le proprie esigenze e riutilizzando i contenitori.

Il consumo sostenibile per Effecorta è un modello di sviluppo basato sulla sobrietà dei consumi, sul rispetto della natura, sul miglioramento delle condizioni di vita. Per questo i prodotti sono di qualità, buoni da mangiare o da usare, principalmente provenienti dai produttori locali e acquistabili senza l’imposizione della quantità: è il consumatore che sceglie la sua quantità.

www,effecorta.it

  • CENTRO DI RICERCA

Cooperazione comuni ed aziende per il bene comune

A Capannori per mezzo del Centro di Ricerca si è evidenziato uno scarto particolare tra i rifiuti non riciclabili.In particolare è stata riscontrata l’altra presenza di capsule dal marchio Lavazza

a cui il Centro ha scritto:

Per questo il Centro di Ricerca ha aperto un “caso studio” su questa tipologia di imballaggio muovendo dalla constatazione di un errore di progettazione dello stesso (vedi su http://www.rifiutizerocapannori.it/documenti/finish/5/22.html le slides della presentazione del progettista del centro ricerca luca roggi) per aprire senza alcun spirito polemico un “percorso condiviso” per un suo “ripensamento” in grado di superare le “criticità” attualmente evidenziate dai sopralluoghi . già, nel corso di un seminario nazionale tenutosi a capannori il 20-21 novembre scorsi è stato avanzato un “ventaglio” di alternative a cui, cortesemente, vorremmo coinvolgervi considerando anche la necessità da parte dei produttori di avviarsi sempre più nella direzione di farsi carico dei propri prodotti dalla “culla alla tomba”. In questo percorso di responsabilizzazione risiede o meno la possibilità di vincere la“sfida della sostenibilità ambientale” a cui tutti (cittadini, imprese e enti pubblici) siamo chiamati a rispondere. una disponibilità vostra ad aprire un confronto costruttivo sarebbe di grande rilevanza non solo per contribuire a risolvere una “criticità” relativa ad una corretta gestione dei materiali di scarto ma anche per avviare un processo positivo nella applicazione di una responsabilita’ estesa delle imprese legata a criteri di sostenibilità ambientale e di eticità

Pochi giorni dopo, anche grazie alla visibilità mediatica avuta dall’iniziativa, Lavazza ha risposto organizzando un incontro presso la sua sede di Torino con AIIPA (loro Associazione di categoria) e del Politecnico di Torino da cui si è avviato, dal Febbraio 2011, un gruppo di lavoro per approfondire la fattibilità tecnica delle alternative

UTOPIA A CAPANNORI?

Dopo la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti zero al 2020”, alcuni li definivano dei sognatori, come se il sogno non potesse più appartenere a chi amministra una comunità e fa di tutto per costruire un futuro migliore per noi e le future generazioni. Dopo i risultati raggiunti hanno dimostrato che “Utopia” non è fantasticare mondi migliori bensì impegnarsi nella costruzione concreta di un futuro migliore per tutti, costruendo pratiche virtuose e partecipative. Inconcepibile utopia è pensare che si possa andare avanti in questo modo, senza ripensare i nostri consumi, i nostri scarti e gli effetti ambientali dei nostri stili di vita

LA PARTECIPAZIONE: il filo rosso tra tutte questo politiche

Viviamo oggi la necessità di strutturare rivoluzioni che cambino profondamente la nostra società, condizionata da mass media e dalla pubblicità, disaffezionata alla politica e alla partecipazione attiva. C’è bisogno di lavorare tanto con ed in mezzo alla gente, per cambiare le nostre abitudini e far crescere la consapevolezza degli effetti di questo modello di sviluppo, così come delle buone pratiche sociali ed ambientali che possiamo costruire dal basso. Occorre lavorare, su tutti i fronti, aggregando e coinvolgendo, senza rinchiudersi né in circoli chiusi come è successo ad alcuni movimenti, né nelle stanze del potere come invece è successo a parte della politica.

A Capannori la sfida è iniziata da Guamo, dove non solo hanno sperimentato, primi in Toscana, la raccolta domiciliare, ma lo hanno fatto costruendo questa grande sfida assieme alla cittadinanza, in assemblee svolte in ogni contesto, sia istituzionale che ricreativo, nelle circoscrizioni, nei bar e nelle parrocchie, con un impegno ed un ascolto che ha fatto crescere dal basso l’idea migliorandola passo per passo. La necessità di progetti che coinvolgano le comunità e sappiano ridefinire gli stili di vita è una necessità sociale ed ambientale senza precedenti. E’ una necessità sociale perché l’aggregazione comunitaria è quasi scomparsa, affidata sempre più agli spazi sterili e vuoti del mercato e dei grandi centri commerciali, dove l’individualismo e l’apparenza dominano sull’autenticità dei bisogni e delle relazioni.

E’ una necessità sociale perché la politica è svuotata della partecipazione dal basso di cui invece deve alimentarsi come linfa vitale per costruire il bene comune.

E’ una necessità sociale perché le regole del mercato impongono una politica di prezzi che porta la produzione locale ad essere strangolata dalle grandi marche che mettono in crisi l’economia locale.

E’ una necessità ambientale perché la società dell’immagine e dell’usa e getta si basa quasi esclusivamente sulla pubblicità e sull’immagine con sprechi insostenibili di risorse, di energia, di trasporti. Il buon esito di progetti che sappiano invertire queste tendenze dipende esclusivamente dalla dimostrazione alla comunità che esiste chi progetta un futuro diverso, che ha una speranza solo se passa dalla responsabilità delle scelte di ognuno di noi. Giorno per giorno.

In questo percorso a Capannori, oltre alle decine di assemblee, hanno voluto stimolare la partecipazione dal basso anche e soprattutto attraverso la collaborazione attiva con le associazioni locali, di ognuna delle frazioni attraversate dalla raccolta domiciliare

Grazie ad un piccolo sostegno economico, di 6 euro per ogni famiglia visitata, sono stati infatti i volontari delle associazioni locali, associazioni ambientaliste, di volontariato, sportive, sanitarie a visitare ogni nucleo familiare, distribuire il materiale informativo, i sacchetti ed i bidoncini e a spiegare a tutti gli abitanti l’importanza della raccolta differenziata. Questo ha fatto si che ogni cittadino sia stato visitato, per la distribuzione del materiale, direttamente dal vicino, dal parente, dal conoscente o dall’amico. L’Azienda Ascit ha stipulato una convenzione con ognuna di queste associazioni, realizzando un piccolo corso di formazione di due incontri di due ore ciascuno, spiegando a tutti i volontari il ciclo dei rifiuti, il materiale da distribuire alle famiglie, le indicazioni operative da dare e le migliori metodologie d’approccio con la cittadinanza.

Ad esempio nell’ultima estensione della raccolta domiciliare, del 6 Aprile 2009, con circa 4 mesi di anticipo è stato avviato il percorso per la selezione delle associazioni e la formazione dei volontari. In questo caso l’estensione del servizio riguardava 6.448 abitanti per un totale di circa 2.000 utenze domestiche. Per la conformazione del territorio (distribuzione delle famiglie nelle varie frazioni) e per la presenza delle associazioni si sono stipulate 4 convenzioni con associazioni locali che mediamente si sono incaricate di distribuire i kit dei bidoncini e dei sacchetti ed il materiale informativo a circa 500 utenze domiciliari. Al termine del lavoro ad ogni associazione è stato dunque versato un contributo medio di circa 3.000 euro che caso per caso hanno deciso come ripartirsi tra quota per il volontario e quota per l’associazione.

L’azienda Ascit ha fornito alle associazioni tutto il materiale operativo (bidoncini e sacchetti), il materiale informativo (librettino informativo, un foglio rigido in A3 con il calendario dei ritiri ed un prestampato con l’elenco completo dei materiali da differenziare o non riciclabili) e l’elenco completo delle utenze domestiche. Ricevendo il materiale i cittadini dovevano firmare un modulo che poi l’associazione riconsegnava all’Ascit. In genere la distribuzione alle famiglie viene effettuata nel tardo pomeriggio o nel fine settimana.

Non c’è stata imposizione dall’altro ma una opera di aggregazione che ha fatto crescere enormemente la sensibilità ambientale in tutto il comune. Il grande impegno politico degli amministratori, l’eccezionale coinvolgimento cittadino, la mole di forze dispiegate sul territorio per sensibilizzare e far conoscere questo importante progetto, sono stati indubbiamente gli elementi centrali di questo successo.

CONCLUSIONI

Marco Revelli in uno dei suoi ultimi libri scrive che oggi serve un nuovo paradigma della politica, che parte dall’abbandono dell’enfasi della potenza per ricostruire una politica che parte da altre logiche, quelle della cooperazione, della relazione. La sinistra, sempre secondo Revelli, non può fare a meno dell’utopia, di una tensione morale verso il cambiamento che non passi necessariamente attraverso il potere, ma lo utilizzi come un mezzo per il vero cambiamento della realtà.

E’ a partire dalla costruzione del cambiamento che possiamo costruire indispensabili sinergie tra società civile, movimenti, associazioni per un impegno collettivo che coinvolga (od imponga laddove ce n’è bisogno) anche la politica nella costruzione delle buone pratiche e nella ricerca dell’utopia di una società più giusta e di un ambiente più sano. Politica e ambiente sono beni comuni di tutti noi. A Capannori abbiamo cercato di declinare l’utopia del fare e del cambiamento con quella di una grande partecipazione collettiva che ridisegnasse le pratiche quotidiane collettive.

In parte ci siamo riusciti, la strada da fare è ancora molta ed anche grazie al’Associazione dei Comuni Virtuosi possiamo arricchirla sempre più.

La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità Unire queste urgenze di partecipazione all’urgenza di salvare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di un buona amministrazione.

L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata in scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile

 

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