SAP’s o PRSP’s =accordo sui tagli

Diktat europeo. Lettera della BCE al governo. Riduzione stipendi e povertà.

E’ stata finalmente resa nota, dal 5 agosto scorso, la lettera che la BCE, a firma di Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, ha inviato al governo italiano. Una lettera che in realtà è un diktat di richieste precise. Eccone alcune (consultabili dal sito Repubblica.it):

 

– Il pareggio di bilancio;

– Riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva […] L’accordo del 28 giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione;

– Una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione ed il licenziamento;

– Piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. […] Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala;

– Una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio;

– abolire o fondere alcuni strati amministrativi intermedi.

Da notare come a Francoforte vedano di buon’occhio l’accordo firmato il 28 Giugno [ACCORDO in PDF] tra Confindustria e sindacati, tra cui anche la CGIL di Susanna Camusso. Queste politiche che la BCE ci impone sono le stesse identiche politiche che il FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha imposto ai paesi del Sud-America, del Sud-Est Asiatico, alla Russia di Boris Eltsin, alla Polonia di Solidarnosc e via dicendo. Queste politiche sono chiamate SAP’s (Structural Adjustment Program’s) e il loro effetto è quello che la storia ci insegna:

– Distruzione del Welfare State, della scuola, della sanità, del lavoro;

– Apertura totale dei paesi ai privati con conseguente aumento immediato dei prezzi, soprattutto dei beni primari;

– Aumento vertiginoso della povertà;

– Enorme incremento della disoccupazione.

Nonostante l’acronimo SAP’s sia stato sostituito da PRSP’s (Poverty Reduction Strategy Papers – Studi di Strategia per la Riduzione della Povertà), le politiche sono rimaste le stesse. Molti sono i popoli che si sono rivoltati a queste politiche neo-liberiste, spesso anche con spargimenti di sangue, tra i quali:

– Algeria, dove nell’Ottobre del 1988, oltre 200 persone furono uccise nelle rivolte contro l’aumento dei prezzi e la disoccupazione dovute all’attuazione dei SAP’s; – Russia, dove nel Dicembre 1993, dopo l’attuazione di tali politiche da parte di Boris Eltsin, milioni di russi si suicidarono; – Venezuela, dove dal 28 Febbraio al 2 Marzo 1989, circa 600 persone furono uccise e oltre 1000 rimasero gravemente ferite nelle rivolte contro le misure economiche imposte per soddisfare i diktat del FMI.

Di fronte a questi diktat, a questa dittatura economico-finanziaria criminale ed assassina (come dimostrano i dati sopracitati) dobbiamo opporci fermamente! Dobbiamo dire NO a questa macelleria sociale! Per mettere in crisi questo sistema fondato sul “capitalismo dei disastri”, per dirla con la giornalista canadese di fama internazionale Naomi Klein, e sulla debitocrazia, un modo c’è: RIPUDIARE IL DEBITO!

di Valerio Sposito

  • Politiche SAP (Structural Adjustment Program’s)

Aggiustamento strutturale è un termine utilizzato per descrivere i cambiamenti nelle politiche implementati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca Mondiale (le istituzioni di Bretton Woods) nei paesi in via di sviluppo. Tali cambiamenti nelle politiche sono detti “condizionalità” (in inglese: conditionalities) e rappresentano il presupposto da soddisfare per ottenere nuovi finanziamenti dal FMI o dalla Banca Mondiale, o per ottenere tassi d’interesse inferiori sui finanziamenti in essere. Le condizionalità sono implementate per assicurare che il denaro prestato sarà speso in conformità con gli obiettivi globali del finanziamento.

I Programmi di Aggiustamento Strutturale (Structural Adjustment Programs – SAPs) sono creati con l’obiettivo di ridurre gli squilibri fiscali del paese debitore. La banca dalla quale un paese debitore riceve il proprio finanziamento dipende dalla tipologia di necessità. In generale, si sostiene che i finanziamenti concessi dalla Banca Mondiale e dal FMI siano progettati per promuovere la crescita economica, generare reddito, e ripagare il debito che i paesi hanno accumulato.

Attraverso le condizionalità, i Programmi di Aggiustamento Strutturale implementano generalmente programmi e politiche di “libero mercato”. Questi programmi comprendono cambiamenti sia interni (in particolare privatizzazioni e deregolamentazioni), sia esterni, specialmente la riduzione delle barriere commerciali.

I paesi che falliscono nell’esecuzione di tali programmi possono essere soggetti a una severa disciplina fiscale. I critici sostengono che le minacce finanziarie ai paesi poveri equivalgono a un ricatto, al quale le nazioni povere non hanno altra scelta che accondiscendere.
Dalla fine degli anni novanta, alcuni sostenitori dell’aggiustamento strutturale come la Banca Mondiale, hanno parlato della “riduzione della povertà” come di un obiettivo. I Programmi di Aggiustamento Strutturale sono stati spesso criticati per l’implementazione di generiche politiche di libero mercato, e per il mancato coinvolgimento del paese in oggetto.

Per aumentare il coinvolgimento del paese debitore, i paesi in via di sviluppo sono ora incoraggiati a redigere gli Studi di Strategia per la Riduzione della Povertà (Poverty Reduction Strategy Papers – PRSPs). Tali studi prendono sostanzialmente il posto dei SAPs. Alcuni ritengono che l’incremento della partecipazione dei governi locali nella creazione della politica condurrà a una maggior compartecipazione nei programmi di finanziamento, e quindi a una migliore politica fiscale.

Il contenuto di questi PRSPs è risultato essere abbastanza simile al contenuto originale dei Piani di Aggiustamento Strutturale redatti dalle banche. I critici sostengono che le somiglianze dimostrano che le banche, e i paesi che le finanziano, sono ancora eccessivamente coinvolti nel processo di sviluppo delle politiche.

Italia dei Dolori™ @italiadeidolori

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