IL GOVERNO CON UN PROVVEDIMENTO D’URGENZA CONTRASTA ORDINE DEL GIUDICE A CAUTELA SALUTE PUBBLICA

Ilva: magistrati di Area, decreto pericoloso precedente
18:56 01 DIC 2012

(AGI) – Roma, 1 dic. – Il decreto legge sull’Ilva approvato ieri dal Consiglio dei Ministri rappresenta un “pericoloso precedente che oggettivamente crea un conflitto tra poteri dello Stato”. Lo sostengono i magistrati riuniti nell’assemblea di Area. “Dopo avere seguito le vicende giurisdizionali relative all’attivita’ dello stabilimento Ilva di Taranto con crescente preoccupazione per le sorti della tutela dell’ambiente e della salute pubblica e per le conseguenze negative sull’occupazione, i magistrati riuniti nell’assemblea di Area lamentano che dopo anni di disattenzione si sia scelto di intervenire con un decreto legge d’urgenza che, di fatto, neutralizza un provvedimento dell’autorita’ giudiziaria”. I magistrati osservano “che si tratta di un pericoloso precedente che oggettivamente crea un conflitto tra poteri dello Stato perche’ ammette che un provvedimento normativo del Governo possa, senza modificare le regole di diritto sostanziale, porre tuttora nel nulla un ordine cautelare del giudice volto a tutelare la salute dei cittadini e lavoratori” .

Il governo approva il decreto per salvare la produttività dell’Ilva: «Il decreto mira a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione presso lo stabilimento di Taranto, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorità amministrative competenti». Riferisce una nota di Palazzo Chigi, giunta dopo una riunione durata sei ore. Si stabilisce che la società Ilva «abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’Aia».

La protesta a GenovaLa protesta a Genova

IL GIP NEGA IL DISSEQUESTRO – Soltanto due ore prima della riunione del consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto, il gip Patrizia Todisco, magistrato che con le sue ordinanze ha aperto la questione Ilva, aveva respinto un’ulteriore richiesta di dissequestro. Nel provvedimento si fa riferimento anche all’Aia, l’autorizzazione di impatto ambientale, già approvata dal governo, e ritenuta dal giudice insufficiente: «La nuova Aia per l’Ilva – scrive il gip – non è fondata su «specifici studi o accertamenti di tipo tecnico-scientifico» in grado di «confutare le evidenze probatorie» che denunciano «l’esistenza, nella zona del Tarantino, di una grave situazione di emergenza ambientale e sanitaria» imputabile alle emissioni dell’Ilva.

AIA HA VALORE DI LEGGE– Il governo ha superato anche questo ostacolo, dando all’autorizzazione ambientale forza di legge: «Con il decreto appena varato, all’Aia è stato conferito lo status di legge, che obbliga l’azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall’Aia». Ha spiegato il ministro dell’Ambiente Clini, illustrando il contenuto del decreto. (MA I RIVA HANNO PAURA DELLE MULTE?..INTANTO CONTINUANO AD ARRICCHIRSI)

LA FIDUCIA – L’ulteriore resistenze del gip di Taranto non è per Monti una sorpresa: «In quel momento non c’era ancora il decreto legge». Nella conferenza stampa che ha seguito la riunione di Palazzo Chigi, il premier ha detto che la vicenda dell’Ilva «è la dimostrazione plastica di errori reiterati e delle incoerenze delle realtà imprenditoriali e delle pubbliche amministrazioni che si sono sottratte alle responsabilità e al rispetto della legge» (AH E QUINDI SICCOME AVEVANO SBAGLIATO PRIMA LASCIAMOLI CONTINUARE!!). Monti ha ricordato che «l’intervento della legge si è reso necessario in quanto il polo di Taranto è un asset strategico per l’Italia».

LAVORO E SALUTE – E poi perché «non possiamo ammettere che ci siano contrapposizioni drammatiche tra salute e lavoro, tra ambiente e lavoro e neppure è possibile che l’Italia possa dare di sé in un sito così emblematico, un’immagine di inconciliabilità tra valori che sono tutti di grande importanza come occupazione, ambiente, salute e beninteso il rispetto della legge». E QUINDI PRIMA ERA SBAGLIATO E ORA GIUSTO SIG. MONTI?

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