Documentario sulla guerra in Iraq-Censurato dalle tv – DA VEDERE!

Documentario assolutamente da non perdere per chiunque voglia comprendere i veri meccanismi delle guerre, in questa epoca dove l’occidente con la falsa scusa di salvare i popoli dai dittatori, stermina culture, territorio e futuro ..

Ovunque c’è petrolio, in forma di riserve certe o di semplice aspettativa, esso è causa di dispute e processi di militarizzazione. I conflitti crescono anche perché nel mondo i consumi aumentano e le riserve diminuiscono. Così la geografia degli interessi petroliferi è decisiva per capire la storia di questi anni, dalla prima guerra del Golfo (1991) all’Iraq attuale fino alle prossime aree di crisi: dal Medio Oriente (dove sono concentrati i giacimenti “giant”) al Caspio e all’Asia. Ma il petrolio non è solo estrazione: strategico è anche il controllo degli oleodotti e dei corridoio petroliferi, o dei 6 punti nevralgici dove passa il 40 per cento della produzione mondiale. Come e perché e chi entra o esce dalla lista degli “Stati canaglia”.

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Emma Bonino: intelligence americana (e italiana) è solo zelante e forse eccessiva?

Ci sono molti modi per manifestare amicizia e lealtà alla causa americana. Quello scelto giovedì dal ministro degli esteri Emma Bonino, durante l’audizione alla Camera di giovedì scorso, è il più ingenuo. Perché tentare di derubricare il Datagate americano, il più sfacciato e capillare episodio di spionaggio dal dopoguerra, a semplici «eccessi di una prassi diffusa» è una difesa d’ufficio rabberciata e grossolana.
Intanto per quell’aggettivo, «eccessi», che farebbe pensare a uno zelo di troppo e non alla sistematica intrusione nella vita privata di centinaia di milioni di cittadini europei attraverso il rastrellamento indiscriminato di mail, sms e tabulati di traffico telefonico. Ma è anche la parola «prassi» ad imbarazzarci: è prassi che un servizio di sicurezza ponga sotto controllo 34 ambasciate di paesi alleati? E’ prassi che un lavoro di intelligence ai danni della privacy di mezza Europa venga organizzato senza informare i servizi di sicurezza di quei paesi, come ci è stato confermato dall’ambasciatore Massolo, direttore del Dis?
E’ prassi ritenere che nell’attività di prevenzione verso il terrorismo internazionale non vi sia più alcuna soglia di tutela, garanzia e rispetto di alcuni diritti fondativi della dignità umana? La ministra Bonino, nel corso della sua non lunga audizione, ha spiegato di non voler inseguire le rivelazioni dei media americani e di volersi attenere alle risposte che sono state richieste alla Casa Bianca. Come se i dieci giorni di silenzio del dipartimento di Stato di Washington non fossero già una esplicita conferma a ciò che ha rivelato al mondo Edward Snowden. Al quale, la spiegato la ministra, non verrà concesso asilo: per ragioni tecniche e politiche.
Quelle tecniche, assai pretestuose, le conosciamo. Ci sfuggono quelle politiche: o meglio, le intuiamo, ma quando abbiamo chiesto al ministro Bonino di esplicitarle non abbiamo ricevuto risposta. Quanto ai media americani e all’invito a non fidarsi delle loro rivelazioni (ma di aspettare invece con disciplinata pazienza il comunicato ufficiale di Washington), è la storia che si fa parodia. Sono le stesse parole imbarazzate che ascoltammo sette anni fa, quando il Washington Post rivelò al mondo che la Cia aveva messo in piedi sul territorio di alcuni paesi compiacenti luoghi di detenzione clandestina per le vittime delle extraordinary renditions.
Anche allora il governo italiano suggerì di attendere spiegazioni e smentite ufficiali dalla Casa Bianca. Per poi scoprire che quel programma di arresti e detenzioni illecite era a conoscenza dei servizi segreti di mezzo -mondo, condiviso e sostenuto anche dall’ intelligence italiana (Pollari, Sismi, Abu Omar: do you remember ?). E a proposito della nostra intelligence , permangono intatti tutti i nostri dubbi su un decreto del presidente Monti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale quattro giorni prima che si convocassero le nuove Camere) che autorizza i nostri servizi di sicurezza a stipulare convenzioni con i soggetti fornitori di pubblici servizi per poter accedere alle loro banche dati: dall’Inps alle Poste, dall’anagrafe universitaria degli studenti all’Alitalia, dall’Enel alle ferrovie italiane. Scopo: una non meglio definita sicurezza cybernetica.
Peccato che questi accessi non richiedano alcuna autorizzazione di un giudice e permettano di ottenere dati molto sensibili su ciascuno di noi: dove viviamo, quanto spendiamo, cosa studiamo, come ci muoviamo, quanto consumiamo… Chi ci garantisce che questa massa di informazioni (300 mila accessi in sei mesi) e i profiling che se ne possono ricavare non vengano adoperati per altre finalità? Nel 2007 in tutta fretta una nuova legge ridisegnò i servizi di sicurezza italiani dopo la scoperta di un “ufficio dossier” che il Sismi aveva organizzato contro giornalisti, magistrati e oppositori politici. Parliamo di pochi anni fa. E di un paese in cui la contesa politica, i suoi protagonisti e la posta in palio non sono affatto cambiati.

 di Claudio Fava
 da: il manifesto
Leggete per approfondimento http://www.informarexresistere.fr/2013/06/30/edward-snowden-e-altri-spifferatori-degli-usa/

Corea del nord e la soluzione warfar “l’America ha sempre bisogno di un nemico”

La Corea del Nord è pronta ad attaccare gli Stati Uniti.

Gelo.

Ma dai, siamo nel 2013, mi dico. Dovremmo aver raggiunto un grado di civiltà, quantomeno in ambito diplomatico, che ci metta al riparo da qualsiasi versione tridimensionale di Risiko.

Eppure.

Eppure un brivido corre veloce sulla schiena. Una scarica elettrica. E non solo perché Kim Jong-un, dittatore della Corea del Nord, dopo aver dichiarato “nullo” l’armistizio con la Corea del Sud, ha annunciato la riattivazione del reattore nucleare di Yongbyon. Non solo perché proprio qualche notte fa sono stata spettatrice di un servizio della Cnn che mostrava come il raggio d’azione coreano fosse in grado di coprire tutto il diametro degli Stati Uniti, coast to coast, da San Francisco a New York in caso di un eventuale attacco dal Pacifico.

Non sono stati questi dati o dichiarazioni a farmi rabbrividire, quanto piuttosto quell’insensata (o forse sensatissima) percezione del ruolo degli Stati Uniti nei confronti delle guerre.

Chi era con me al momento della telefonata ha commentato la notizia con una straordinaria verità: “l’America ha sempre bisogno di un nemico.”
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ASSASSINIO “LEGALE”: HUGO CHAVEZ NELLA LISTA NERA DEGLI “STATI UNITI INC.”

E NON E’ IL SOLO!

di WILLIAM BLUM –

globalresearch.ca –

Una volta scrissi a proposito del Presidente del Cile Salvador Allende: Washington non ha visto eresie nel Terzo Mondo, ma genuina indipendenza. Nel caso di Salvador Allende l’indipendenza si è presentata vestita in uno speciale costume provocatorio- un marxista costituzionalmente eletto che ha intenzione di onorare la stessa costituzione. Questo proprio non s’ha da fare. Fece vacillare le pietre fondanti sulle quali è stata costruita la torre dell’anti-comunismo: la dottrina, accuratamente coltivata per decenni, che i “comunisti” potessero salire al potere solo attraverso la forza e l’inganno e che potessero mantenere questo potere solo terrorizzando e facendo il lavaggio del cervello alla popolazione. Poteva esserci solo una cosa peggiore di un marxista al potere- un marxista eletto al potere.

Non c’era nessuno nell’intero Universo che coloro che posseggono e controllano gli “Stati Uniti, Inc.” volessero vedere morto più di Hugo Chavez.

Lui era peggiore di Allende e di Fidel Castro.

Peggiore di ogni altro leader mondiale fuori dal fronte americano, per aver detto apertamente e nel modo più energico possibile cosa sta dietro l’imperialismo USA e la sua crudeltà.

Ripetutamente. Costantemente. Dicendo cose che non ci si aspetterebbe da un capo di stato, alle Nazioni Unite, in un modo scioccante nei confronti di George W. Bush. In tutta l’America Latina, organizzando la regione come dei blocchi contrapposti al potere imperialista degli USA.

Chi mi conosce da più tempo sa che io non sono proprio un teorico cospirazionista. Ma quando qualcuno come Chavez muore alla giovane età di 58 anni non ho dubbi sulle circostanze. Un cancro inarrestabile, infezioni respiratorie incurabili, un infarto improvviso, uno dopo l’altro… Si sa bene che durante la guerra fredda la CIA lavorò diligentemente allo sviluppo di sostanze che erano in grado di uccidere senza lasciare tracce. Mi piacerebbe vedere il governo venezuelano sondare ogni possibile via investigativa per ottenere infine un’autopsia.

Ritornando indietro al dicembre 2011, Chavez, già in cura per il cancro, si domandò: “ Sarebbe davvero così strano che abbiano inventato la tecnologia per combattere il cancro e noi non avessimo la possibilità di conoscerla se non tra 50 anni?”. Il presidente venezuelano parlava il giorno dopo che la presidente di sinistra dell’Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, annunciò che le era stato diagnosticato un tumore alla tiroide. Ciò avvenne dopo che altri tre leader di sinistra latinoamericani avevano ricevuto una diagnosi di cancro: il presidente del Brasile, Dilma Rousseff, quello del Paraguay Fernando Lugo e l’ex presidente del Brasile Luiz Inacio da Silva.

“Evo, prenditi cura di te. Correa, stai attento. Non si può mai sapere”, questo disse Chavez, riferendosi al presidente boliviano, Evo Morales e a Rafael Correa, il presidente dell’Equador, entrambi leader di sinistra.
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I tentacoli degli Stati Uniti in Africa, strategia imperialista di dominio mondiale! (in italiano)

Gli Stati Uniti d’America stanno consolidando la presenza militare nel Golfo di Guinea e in tutta l’Africa, nel quadro della loro strategia imperialista di dominio mondiale.

Il presidente Obama ha nominato un nuovo comandante di Africom, il comando militare degli USA in Africa. A succedere al generale Carter Ham è stato scelto il generale David Rodrigues, uno dei più importanti militari in attività e fino ad ora non coinvolto in nessun scandalo. Il segretario della Difesa Leon Panetta ha elogiato Rodrigues, affermando che “è un leader con prove date”, ha svolto incarichi di comando sul campo di battaglia ed è stato uno degli architetti della strategia in Afghanistan. Panetta ha avuto anche parole simpatiche per Ham, affermando che ha dato ad Africom “un ruolo centrale in una regione piena di sfide”.

Non sorprende la priorità che Washington attribuisce al comando per l’Africa. In funzione dal 2008, con il quartier generale “provvisorio” a Stoccarda e con una base a Gibuti, Africom è responsabile delle relazioni militari degli USA con 54 paesi e delle partnership per “rafforzare la sua capacità di difesa”. Si propone di “combattere il terrorismo, il traffico di droga e la pirateria”, “aumentare la sicurezza marittima” e “prevenire i conflitti nel continente”. In altre parole, è il braccio armato dell’Impero in Africa, già con operazioni – più o meno discrete – in Somalia, in Uganda, Ruanda e Congo.
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LA #GERMANIA STA INIZIANDO A RITIRARE IL SUO #ORO. Come mai? E l’oro #italiano dov’è?

http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/reserven-bundesbank-will-deutsches-gold-zurueckholen/7629600.html

La Germania ha la seconda riserva aurea del pianeta, con circa 3.400 tonnellate d’oro. Di questa quantità solo il 31% è conservato a Francoforte, mentre il restante 45% è negli Stati Uniti, il 13% in Francia e l’11% nel Regno Unito. Ora, secondo le indiscrezioni del tedesco Handelsblatt, la Bundesbank ha deciso di iniziare a rimpatriare una parte dell’oro conservato dalla FED e anche di quello depositato a Parigi, per testare l’autenticità dei lingotti d’oro che verranno consegnati.
I controlli delle riserve (che la legge prevede ogni tre anni), non sarebbe così puntuali. Si parla, addirittura, del 2007 come l’anno dell’ultima ispezione dei funzionari della Bundesbank alla Federal reserve.
Inoltre, la testata tedesca sottolinea come la distribuzione di oro tedesco fuori dalla Germania sta per cambiare, quindi la prossima settimana inizierà il rimpatrio parziale dell’oro tedesco e poi gradualmente la quota da rimpatriare incrementerà. Questo è veramente un cambiamento di grandissima importanza perché simboleggia come la fiducia tra le banche centrali sia venuta meno. Ora la questione si complica se si pensa che la Bundesbank a novembre dichiarò questa faccenda della corsa al rimpatrio di oro inutile e che non voleva assolutamente ritirare parte delle sue riserve. Quindi cosa vorrà significare questo improvviso cambiamento? Preoccupazione per la fiducia e credibilità del governo e della banca centrale statunitense?
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L’Italia guerriera ora anche in Mali. E’ possibile se è contro la costituzione e ancor più da un governo dimissionario?

Dopo la Libia ora in Mali a supporto della altrui grandeur: l’ammiraglio-ministro Di Paola e l’ambasciatore-ministro annunciano supporto logistico aereo, “non sul terreno”.


mercoledì 16 gennaio 2013 10:51

L’Italia è pronta ad un supporto logistico in Mali ”attraverso collegamenti aerei anche per le forze francesi”. Lo ha spiegato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola al Senato precisando che si tratterà comunque di un supporto logistico e non ‘sul terreno’”. Riguarderà, a quanto afferma anche il ministro estri Terzi collegamenti aerei.

L’Italia si unisce a Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti nel dare un supporto logistico che si tradurrà in sostegno alle operazioni con aerei da trasporto. Ma “non ci saranno operazioni ‘boots on the ground’, non manderemo cioè truppe militari”. Esattamente l’impegno di partenza preso per la missione in Libia prima dell’intervento ufficiale Nato.

Ma i conti di questi “aiutini” collaterali (come i danni delle bombe fuori bersaglio), prima a poi arrivano al saldo. Di ieri la notizia che «Per motivi di sicurezza il governo italiano ha disposto la sospensione temporanea dell’attività del Consolato generale a Bengasi. Il personale dipendente farà rientro in Italia nelle prossime ore». Dice la Farnesina.

E l’articolo 11 della Costituzione? Ripasso per alcuni ministri. «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni…».
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Nessun presidente ha fatto ricorso all’omicidio segreto quanto Obama. Omicidi e stragi mirate coi droni, torture e abusi

Barack Obama continua i rapimenti e i trasferimenti di sospetti nemici negli Stati Uniti.

Sempre più spesso  eliminati attraverso i droni che bombardano indisturbati in Yemen, Somalia, Pakistan. . E le popolazioni di questi paesi? E i veri motivi? Destabilizzazioni? Interessi petroliferi?

ECCOLI!

la somalia ad esempio è ricca di petrolio!!

Pakistan attacco droni 3 morti

L’ultimo caso: due svedesi e un britannico rapiti a Gibuti

L’Fbi continua a portare avanti la pratica delle “rendition”, ovvero l’arresto-rapimento all’estero di “sospetti terroristi” con trasferimento forzoso all’interno dei confini statunitensi senza regolare processo e in violazione delle stesse leggi di Washington.

A denunciarlo è il quotidiano Washington Post, rivelando l’ultimo caso che ha coinvolto tre cittadini europei, due svedesi e un britannico, rapiti illegalmente nella piccola repubblica africana di Gibuti perché sospettati di essere membri di al-Shabab, formazione armata islamista attiva nella vicina Somalia. Il ministero degli Esteri svedese ha confermato l’arresto, in agosto, e la successiva estradizione clandestina, di Ali Yashin Ahmed, 23 anni, e Mohamed Yusuf, 29, poi trattenuti dall’Fbi per oltre due mesi e a lungo interrogati.
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L’“obiettivo indicibile” di Washington consiste nella disgregazione della Siria come nazione sovrana

Le radici storiche della guerra segreta USA-NATO contro la Siria usa

del Prof. Michel Chossudovsky

Terrorismo dal “Volto Umano”: la storia degli squadroni della morte degli Stati Uniti.

Squadroni della morte in Iraq e in Siria.

http://www.globalresearch.ca/terrorism-with-a-human-face-the-history-of-americas-death-squads/5317564

Michel Chossudovsky è un autore di prestigio, professore emerito di scienze economiche presso l’Università di Ottawa, fondatore e direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione (CRG), Montreal, ed editore del sito web globalresearch.ca.

Fra le altre opere, ha scritto “La globalizzazione della povertà e il Nuovo Ordine Mondiale” (2003) e “La guerra dell’America  al terrorismo” (2005).

Il suo libro più recente è intitolato “Verso uno scenario da III Guerra Mondiale: i pericoli di una guerra nucleare” (2011). Egli è anche un collaboratore dell’ Enciclopedia Britannica. I suoi lavori sono state pubblicati in più di venti lingue.

(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Global Research, 4 gennaio 2013

Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti.

Degli Stati Uniti, esiste una storia lunga e macabra, di finanziamenti clandestini e di sostegno di brigate del terrore e di omicidi mirati, risalente alla guerra del Vietnam.

http://www.serendipity.li/cia/death_squads1.htm

Nel momento in cui le forze governative della Siria continuano a contrastare l’auto-proclamatosi “Libero Esercito Siriano” (FSA), le radici storiche della guerra segreta dell’Occidente contro la Siria, che ha prodotto come risultato atrocità senza pari, devono essere pienamente portate alla luce.

Fin dall’inizio del marzo 2011, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno sostenuto la formazione di squadroni della morte e l’incursione di brigate terroristiche in un’impresa attentamente pianificata.
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I MOSTRI L’unica via d’uscita è informarsi per scegliere con coscienza prima di comprare.

FONTE: ECOCOSAS.COM –

Non importa dove tu viva, è impossibile scappare alla globalizzazione.

Iniziare a coltivare e a produrre i propri alimenti, ridurre il consumo di petrolio e dei suoi derivati, riforestare, comprare solo il necessario, ascoltare la propria voce interiore invece di quella della pubblicità … sono piccoli passi per sfuggire ai grandi mostri.

E ricordarsi sempre che il potere di scelta è nostro, non diamo loro la soddisfazione di cadere nelle loro grinfie.

1. Chevron
Sono diverse la grandi compagnie petrolifere che starebbero in questa lista, ma la Chevron merita un posto d’eccezione. Tra il 1972 e il 1993 la Chevron (allora Texaco) ha riversato 18 miliardi di galloni di acqua tossica nei boschi tropicali dell’Ecuador senza intervenire minimamente, distruggendo i mezzi di sussistenza degli agricoltori locali e facendo ammalare le popolazioni indigene. Nel 1998 la Chevron ha contaminato anche gli Stati Uniti, la città di Richmond (California) ha querelato la compagnia per smaltimento illegale di sostanze inquinanti senza aver effettuato il trattamento delle acque reflue, contaminando così le forniture di acqua. Lo stesso è accaduto nello New Hampshire nel 2003.
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CAMBIARE #SIPUO l’Ecuador lo ha fatto!! Non ha pagato il debito ingiusto.

ecuador

Occupiamoci dell’Ecuador. Qui è accaduto che il paese si ritrovava schiacciato, da una trentina d’anni circa, da un debito pubblico enorme. Nel 1983, infatti, lo Stato si era fatto carico, di fronte ai creditori, del debito estero contratto da privati, per un totale di 1371 milioni di dollari, ai tempi una cifra notevole. Talmente notevole che nei successivi sei anni il paese non fu in grado di pagarla. Invece essa crebbe fino a raggiungere la soglia di 7 miliardi. Ora, i creditori erano principalmente istituti di credito statunitensi; nel contratto stipulato con il governo dell’Ecuador esisteva una clausola che prevedeva che dopo sei anni il debito cadesse in prescrizione. Ma il 9 dicembre 1988, a New York, in un atto unilaterale, venne abolita la prescrizione della totalità del debito. In pratica, gli Stati Uniti decisero che, a dispetto di ogni accordo preso in precedenza e senza consultare l’altra parte, l’Ecuador avrebbe pagato ugualmente tutto il debito, che intanto continuava a crescere. Nessun membro del congresso ecuadoregno si oppose alla risoluzione, che gli organismi statali nascosero persino alla popolazione. Poco tempo dopo, sempre dagli Stati Uniti arrivò la seguente proposta: che il debito estero fosse scambiato con l’acquisto dei cosiddetti Buoni Brady. Nicholas Brady era ai tempi, siamo nel 1992, Segretario del Tesoro americano, e stava attuando il Piano Brady, che interveniva sul debito di molti paesi latinoamericani ristrutturandolo attraverso la vendita di nuovi bond e obbligazioni. Molti paesi accettarono l’offerta, che consisteva di fatto nel pagare il proprio debito contraendone un altro, sul quale sarebbero maturati nuovi interessi. Anche l’Ecuador accettò. Le condizioni imposte da questo nuovo debito furono decisamente pesanti. Fra il 1992 ed il 1993 molte delle compagnie statali venero privatizzate. In particolar modo si stabilì che sarebbero state le risorse di metano e di petrolio a dover garantire il debito. Alejandro Olmos Gaona, storico ed investigatore ecuadoregno, ha dichiarato di aver personalmente trovato sia nel ministero dell’economia argentino che in quello ecuadoriano tre lettere: una da parte del Fondo Monetario Internazionale diretta alla comunità finanziaria, ovvero a tutte le banche; un’altra della Banca Mondiale; una terza della Banca Interamericana dello Sviluppo (BID). Cosa chiedevano? Di appoggiare il governo argentino di Carlos Menem, che si era impegnato a privatizzare il sistema pensionistico, a cambiare le leggi sul lavoro, a riformare lo stato e privatizzare tutte le imprese pubbliche, specialmente quelle riguardanti il petrolio.
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Violenza armata negli Stati Uniti d’America

Stephen-Lendman-

Stephen Lendman

di Stephen Lendman
 
Global Research, 16 dicembre 2012
http://www.globalresearch.ca/gun-violence-in-america/5315892
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Il possesso di armi da parte di civili negli Stati Uniti è il più alto nel mondo. Lo Yemen si posiziona al secondo posto. Tuttavia, gli Stati Uniti raddoppiano le dimensioni del livello yemenita.

È gioco forza che sia conseguente la violenza armata.  Endemica negli Stati Uniti d’America!
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