Jannacci: muore un artista

Scontato parlare di un artista alla sua morte. Ma per chi, come me, è vissuto negli anni della protesta ma anche della “creatività al potere” sente queste perdite come una parte di sè che se ne va… in un mondo dove di arte, di persone, di bellezza pare si sia “perduta la strada”, immersi in un sistema che mercificando tutto sta distruggendo il mondo e ormai anche il sistema stesso.
Jannacci Vincenzo il “matto” senza regole, cantava delle persone, cantava delle storie. Cantore di una periferia grigia e desolata del mondo e della società, interprete empatico di un’umanità scomoda, irregolare, stracciona e disperata, fatta di barboni, di disadattati, di fuori-di-testa. Con ironia, in modo surreale, cantava la verità del suo sentire senza mediazioni, in modo forte. E questo non sottrarsi alla comprensione di sè, della realtà, con la voglia di comunicarcelo dimostrava il suo impegno di uomo “libero”.

“La sera che me ne andrò anch’io

diranno che dovevo andare

diranno che non vado a star male

ma io so già che là non si sta così.”

30 marzo 2013

Donatella Mardollo

Sulcis in miniera si sono murati dentro tirando su due muri di cemento davanti ai cancelli chiusi con catene e lucchetti

22 dicembre in piena notte

Il Sulcis non si arrende nè vuole morire. Gli operai della Rockwoll si chiudono dentro una miniera e intendono resistere. Non si fidano più di promesse, accordi e “corrotti delegati”, come direbbe Gianfranco Bertoli. Non è più tempo di scherzare con la vita dei lavoratori e degli uomini. Dopo gli scioperi della fame dei malati di Sla, arriva un altro segnale forte e chiaro che dichiara la stanchezza e la disperazione di chi ormai non ha alcuna remora di mettere a rischio la propria vita.
Questa volta la decisione l’hanno presa nella notte e subito dopo gli operai si sono messi al lavoro: nellla Galleria Villamarina di Monteponi i lavoratori ex Rockwool, che la occupano dal 12 novembre, si sono murati dentro tirando su due muri di cemento davanti ai cancelli chiusi con catene e lucchetti. Gli operai hanno ricevuto la solidarietà e il conforto dei bambini del vicino asilo comunale. Agli occupanti della galleria i colleghi hanno consegnato, facendoli passare attraverso i fori nel muro, alcuni panini e dell’acqua.
I lavoratori dell’ex fabbrica di lana di roccia, chiusa da diversi anni, sono in mobilità e protestano tutt’oggi per il mancato reinserimento in società della Regione Sardegna dopo l’acccordo firmato il 22 dicembre 2011.
”Murare gli ingressi vuol dire che se non si fa l’accordo vivi non si esce – commenta Gianni Medda, un operaio ex Rockwool, nel piazzale antistante la galleria occupata – il segnale e’ molto chiaro”.
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No Monti day

27/10/2012, Rome, Italy: Students march amongst the 150.000 protesting against government austerity policies.

pic.twitter.com/bEJXIDNz

Unico cinguettio trovato sulla manifestazione a Roma contro Monti. I nostri giornali stampati e quelli in rete tacciono o minimizzano le dimostrazioni e manifestazioni contro questa politica e questo sistema legato alla finanza, che imbarbarisce cultura , democrazia e diritti pur di mantenere i privilegi dell'”1%”.

USIAMO INTERNET E SOCIAL NETWORK PER SAPERE  QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO, NEL NOSTRO PAESE E POI….. RIBELLIAMOCI

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