ACQUA: UE vuole privatizzare?

15/02/2013
La petizione europeo contro il piano di apertura ai privati della fornitura dell’acqua ha superato più di un milione di firme
La Ue vuole privatizzare l'acqua?

L’Unione Europea vuole incentivare la concorrenza nella fornitura dei servizi idrici. Un piano che ha suscitato una forte opposizione a livello europeo, visto che secondo i critici potrebbe condurre alla privatizzazione dell’acqua. La petizione contro la direttiva comunitaria ha già raccolto più di un milione di firme, e sta generando una forte opposizione in Germania.

ACQUA PRIVATA ? – A più di un anno e mezzo dalla sua introduzione la proposta della Ue di favorire la concorrenza nei servizi idrici sta suscitando un’opposizione sempre più vigorosa. La misura è contenuta nella direttiva 2011/0437 che riguarda l’aggiudicazione dei contratti di concessione. La Commissione non impone una liberalizzazione forzata dei servizi idrici, ma pone dei paletti piuttosto alti ai comuni che garantiscono l’acqua senza bando di gara. Come sintetizza Süddeutsche Zeitung, la misura prevede che se un’impresa pubblica non genera l’80% del suo fatturato tramite la fornitura dei servizi idrici in quel comune, allora l’amministrazione locale deve mettere a bando la concessione, così permettendo anche alle imprese private di presentare un’offerta per quel tipo di incarico. In questi mesi il Parlamento europeo ha esaminato la direttiva, e la commissione Mercato interno dell’assemblea legislativa comunitaria ha respinto a maggioranza la bocciatura della stessa, come chiedevano i critici al progetto. Ora, evidenzia Bild, la direttiva potrebbe essere approvata entro alcuni mesi dal Parlamento di Strasburgo.

MOBILITAZIONE RECORD – La prospettiva della parziale privatizzazione dell’acqua ha generato una fortissima reazione, sopratutto in due paesi, Austria e Germania, dove sia la destra conservatrice che la sinistra socialdemocratica sono unite nella difesa della gestione pubblica dei servizi idrici. Contro il piano dell’Ue è stata lanciata una cosiddetta Ice, un’Iniziativa dei cittadini europei, che ha già raccolto più di un milione di firme. L’Ice è stata introdotta con il Trattato di Lisbona, ed è entrata in vigore nella legislazione comunitaria a partire dal 1 aprile 2012. Se un’iniziativa raccoglie più di un milione di firme, in sette stati membri, la Commissione è obbligata ad esaminarla ed eventualmente presentare un’iniziativa legislativa basata sull’Ice. In quel caso il comitato promotore potrà controllare il processo legislativo di riscrittura della nuova norma comunitaria.
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TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

– DI MAURO BOTTARELLI

Tic tac, tic tac… No, non si tratta di caramelle ma del conto alla rovescia che è cominciato per l’Argentina. Fitch ha infatti tagliato il rating di lungo termine di Buenos Aires da B a CC, cinque gradini di downgrade e abbassato quello di breve termine a C da B, un solo notch dal default. A pesare, ovviamente, la sentenza del Tribunale distrettuale di Manhattan che ha obbligato l’Argentina a pagare entro il 15 dicembre un miliardo e 300 milioni di dollari dovuti agli hedge funds che non sottoscrissero la ristrutturazione del debito del 2002.

Se l’Argentina non paga, si bloccano anche i pagamenti delle scadenze dei bonds ristrutturati e si arriva al default tecnico ma se paga in pieno gli hedge funds, si faranno avanti anche gli altri detentori di debito per ottenere immediato pagamento, un esborso da 11 miliardi di dollari.

Nella nota che ha accompagnato il downgrade, Fitch ha sottolineato anche . Per ora sia Standard&Poor’s che Moody’s, sembrano voler mantenere i loro rating sull’Argentina – entrambi cinque gradini al di sopra del default – ma la mossa di Fitch potrebbe accelerare un cambio di idea. E offrire una sponda non da poco alla sentenza newyorchese e agli hedge funds.

TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

Riemerge lo spettro del default. Per un Paese, il primo e l’unico al mondo dove il crollo del debito sovrano sotto i colpi della finanza mondiale, ha visto una risposta positiva del nuovo governo che, rinegoziando il debito, ha superato la crisi con l’intervento dello stato in economia e nel sociale. Ora un giudice di New York ha sentenziato: il 15 dicembre Buenos Aires deve pagare per intero gli speculatori che non hanno rinegoziato.
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Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

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