GRECIA: 22/2/2013 sciopero generale contro l’austerità

Oltre ai traghetti bloccati nei porti, le scuole e i negozi chiusi e gli ospedali a regime ridotto con il personale che garantisce soltanto le prestazioni di emergenza, oggi in Grecia più di 60mila persone sono tornate in piazza ad Atene per protestare contro l’aumento delle tasse e il taglio dei salari.

Lo sciopero generale indetto dai due principali sindacati del paese, l’Adey (settore pubblico) il GSEE (settore privato), durerà 24 ore.

Nel quartiere di Exarchia ci sono stati scontri tra manifestanti incappucciati, che hanno lanciato pietre e bombe incendiarie, e la polizia che ha risposto con lanci di lacrimogeni. Nella città di Iraklio, sull’isola di Creta, riporta il quotidiano Khatimerini, i dimostranti hanno rovesciato una macchina della polizia.

Non è il primo sciopero di queste proporzioni che viene organizzato in Grecia da quando nel 2009 a fronte della crisi del debito i governi hanno dovuto adottare misure di austerità per rispettare i vincoli imposti dall’Unione europea e il Fondo monetario internazionale a fronte dei prestiti concessi per il salvataggio dell’economia greca di concerto con la Banca Centrale Europea.

Da otto mesi la Grecia è in carica il governo di Antonis Samaras, leader del partito liberalconservatore Nuova Democrazia, il quale non ha potuto far altro che attenersi al “memorandum” dell’Ue e dell’Fmi che hanno salvato Atene con due piani di salvataggio per un totale di 200 miliardi di euro.

La cura richiesta rischia però di essere più dannosa della malattia. Le misure di austerità, comprensive di licenziamenti, tagli degli stipendi e tasse più salate, stanno deprimendo ogni possibilità di sviluppo o ripresa economica. Quello che i leader europei temono possa accadere al resto dell’Europa se non viene sostenuta la crescita con investimenti in Grecia è già realtà.

NO TAV contro la “DEMOCRAZIA” FALSA E BLINDATA

Torino, aula bunker carcere delle Vallette.

L’udienza di stamane presso l’aula bunker del carcere delle Vallette a danno dei 52 No Tav per i fatti del 27 giugno e del 3 luglio ha visto, a pochi minuti dall’inizio, l’abbandono dell’aula da parte degli imputati/e a seguito di un comunicato letto nonostante le proteste del giudice.

Ecco il comunicato che riporta le ragioni delle protesta:

“La scelta di spostare il processo in questa aula bunker è in sintonia con l’ondata repressiva sostenuta e legittimata dalla campagna mediatica finalizzata a demonizzare il movimento NO TAV, tentando di indebolirlo e isolarlo dalle lotte che attraversano il paese.
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#EUROGENDFOR Forza di Gendarmeria Europea: la garanzia della sicurezza e l’ordine pubblico. In stretta collaborazione con la #NATO

CASERMA “CHINOTTO” VICENZA

Cosa è EUROGENDFOR

Secondo la Dichiarazione di Intenti e il Trattato, Eurogendfor è costituita come una forza “Operativa, pre-organizzata, robusta e a reazione rapida”, che contribuisce alla Politica di Sicurezza e Difesa Europea (attualmente CSDP dopo il Trattato di Lisbona), anche quando viene impiegata al di fuori delle strutture dell’Unione Europea. La Forza di Gendarmeria Europea venne fondata il 17 Settembre 2004, in Noordwijk (Paesi Bassi), dove la Dichiarazione di Intenti fu firmata dai Ministri in carica, e fu dichiarata operativa il 20 Luglio 2006 dal Comitato Interdipartimentale di Alto Livello (CIMIN).
Da quell’istante, il principale obiettivo di EUROGENDFOR è stato quello di rafforzare le proprie capacità per essere pronta a rispondere efficacemente a eventuali richieste di ingaggio di EUROGENDFOR nel campo della gestione delle crisi.
La direzione strategica di EUROGENDFOR è affidata:
ciascun Paese membro di EUROGENDFOR è rappresentato da:

1. un rappresentante del Ministero Affari Esteri
2. un rappresentante del Ministero della Difesa o del Ministero degli Interni
3. il Comandante Generale o il Direttore Generale delle rispettive forze di gendarmeria.
  • Una componente operativa, dedicata alle missioni di pubblica sicurezza generale ed al mantenimento dell’ordine pubblico;
  • Una componente per lotta contro il crimine, comprendente specialisti in missioni di polizia giudiziaria, individuazione, raccolta,  analisi ed elaborazione delle informazioni, protezione e assistenza delle persone, lotta al traffico di persone, lotta al terrorismo e altri reati gravi, nonchè specialisti di altre aree. La  componente è costituita da moduli e specialisti assegnati ad EUROGENDFOR;
  • Una componente di supporto logistico, in grado di svolgere tutte le attività legate agli approvvigionamenti, ai rifornimenti, alla manutenzione, al recupero ed evacuazione di equipaggiamento, ai mezzi di trasporto, e alle cure mediche e al trattamento medico-sanitario. Se necessario, alcune di queste funzioni possono essere esercitate da altri operatori.

Il CIMIN di EUROGENDFOR ALL’ULTIMA CONFERENZA

Il rafforzamento della cooperazione, la stretta collaborazione con la NATO, lo scambio di esperienze e l’addestramento congiunto assicureranno l’efficace realizzazione da parte della Forza di Gendarmeria Europea di compiti quali la garanzia della sicurezza e l’ordine pubblico.

Queste sono state le principali conclusioni della Conferenza del Comitato Interdipartimentale di Alto Livello della Forza di Gendarmeria Europea, tenutasi in Faro (Portogallo) dall’11 al 12 Giugno a cui hanno partecipatoi Comandanti / Capi delle formazioni di polizia / gendarmeria e i  rappresentanti dei rispettivi Ministeri dell’Interno, degli Esteri e della Difesa delle Nazioni costituenti EUROGENDFOR, ovvero Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna.

……
Nel corso del CIMIN sono stati anche presentati i risultati  del Gruppo di Valutazione finalizzato a creare le condizioni di costante miglioramento del livello del Quartier Generale Permanente nell’esecuzione dei propri compiti. Nella valutazione presentata dal responsabile del Gruppo di Valutazione – Kevin Steeves, gli aspetti più importanti sono stati, tra gli altri, il rafforzamento della cooperazione tra le Nazioni nel quadro della Forza di Gendarmeria Europea, nonché la maggiore interoperabilità dell’EUROGENDFOR con la NATO. È  risultato inoltre necessario prevedere lo scambio di esperienze tra le forze partecipanti ad EUROGENDFOR e l’esecuzione di esercitazioni e addestramenti congiunti, che avrebbero un considerevole impatto su future azioni reali in situazioni di crisi.

Si è posta particolare attenzione sulla necessità di un maggiore coinvolgimento della Forza in operazioni di mantenimento della pace e di stabilizzazione, compreso l’Afghanistan, dove le forze EUROGENDFOR hanno curato principalmente l’addestramento e fornito consulenza alle forze di sicurezza locali, ma anche nei Balcani ed in altre parti del mondo, così come nelle regioni più destabilizzate dell’Africa. Molta attenzione è stata posta sull’analisi dei rischi relativi ai conflitti in queste regioni, nell’eventualità di un possibile supporto dell’EUROGENDFOR ad organizzazioni internazionali impegnate in operazioni di stabilizzazione in queste aeree.


Durante la conferenza tutti i partecipanti sono stati resi edotti in dettaglio sulla previsione di spesa per l’anno 2013. Inoltre, sono state esposte le strategie finalizzate a rinforzare l’immagine della Forza di Gendarmeria Europea sullo scenario internazionale che hanno suscitato una viva attenzione tra i presenti.

L’elevato potenziale della forza di gendarmeria europea nel quadro dell’attuazione della politica europea di sicurezza e difesa, così come le opportunità per l’EGF nell’ambito della sicurezza e del rispetto per la legge sono stati oggetto di discussione nel corso della conferenza.. Allo stesso modo sono state prese in considerazione aree quali il potenziamento della cooperazione tra forze di polizia a carattere militare che potrebbe portare a positivi risultati positivi nel campo della sicurezza e durante operazioni in situazioni di crisi.

 

Violenza armata negli Stati Uniti d’America

Stephen-Lendman-

Stephen Lendman

di Stephen Lendman
 
Global Research, 16 dicembre 2012
http://www.globalresearch.ca/gun-violence-in-america/5315892
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Il possesso di armi da parte di civili negli Stati Uniti è il più alto nel mondo. Lo Yemen si posiziona al secondo posto. Tuttavia, gli Stati Uniti raddoppiano le dimensioni del livello yemenita.

È gioco forza che sia conseguente la violenza armata.  Endemica negli Stati Uniti d’America!
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Grande oceanica manifestazione in Cairo per la libertà

Tahrir 27 novembre 2012: la lotta non è che all’inizio! In primo piano

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protesta contro dittatore Morsi

Tahrir 27 novembre 2012: la lotta non è che all’inizio! In primo piano

La foto che pubblichiamo non risale al 25 gennaio 2011 e neanche ai primi giorni di febbraio dello stesso mese e dello stesso anno, questa foto è Piazza Tahrir 27 novembre 2012. Sono trascorsi solo 5 giorni da quando le prime decine di migliaia di manifestanti riconquistavano la piazza della rivoluzione scontrandosi con la polizia, ed oggi l’immagine che viene dagli scatti dei mediattivisti del movimento rivoluzionario ritraggono una piazza in piena, che non riesce neanche a contenere le centinaia di migliaia di egiziani ed egiziane, che intonano con rabbia e determinazione quello slogan che ha fatto da colonna sonora alle disgrazie dei Rais e alle gioie dei proletarie per quasi due anni: “Il popolo vuole la caduta del regime!”.

Uno slogan fatale che ora preoccupa non poco l’alta dirigenza dei Fratelli Musulmani, il movimento islamista moderato, che accompagnato dalle più radicali fazioni salafite, ha vinto solo pochi mesi fa le prime elezioni presidenziali dell’era post-Mubarak, e ha posto alla testa del regime un suo uomo: Morsi, il nuovo rais, il nuovo “faraone d’Egitto”, come già lo scherniscono i ragazzini di piazza Tahrir.

Seguendo l’esempio tunisino di Ennahdha, la fratellanza musulmana ha lanciato una sorta di guerra lampo nelle istituzioni della così detta “transizione democratica”, lasciando in sospeso la legittimità del potere legislativo, occupando il potere esecutivo e tentando di neutralizzare il potere giudiziario, lasciandolo come inutile orpello istituzionale nelle mani del presidente, il tutto all’ombra dei militari, che seppur spinti nel retroscena dopo le elezioni presidenziali, non hanno mai cessato di essere uno degli attori protagonisti della reazione.

Ma la guerra lampo nelle istituzioni della fratellanza, sintetizzabile con l’ultima svolta ultra-autoritaria contenuta nella dichiarazione costituzionale di Morsi, ha trovato una repentina risposta della contrapposizione sociale ed è molto probabile che in queste ore si sia tramutata in una prima ritirata. Ne è segno il dietrofront intimato alla base militante delle formazioni islamiste pronte questa mattina a scendere in piazza per mostrare il sostegno e i numeri di cui, secondo i dirigenti dei movimenti al governo, gode ancora il presidente Morsi. Altro che segno di responsabilità! Dietro le manifestazioni pro-Morsi annullate c’è un primo importante segno di debolezza delle organizzazioni islamiste che non hanno voluto correre il rischio di venire completamente soffocati, politicamente, dalla piazza Tahrir dell’opposizione e del movimento rivoluzionario.

La tensione è talmente alta che poco fa un comunicato ufficiale della Fratellanza ha richiesto pubblicamente all’esercito di blindare il proprio quartier generale al Cairo, mentre si faceva appello all’unità delle organizzazioni giovanili islamiste (di area anche salafita) per proteggere le sedi dei movimenti nelle altre città. La Coalizione per l’Applicazione della Sharia Islamica (un cartello che unisce circa 30 movimenti e partiti islamisti) ha indicato alla propria base giovanile di unirsi ai Fratelli Musulmani, in sinergia con la polizia, per difendere le sedi del loro partito Libertà e Giustizia. La polizia e l’esercito difendono armati i palazzi dei Fratelli Musulmani, e c’è da credere che questa immagine sta funzionando come una conferma delle ragioni politiche di quanti si stanno battendo contro il governo in queste ore, che già contano tra le loro fila i primi martiri. E’ il caso di Gika, studente universitario ucciso dalle fucilate della polizia, la cui morte ha fatto esplodere la collera degli studenti delle università del Cairo che questa mattina, dopo durissimi scontri intorno agli edifici universitari, sono riusciti ad aprirsi un varco e raggiungere il resto dei manifestanti a Piazza Tahrir. Nelle vie intorno alla piazza durante tutto il giorno si sono susseguiti numerosi incidenti. I più violenti si sono verificati ad un passo dall’ambasciata americana, dove la prima fila dei manifestanti ha ingaggiato durissimi scontri con l’obiettivo di raggiungere il palazzo diplomatico tra i più odiati dal movimento.
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Scuola, Roma blindata aspetta i cortei di studenti e professori

24 novembre 2012

Giornata difficile per la capitale con i ragazzi delle scuole e delle università che avvisano: “Vogliamo arrivare sotto i Palazzi del potere”. Mille gli uomini delle forze dell’ordine in piazza. Manifestano anche i Cobas e la Cgil organizza un sit in. Allarme per CasaPound

ROMA – Studenti, professori ed anche i neofascisti di CasaPound in piazza oggi a Roma con mille uomini e donne delle forze dell’ordine a vigilare sui palazzi delle istituzioni. “Una giornata calda”, l’ha definita il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri che inizierà intorno ale 10 del mattino dalla Piramide dove si sono dati appuntamento gli studenti medi e universitari in lotta per la difesa della scuola pubblica e contro i tagli mentre più o meno allo stesso orario la Cgil ha chiamato i professori ad un sit in a Piazza Farnese ed i Cobas hanno organizzato un corteo in partenza da piazza Esedra fino a Santi Apostoli.

Dopo gli scontri e le polemiche del 14 novembre gli occhi sono puntati sugli studenti: concesso l’uso degli scudi di gomma con le copertine dei libri che caratterizzano i cortei studenteschi dai tempi dell’onda, vietati i caschi, ha ammonito il prefetto di Roma Pecoraro. “Vogliamo arrivare sotto i Palazzi del potere e riprenderci la città”, avvertono gli studenti pronti a fare un percorso che dovrà essere contrattato metro dopo metro con i dirigenti di polizia in piazza. Si cerca una mediazione per evitare incidenti con una nutrita delegazione di manifestanti fatti arrivare sotto la Camera dei Deputati.

Contemporaneamente i professori e i lavoratori della scuola che aderiranno al sit in della Cgil si troveranno in piazza Farnese mentre dietro alle bandiere dei Cobas si sonderà un corteo da piazza Esedra fino a piazza Santi Apostoli.

Apprensione anche per la manifestazione di CasaPound. L’organizzazione neofascista terrà il suo corteo nel pomeriggio da piazza Mazzini a Ponte Milvio, quindi a distanza di sicurezza dai cortei della mattina e lontano pure dal presidio antifascista che dalle 14,30 si terrà a Piazza Vittorio

da Repubblica.it

EUROGENDFOR IN AZIONE IN ITALIA A FIANCO DEI CARABINIERI

questa foto, trovata in internet e ora scomparsa dal sito, c’è perchè salvata nel pc

Si riconoscono dall’abbigliamento e dal distintivo, hanno carta bianca. Rispondono solo alla NATO ed al NWO il Nuovo Ordine Mondiale. Hanno la base a Vicenza. Non possono essere processati dalla giurisdizione Italiana, per eventuali crimini a loro ascrivibili. Praticamente possono commettere ogni crimine a difesa dell’EURO-USURA e dei burocrati e gabellieri della stessa.

E’ L’UNICA FOTO CHE HO TROVATO IN INTERNET

agiamosubito

agiamosubito

Ragazzi per il bene comune Youth for the common good

Sostenibilità - Sustainability - Nachhaltigkeit - Sostenibilidad

Sebastiano Isaia

Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

Cambiaresipuo

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notav.info

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