CIPRO:“CASO ISOLATO” NELLA ZONA EURO DOPO GRECIA, IRLANDA, PORTOGALLO E SPAGNA. L’ITALIA E’ LA PROSSIMA?

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Mentre l’eurogruppo festeggia il parziale salvataggio di Cipro, a Nicosia i correntisti piangono, saranno loro alla fine a pagare il prezzo più alto, con ripercussioni che scuoteranno l’economia reale del paese.

Per i clienti delle due maggiori banche (Laiki e Bank of Cyprus), si annunciano tempi difficili: di fatti il prelievo forzoso autorizzato dallo stato, sui conti correnti superiori a 100 mila euro, tocca il 40%, e su decisione del ministero delle finanze Cipriota, per evitare assalti agli sportelli da parte di clienti che vogliono chiudere i c/c, gli istituti di credito, rimarranno chiusi per circa dieci giorni, mentre i controlli sui movimenti di capitale, si protrarranno per alcune settimane.

“Il risultato è visibilmente chiaro, il tracollo del sistema bancario di Cipro graverà pesantemente sul popolo”.

Nel frattempo continua a scarseggiare anche il contante, gli importi da prelevare negli sportelli bancomat, non superano la soglia dei 120 euro, e il tasso d’inflazione sui beni di prima necessità, arriva ai massimi storici.

Il momento più pericoloso della settimana è il venerdì pomeriggio dopo le 5.00.
Gli annunci più sconvolgenti, che prevedibilmente possono spaventare i mercati finanziari, vengono diffusi in quel momento. Di solito si aspettano le 5.00 del pomeriggio, fuso orario di New York, l’ultimo mercato finanziario mondiale a chiudere.

Venerdì 15 marzo 2013 è stato uno di quei giorni: a tarda notte, a mercati chiusi, dopo una riunione dell’Eurogruppo (la riunione dei ministri delle finanze europei) è stato annunciato che si era trovata una “soluzione” alla crisi di Cipro, crisi che durava da mesi e stava impegnando sia le autorità locali sia la famigerata Troika.

Forse vi sarà sfuggito tutto ciò visto che negli ultimi mesi i nostri professionali giornalisti hanno coperto fatti molto più importanti: per giorni e giorni ci siamo sorbiti il “toto-Papa” (ovviamente smentito dai fatti), commenti postelettorali vuoti e con relative interviste ai nostri “onorevoli”, il “tiro al piccione” su Beppe Grillo con relativi “scoop” (pare che l’autista abbia addirittura aperto delle società in Costa Rica, cosa legale, ma questi sono dettagli…), per non parlare del fatto che ormai la metà del tempo di ogni telegiornale è dedicata allo sport (ormai abbiamo una partita di calcio al giorno). Gli antichi Romani distraevano il popolo con “panem et circenses”, da noi ormai bastano i “circenses”…
In mezzo a tutte queste notizie di cruciale importanza, non c’era spazio per fare un accenno alla crisi cipriota, in atto da oltre un anno. Ma non pensate male, di sicuro non c’era nessuna intenzione di nascondere la notizia… Queste “paranoie” lasciatele ai “complottisti” come me (o almeno come vengo etichettato da alcuni)…
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Sebastiano Isaia

Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

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