Turkia: governo oppressore ma forze armate non fanno i Killer

ammaina la bandiera turca senza reazioni della polizia

ammaina la bandiera turca senza reazioni della polizia

Il giovinetto mascherato che guizza agile sul pennone, nel piazzale di una delle molte contestate basi militari presenti nella provincia di Diyarbakır, e porta giù con sé lo stendardo con la mezzaluna è lo straniamento intervenuto nella fase che ha inasprito rapporti e colloqui fra governo di Ankara e comunità kurda. La shockante novità viene da una delle istituzioni più ferree del kemalismo passato e dell’islamismo politico d’oggi: le Forze Armate. Gli avieri di guardia a quella caserma e al simulacro della bandiera, anziché impedire con la forza, anche estrema, un gesto “sacrilego” nella logica militare prim’ancora che patria, hanno lasciato fare. Ora di fronte al procuratore che indaga e li accusa sostengono che non potevano usare violenza contro un ragazzo. E’ un’affermazione che spiazza la politica, sia quella fascista di Devlet Bahçeli che dichiara “a quel terrorista bisognava sparare in fronte”, sia del premier che ritiene il gesto offensivo per la nazione, cosa che non può restare impunita per chi l’ha compiuta e per chi l’ha resa possibile. E invece è possibile che oggi dei militari non se la sentano di fare i killer di chi protesta pur clamorosamente, e con coraggio pari alla follìa gli entra in casa e la dissacra.

Nelle caserme di molti parti del mondo un manifestante che s’introduce a strappare il simbolo del luogo sarebbe bloccato, e se non ucciso, messo in condizione di non nuocere. La passività dei giovani turchi in divisa indica qualcos’altro. Messe da parte una presunta viltà, ventilata dal kemalismo irriducibile, o una sorta di collaborazionismo con la protesta kurda, è più facile che lo star fermi esponga un malessere. La non comprensione del proprio ruolo, soprattutto repressivo in territori dove un passato, non attraversato da chi veste oggi l’uniforme ma presente nei lutti ricordati dalla gente, e nei dolori non spenti poiché la morte continua ad agitarsi in uno scontro insensato. Quei soldati su cui potrà pesare la scure della ferrea disciplina di corpo, il giovane profanatore d’una bandiera ch’egli e il suo popolo non riconoscono indicano agli Erdoğan e al Parlamento, agli Öcalan e ai vertici del Pkk di Kandil che si può avere l’audacia di morire e quella di tenersi in vita. E rispettare l’esistenza degli avversari non considerandoli nemici da cancellare con la sventagliata che solo il Lupo grigio Bahçeli

continuerebbe a infliggere a chi non la pensa come lui. Che oggi in Turchia la pace convenga a tutti è il monito di ogni stendardo mono o multicolore. Sventolante o ammainato.

articolo pubblicato su http://enricocampofreda.blogspot.it

Annunci

Militari: congedo a 50 anni con l’85% dello stipendio e pensione piena

Uno scivolo d’oro per i militari fa discutere: dai 50 anni in poi si potrebbe conservare l’85 per cento dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena

La riforma delle forze armate? La pagheranno tutta i normali cittadini.

Già, perché la riforma voluta da Giampaolo Di Paola, allora ministro del governo Monti, prevede 35mila uomini in meno in dodici anni nelle forze armate. Meno uomini, armi migliori e usate meglio, la ricetta sarebbe questa. Ma la realtà è che quasi tutto resta a carico della spesa pubblica e quindi delle nostre tasche, tramite tre canali: il passaggio del personale ad altro ministero, il prepensionamento e, soprattutto, l’«esenzione dal servizio».

Attenzione, in questa formula, esenzione dal servizio, è racchiuso quello che è il vero scandalo.

Scrive il Corriere della Sera:

Dai 50 anni in poi (dieci anni prima del congedo) si può entrare in un magico limbo, lo «scivolo d’oro» appunto, grazie al quale si conserva l’ottantacinque per cento dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena; non è esclusa neppure la facoltà di fare altri lavori (il reddito non si cumula). Questo bonus decennale per le forze armate in (libera) uscita verrà inserito nel codice dell’ordinamento militare a meno che Camera e Senato non si mettano di traverso in modo plateale.

Nessuno ne parla, il comma stava passando senza essere notato.

Gian Piero Scanu, capogruppo pd in commissione Difesa. “Quando ho visto quella norma, ho fatto tre salti sulla sedia! Così com’è non passerà. Non è un articolo di legge, è una provocazione”.

I tentacoli degli Stati Uniti in Africa, strategia imperialista di dominio mondiale! (in italiano)

Gli Stati Uniti d’America stanno consolidando la presenza militare nel Golfo di Guinea e in tutta l’Africa, nel quadro della loro strategia imperialista di dominio mondiale.

Il presidente Obama ha nominato un nuovo comandante di Africom, il comando militare degli USA in Africa. A succedere al generale Carter Ham è stato scelto il generale David Rodrigues, uno dei più importanti militari in attività e fino ad ora non coinvolto in nessun scandalo. Il segretario della Difesa Leon Panetta ha elogiato Rodrigues, affermando che “è un leader con prove date”, ha svolto incarichi di comando sul campo di battaglia ed è stato uno degli architetti della strategia in Afghanistan. Panetta ha avuto anche parole simpatiche per Ham, affermando che ha dato ad Africom “un ruolo centrale in una regione piena di sfide”.

Non sorprende la priorità che Washington attribuisce al comando per l’Africa. In funzione dal 2008, con il quartier generale “provvisorio” a Stoccarda e con una base a Gibuti, Africom è responsabile delle relazioni militari degli USA con 54 paesi e delle partnership per “rafforzare la sua capacità di difesa”. Si propone di “combattere il terrorismo, il traffico di droga e la pirateria”, “aumentare la sicurezza marittima” e “prevenire i conflitti nel continente”. In altre parole, è il braccio armato dell’Impero in Africa, già con operazioni – più o meno discrete – in Somalia, in Uganda, Ruanda e Congo.
(altro…)

agiamosubito

agiamosubito

Ragazzi per il bene comune Youth for the common good

Sostenibilità - Sustainability - Nachhaltigkeit - Sostenibilidad

Sebastiano Isaia

il punto di vista umano

in evidenza

agiamosubito

notav.info

agiamosubito

micromega-online

agiamosubito

LIBRE

agiamosubito

IxR

Cerca, Conosci, Condividi

il manifesto

agiamosubito

Contropiano

agiamosubito

agiamosubito

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: