Cosa potrà succedere (e che non vorremmo) in America latina alla morte di Chavez , ormai in fin di vita?

chavez

Facciamo un quadro della situazione politica generale ed incrociamo le dita e non perdiamo di vista questo continente!

Scendiamo per l’America Latina, dall’alto in basso. Con l’eccezione del Nicaragua dei sandinisti (che ieri ha annunciato di aver creato più posti di lavoro a tempo indeterminato di tutto il Mesoamerica), dal Rio Bravo al confine colombiano, imperversa la militarizzazione neoliberista e narcotrafficante imposta dagli Usa con colpi di Stato, elezioni truccate, finti socialdemocratici ed effettivi fantocci. Il Messico di Neto, ladro delle vittoria di Lopez Obrador, insanguinato dall’incessante carneficina di cartelli e militari, entrambi controllati dagli “specialisti” Usa, e l’Honduras della decimazione degli oppositori al post-golpista Lobo e dei contadini nelle aree sequestrate dai latifondisti delle monoculture, sono i modelli di una riconquista strisciante del “cortile di casa” yankee. Con quelle basi militari che Zelaya, presidente liberal honduregno rovesciato dal golpe di Obama, voleva chiudere, l’intervento diretto di militari Usa contro i settori sociali in lotta (Misquitos), la DEA nuovamente regolatrice dei percorsi ed equilibri del narcotraffico, il corridoio, che deve assicurare il transito della droga dalla Colombia al famelico mercato Usa e alle sue banche, è stato consolidato e blindato.
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22 dicembre 2012: ieri in Messico una grande manifestazione con migliaia di indigeni zapatisti. La lotta del Chiapas a quattordici anni dalla strage di Acteal

In modo silenzioso, e senza la presenza del subcomandante Marcos, migliaia di indigeni zapatisti del Chiapas hanno manifestato nelle ultime ore nello stato messicano. Le marce sono state fatte coincidere sia con l’avvio del nuovo ciclo Maya sia con il 15/o anniversario del massacro di Acteal – il 22 dicembre del 1997 – nella provincia di Chenalho’ del Chiapas, quando un commando paramilitare attacco’ un gruppo di indios in preghiera massacrandone 45, per lo piu’ donne e bambini. La manifestazione non era attesa, precisano i media locali, sottolineando che circa 20 mila contadini ‘zapatistas’ – molti dei quali giovanissimi, quasi tutti con il viso coperto dai passamontagna – sono scesi dalle montagne della regione e si sono riversati su localita’ quali Ocosingo, Palenque, San Cristobal de las Casas. Molti degli abitanti sono stati sorpresi dall’arrivo dei manifestanti, alcuni dei quali portavano bandiere dell’Ezln (Ejercito zapatista de liberacion nacional).
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