Emma Bonino: intelligence americana (e italiana) è solo zelante e forse eccessiva?

Ci sono molti modi per manifestare amicizia e lealtà alla causa americana. Quello scelto giovedì dal ministro degli esteri Emma Bonino, durante l’audizione alla Camera di giovedì scorso, è il più ingenuo. Perché tentare di derubricare il Datagate americano, il più sfacciato e capillare episodio di spionaggio dal dopoguerra, a semplici «eccessi di una prassi diffusa» è una difesa d’ufficio rabberciata e grossolana.
Intanto per quell’aggettivo, «eccessi», che farebbe pensare a uno zelo di troppo e non alla sistematica intrusione nella vita privata di centinaia di milioni di cittadini europei attraverso il rastrellamento indiscriminato di mail, sms e tabulati di traffico telefonico. Ma è anche la parola «prassi» ad imbarazzarci: è prassi che un servizio di sicurezza ponga sotto controllo 34 ambasciate di paesi alleati? E’ prassi che un lavoro di intelligence ai danni della privacy di mezza Europa venga organizzato senza informare i servizi di sicurezza di quei paesi, come ci è stato confermato dall’ambasciatore Massolo, direttore del Dis?
E’ prassi ritenere che nell’attività di prevenzione verso il terrorismo internazionale non vi sia più alcuna soglia di tutela, garanzia e rispetto di alcuni diritti fondativi della dignità umana? La ministra Bonino, nel corso della sua non lunga audizione, ha spiegato di non voler inseguire le rivelazioni dei media americani e di volersi attenere alle risposte che sono state richieste alla Casa Bianca. Come se i dieci giorni di silenzio del dipartimento di Stato di Washington non fossero già una esplicita conferma a ciò che ha rivelato al mondo Edward Snowden. Al quale, la spiegato la ministra, non verrà concesso asilo: per ragioni tecniche e politiche.
Quelle tecniche, assai pretestuose, le conosciamo. Ci sfuggono quelle politiche: o meglio, le intuiamo, ma quando abbiamo chiesto al ministro Bonino di esplicitarle non abbiamo ricevuto risposta. Quanto ai media americani e all’invito a non fidarsi delle loro rivelazioni (ma di aspettare invece con disciplinata pazienza il comunicato ufficiale di Washington), è la storia che si fa parodia. Sono le stesse parole imbarazzate che ascoltammo sette anni fa, quando il Washington Post rivelò al mondo che la Cia aveva messo in piedi sul territorio di alcuni paesi compiacenti luoghi di detenzione clandestina per le vittime delle extraordinary renditions.
Anche allora il governo italiano suggerì di attendere spiegazioni e smentite ufficiali dalla Casa Bianca. Per poi scoprire che quel programma di arresti e detenzioni illecite era a conoscenza dei servizi segreti di mezzo -mondo, condiviso e sostenuto anche dall’ intelligence italiana (Pollari, Sismi, Abu Omar: do you remember ?). E a proposito della nostra intelligence , permangono intatti tutti i nostri dubbi su un decreto del presidente Monti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale quattro giorni prima che si convocassero le nuove Camere) che autorizza i nostri servizi di sicurezza a stipulare convenzioni con i soggetti fornitori di pubblici servizi per poter accedere alle loro banche dati: dall’Inps alle Poste, dall’anagrafe universitaria degli studenti all’Alitalia, dall’Enel alle ferrovie italiane. Scopo: una non meglio definita sicurezza cybernetica.
Peccato che questi accessi non richiedano alcuna autorizzazione di un giudice e permettano di ottenere dati molto sensibili su ciascuno di noi: dove viviamo, quanto spendiamo, cosa studiamo, come ci muoviamo, quanto consumiamo… Chi ci garantisce che questa massa di informazioni (300 mila accessi in sei mesi) e i profiling che se ne possono ricavare non vengano adoperati per altre finalità? Nel 2007 in tutta fretta una nuova legge ridisegnò i servizi di sicurezza italiani dopo la scoperta di un “ufficio dossier” che il Sismi aveva organizzato contro giornalisti, magistrati e oppositori politici. Parliamo di pochi anni fa. E di un paese in cui la contesa politica, i suoi protagonisti e la posta in palio non sono affatto cambiati.

 di Claudio Fava
 da: il manifesto
Leggete per approfondimento http://www.informarexresistere.fr/2013/06/30/edward-snowden-e-altri-spifferatori-degli-usa/

LETTA: membro italiano della TRILATERAL COMMISSION e presente ad ogni riunione del gruppo Bidelberg

le parole Brzezinski, ideatore e co-fondatore della Commissione Trilaterale, tratte da un suo libro del 1971 “Tra due età: il ruolo degli Stati Uniti nell’era tecnotronica” che dice così:

La Nazione-Stato come unità fondamentale della vita dell’uomo organizzata ha cessato di essere la principale forza creativa: Le banche internazionali e le corporazioni transnazionali sono ‘ora’ attori e pianificatori nei termini in cui un tempo erano attribuiti i concetti politici di stato-nazione” .

A spiegare l’influenza di Washington sugli affari italici, a partire dalla scelta della persona da spedire al Quirinale: Al Bilderberg sono passati, tra gli altri, Monti, Draghi, Padoa Schioppa, Siniscalco, Prodi. «Ogni tanto qualche giornalista (Lilli Gruber, per dire, ndr) una volta Veltroni, Emma Bonino». Nell’entourage della potentissima banca d’affari Goldman Sachs sono transitati Prodi, Draghi, Monti, Gianni Letta. Massimo D’Alema, invece, ha avuto un «rapporto che sarebbe durato nel tempo» con Clinton, mentre Prodi «voleva essere ricevuto subito, ma non si poteva». Quanto all’Aspen, «in Italia conta su Amato, Prodi e D’Alema». La Trilateral «fondata da Rockefeller (…) Monti l’ha presieduta fino al 2011. La frequentano la consulente per la politica estera di D’Alema Marta Dassù (…), Enrico Letta…». Apprendiamo qualcosa pure su Scalfaro. Con lui al Colle, «c’è il ciclone Mani Pulite» che dà «spazio a una generazione nuova. Più avvezza all’uso di mondo, alle relazioni internazionali, alla lingua degli uomini d’affari. È dal denaro, adesso, dalla finanza che passano gli interessi politici. (…) È ai banchieri che si ricorre quando la politica tace o sobbolle di sue interne diatribe». TESTO COMMENTATO DA UN ARTICOLO DI CONCITA DE GREGORIO

PROFILI DEGLI ADERENTI O INVITATI A TALI GRUPPI:

Enrico Letta, ha alle spalle un percorso umano e formativo all’insegna dell’Europa. Dall’infanzia a Strasburgo – dove frequenta la scuola dell’obbligo – alla laurea in Diritto internazionale all’Università di Pisa. Sempre a Pisa consegue il dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee alla Scuola Superiore “S. Anna”. A 25 anni è presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo. Nel 1990 conosce Beniamino Andreatta e diventa ricercatore dell‘Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nello stesso anno il primo contatto con le istituzioni. Segue infatti Andreatta, come capo della sua segreteria, al Ministero degli Esteri, nel governo Ciampi. Proprio Ciampi lo chiama nel 1996 al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l’euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito popolare italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D’Alema, diventa a 32 anni ministro per le Politiche Comunitarie. È il più giovane ministro della storia repubblicana e batte Andreotti, ministro a 35 anni. Nel 2000 è ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato nel secondo governo D’Alema. Incarico che conserva, con il governo Amato, per il quale è anche ministro del Commercio con l’Estero fino al 2001. Nel 2001 diventa deputato per la prima volta e s’iscrive alla Margherita. Nel giugno 2004 rassegna le dimissioni dalla Camera e, da capolista dell’Ulivo, viene eletto deputato europeo per la circoscrizione Italia Nord-Est. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e tra il 17 maggio 2006 e l’8 maggio 2008 è sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi. Nel 2007 si candida alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l’11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista PD nella Circoscrizione Lombardia 2, viene eletto alla Camera dei Deputati.  Poche settimane Walter Veltroni lo chiama a far parte del governo ombra del PD in qualità di responsabile Welfare. Nel 2009, in occasione del Congresso del Partito democratico, decide di appoggiare Pier Luigi Bersani e la mozione che lo sostiene. Il 9 novembre 2009 – dopo le primarie che eleggono Bersani segretario nazionale – viene nominato dall’Assemblea nazionale, ad amplissima maggioranza, vicesegretario unico del Partito Democratico. Dal 2004 è vicepresidente di Aspen Institute Italia. Ha svolto attività di insegnamento e di ricerca presso la Scuola superiore S. Anna di Pisa e l’Haute Ècole de Commerce di Parigi. Nel 2005 fonda veDrò, nel 2007 l’Associazione TrecentoSessanta.

E’ UN ENFANT PRODIGE (altro…)

Europa e austerity: solo per mantenere banche, finanza, fondo monetario internazionale

In meno di due anni 11 Paesi Ue costretti al voto. Agli esecutivi manca il consenso. Colpa delle misure contro la crisi. E la protesta avanza. Come il boom di Beppe Grillo in Italia.

(© Getty Images) Di nuovo in piazza a Madrid contro l’austerity, dopo gli scontri del 25 settembre

Di nuovo in piazza a Madrid contro l'austerity, dopo gli scontri del 25 settembre.

Uno dopo l’altro, a terra come birilli. Destra e sinistra non esistono più: agli occhi dei cittadini c’è solo la crisi. E siccome i partiti hanno fallito, ora a risolverla non deve essere per forza un politico.

Dopo l’esplosione della bolla sui mutui subprime, nell’estate del 2008, e dopo la successiva e conseguente crisi dell’euro, arrivata al culmine nel novembre 2011, il bilancio dei governi dell’Unione europea è impietoso. In poco più di due anni, 11 Paesi hanno visto premier e rispettivi esecutivi cadere sotto la mannaia dei tagli al welfare e alla spesa pubblica.

Mandati a casa mentre, nelle piazze, il popolo di precari, disoccupati e giovani senza futuro invocava le dimissioni.
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Responsabili delle STRAGI DI STATO: DEVIAZIONI di parti DELLO STATO, MAFIA al soldo di CIA, GLADIO E BILDERBERG

A corollario delle dichiarazioni, delle interviste e degli scritti de Dott. Imposimato aggiungiamo anche questa notizia.

E’ un Italiano a denunciare il Club Bilderberg,si chiama Alfonso Luigi Marra,avvocato di successo,famoso per aver vinto molte cause per anatocismo e usura .

Mario Monti che sia filo bancario non è un segreto,questo club sembra decidere le sorti economiche di molti paesi nel mondo. La storia si ripete,pochi decidono per molti,qualcuno ha pensato bene di fare aprire un’indagine in questo senso .

Nessun Partito parla di questo Gruppo Bilderberg ,eppure è conosciuto da tutti.

Un popolo privo di conoscenza è molto più facile da manipolare . Informatevi .

Alfonso Luigi Marra
Marra ha presentato, oggi 1.2.2013, alla Procura di Roma, denunzia contro il Bilderberg e Monti, che ne è membro. Segue il testo integrale della denunzia. Marra, un anno fa, aveva pubblicato la denunzia in rete, ma non l’aveva formalmente presentata perché temeva venisse archiviata. Ora – dichiara – i tempi sono maturi.
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Sistema sanitario Monti lo taglierà e lo dice!

Mario Monti: “A rischio il sistema sanitario nazionale”. Sono finiti i soldi per la salute

27/11/2012

La sostenibilità futura del Servizio Sanitario Nazionale potrebbe “non essere garantita”. Ad affermarlo è il presidente del Consiglio Mario Monti che oggi è intervenuto in videoconferenza in occasione della presentazione a Palermo del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed.

Colpa della crisi. Monti ha sottolineato: “La crisi ha colpito tutti ed il campo medico non è una eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri – ha avvertito il premier – potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. La posta in palio – ha concluso Monti – è altissima”.

Le parole del Presidente del Consiglio

“Andiamo fieri del nostro Servizio sanitario nazionale, il ministro Balduzzi lavora incisivamente per migliorarlo ulteriormente. In futuro la sostenibilità dei sistemi sanitari potrebbe non essere garantita se non si individuano nei prossimi due anni nuove modalità di finanziamento e di riorganizzazione dei servizi e delle prestazioni. La posta in palio è altissima. Anche l’innovazione medico-scientifica deve partecipare attivamente alla sfida”.

Il blog del chirurgo Carlo Eugenio Vitelli. Perché la spending review nel Lazio farà implodere il Sistema sanitario regionale

Rischiamo il ‘Medicare’ americano. “Le parole del premier Monti sono di fatto una dichiarazione di ‘default’ del sistema sanitario universalistico come quello italiano. E per la prima volta viene esplicitato il problema della sostenibilità del nostro Ssn”. Ad affermarlo è il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise, commentando le affermazioni del premier intervenuto in collegamento a Palermo. “Quando parla di dover trovare nuove modalità di finanziamento, Monti – avverte Troise – sembra voler aprire al privato, magari con un modello come il ‘Medicare’ americano. Forse è già in campagna elettorale?”

DA L’Huffington Post

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Ragazzi per il bene comune Youth for the common good

Sostenibilità - Sustainability - Nachhaltigkeit - Sostenibilidad

Sebastiano Isaia

Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

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