LA BATTAGLIA INDIANA contro la UE per un’industria di farmaci generici. Battaglia persa?

New Delhi da tempo protegge la sua florida industria di farmaci generici, ingaggiando una fiera battaglia contro la politica della iper brevetizzazione delle multinazionali americane ed europee. Tanto che il Subcontinente è diventato la grande farmacia low cost dei Paesi in via di sviluppo. Potrebbe però essere costretto presto ad abbandonare questo ruolo. Per colpa dell’Unione europea.
L’ABBRACCIO (MORTALE) DELL’UE. Il trattato di Commercio bilaterale tra l’Ue e l’India, su cui sono in corso dal 2011 fitti negoziati, impone infatti nuove regole sulla proprietà intellettuale. A tutto vantaggio di Big Pharma.
Il 15 aprile il ministro dell’Industria indiano è atteso a Bruxelles per discutere proprio di copyright, l’ultimo cruciale capitolo delle trattative.
«Con tutta probabilità i cittadini del Vecchio Continente non sanno il ruolo giocato dall’Ue a favore delle lobby industriali del farmaco», ha dichiarato Nicoletta Dentico, co-direttrice della Ong svizzera Health innovation in practice.

La legge indiana: brevetti solo nel caso di vera innovazione e pareri dalla società civile

(© Gettyimages) Una manifestazione contro il trattato di libero scambio India Ue.

La contrapposizione tra Paesi sviluppati ed emergenti sui brevetti farmaceutici è un affare di lunga data.
L’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha impiegato otto anni di negoziati per stendere l’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (Trips), il trattato che dal 1995 regola l’applicazione dei brevetti nel mondo.
Il Trips impone che abbiano durata ventennale su tutti i tipi di prodotti. Ma, grazie alla determinazione di India e Brasile, lascia ai governi margine di azione contro il frivolous patenting, ovvero la tendenza di alcune società alla iper brevetizzazione. Stando al Trips, infatti, per meritare un brevetto, un prodotto deve avere un evidente carattere di «innovazione». Una definizione che ha permesso a New Delhi di restringere molto le proprie concessioni.
MARGINI RISTRETTI PER L’INNOVAZIONE. Secondo le norme indiane in vigore dal 2005, infatti, il brevetto può essere imposto su una nuova molecola creata in laboratorio o su un’evoluzione nell’impiego della molecola di partenza capace di tradursi in un salto di qualità nel trattamento del paziente. Quale per esempio una riduzione dei tempi di terapia o nell’assunzione di una minore quantità di farmaco.
Il governo indiano poi si è garantito la possibilità di sospendere i brevetti in caso di superiore interesse pubblico. Inoltre, di fronte alla richiesta di concessione di un’azienda, Nuova Delhi tiene conto anche del parere delle organizzazioni della società civile. Nel caso dei farmaci si può trattare di gruppi professionali di medici, di malati o di altri ‘portatori di interesse’.
(altro…)

La salute è un diritto universale e primario della persona.

Quando, lunedì scorso 1 aprile, la Corte Suprema dell’India ha respinto il ricorso della Novartis, la multinazionale svizzera del farmaco, a difesa del brevetto sul Glivec, un farmaco antitumorale, ha fornito due motivazioni affatto diverse, ma entrambe di valore generale: il «diritto alla salute della popolazione» viene prima del diritto delle imprese al guadagno;

  1. il farmaco su cui si chiede la copertura brevettuale non è innovativo. È per queste due ragioni che la Corte Suprema dell’India riconosce il diritto delle industrie locali a produrre e a vendere un «farmaco generico» che contiene il medesimo principio attivo e ha la medesima capacità terapeutica del Glivec. Nello specifico, il «diritto alla salute della popolazione» è assicurato dal fatto che un mese di trattamento con il farmaco generico costa circa 175 euro, mentre un mese di trattamento con il farmaco della Novartis costa 2.600 euro: 15 volte di più. Il «farmaco generico» abbassa radicalmente l’accessibilità a una cura capace di salvare la vita a chi è ammalato di un tipo di leucemia mieloide cronica e, quindi, rende effettivo il «diritto alla salute».
  2. Quanto invece al brevetto, la Corte Suprema dell’India sostiene che il Glivec su cui la Novartis ha chiesto il brevetto non è innovativo. Ma è la stessa molecola che ha goduto di copertura brevettuale per vent’anni e ora, in base alle norme internazionali, ha perso il diritto ad averla. In pratica, secondo il massimo tribunale indiano la Novartis cerca di spacciare per nuovo un farmaco vecchio.

La Corte, come sempre succede in tribunale, si è pronunciata su un fatto specifico. Ma le due motivazioni hanno un significato molto più generale.
(altro…)

MARO’: INTERVENTO DEL GRILLINO Di Battista. Efficace, formale e interroga il governo educatamente ma senza risparmiare nulla, neanche il coinvolgimento con i contratti FINMECCANICA con l’India

Sui due marò il discorso è preparato con cura. Incalzante ed educato. E la presidente si complimenta

«Noi siamo nuovi. Siamo nuovi e per questo poco esperti delle vostre abitudini, delle dichiarazioni cavillose e dei doppi e tripli giochi». Il primo, vero, intervento del Movimento Cinque Stelle nelle aule parlamentari inizia così. L’esordio nel Palazzo è affidato al trentaquattrenne romano Alessandro Di Battista. Archiviato l’insediamento dei presidenti di Camera e Senato, digeriti i primi passaggi istituzionali obbligati, si comincia a fare sul serio. A Montecitorio si discute la vicenda dei due fucilieri di marina detenuti in India. Chi si aspetta un intervento impacciato resta deluso. Certo qualcuno lamenta qualche imprecisione tecnica ma non è questo il punto: il deputato grillino è chiaro, efficace, educato. Incalza il governo con tono serrato ma corretto. Chiedendo l’unica cosa che un’informativa ministeriale dovrebbe garantire: «Siamo deputati, ma continuiamo ad essere cittadini e pretendiamo di essere informati, in modo chiaro e trasparente». Un intervento rivoluzionario nella sua ovvietà.
(altro…)

agiamosubito

agiamosubito

Ragazzi per il bene comune Youth for the common good

Sostenibilità - Sustainability - Nachhaltigkeit - Sostenibilidad

Sebastiano Isaia

Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

Cambiaresipuo

agiamosubito

notav.info

agiamosubito

Micromega

agiamosubito

LIBRE

agiamosubito

il manifesto

agiamosubito

Contropiano

agiamosubito

ilLibraio.it

agiamosubito

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: