Cosa potrà succedere (e che non vorremmo) in America latina alla morte di Chavez , ormai in fin di vita?

chavez

Facciamo un quadro della situazione politica generale ed incrociamo le dita e non perdiamo di vista questo continente!

Scendiamo per l’America Latina, dall’alto in basso. Con l’eccezione del Nicaragua dei sandinisti (che ieri ha annunciato di aver creato più posti di lavoro a tempo indeterminato di tutto il Mesoamerica), dal Rio Bravo al confine colombiano, imperversa la militarizzazione neoliberista e narcotrafficante imposta dagli Usa con colpi di Stato, elezioni truccate, finti socialdemocratici ed effettivi fantocci. Il Messico di Neto, ladro delle vittoria di Lopez Obrador, insanguinato dall’incessante carneficina di cartelli e militari, entrambi controllati dagli “specialisti” Usa, e l’Honduras della decimazione degli oppositori al post-golpista Lobo e dei contadini nelle aree sequestrate dai latifondisti delle monoculture, sono i modelli di una riconquista strisciante del “cortile di casa” yankee. Con quelle basi militari che Zelaya, presidente liberal honduregno rovesciato dal golpe di Obama, voleva chiudere, l’intervento diretto di militari Usa contro i settori sociali in lotta (Misquitos), la DEA nuovamente regolatrice dei percorsi ed equilibri del narcotraffico, il corridoio, che deve assicurare il transito della droga dalla Colombia al famelico mercato Usa e alle sue banche, è stato consolidato e blindato.
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Equilibri mondiali: USA e le politiche militari in Africa (in inglese) Strategy military U.S. in Africa

WASHINGTON—The White House has promoted a strategy of keeping as light a U.S. footprint as possible in Africa, focusing on training and funding local militaries and providing logistical and intelligence support to African Union-led combat operations.

But events in Mali, Algeria and other countries are now spurring a reconsideration of the military role the U.S. should take on the continent, U.S. officials said.

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Google Earth/ReutersA satellite image of the facility in Algeria where terrorists seized Algerian and foreign hostages on Wednesday.

The White House and African analysts have voiced fears that a more direct U.S. role could weaken local governments and further inflame Islamist extremism. U.S. officials have also questioned the direct national security threat posed by such Africa-based militants as AQIM, Somalia’s al-Shabaab militia and the Lord’s Resistance Army in central Africa.
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Nessun presidente ha fatto ricorso all’omicidio segreto quanto Obama. Omicidi e stragi mirate coi droni, torture e abusi

Barack Obama continua i rapimenti e i trasferimenti di sospetti nemici negli Stati Uniti.

Sempre più spesso  eliminati attraverso i droni che bombardano indisturbati in Yemen, Somalia, Pakistan. . E le popolazioni di questi paesi? E i veri motivi? Destabilizzazioni? Interessi petroliferi?

ECCOLI!

la somalia ad esempio è ricca di petrolio!!

Pakistan attacco droni 3 morti

L’ultimo caso: due svedesi e un britannico rapiti a Gibuti

L’Fbi continua a portare avanti la pratica delle “rendition”, ovvero l’arresto-rapimento all’estero di “sospetti terroristi” con trasferimento forzoso all’interno dei confini statunitensi senza regolare processo e in violazione delle stesse leggi di Washington.

A denunciarlo è il quotidiano Washington Post, rivelando l’ultimo caso che ha coinvolto tre cittadini europei, due svedesi e un britannico, rapiti illegalmente nella piccola repubblica africana di Gibuti perché sospettati di essere membri di al-Shabab, formazione armata islamista attiva nella vicina Somalia. Il ministero degli Esteri svedese ha confermato l’arresto, in agosto, e la successiva estradizione clandestina, di Ali Yashin Ahmed, 23 anni, e Mohamed Yusuf, 29, poi trattenuti dall’Fbi per oltre due mesi e a lungo interrogati.
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Sebastiano Isaia

Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

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