GOVERNO, UNIONE EUROPEA, FMI, BCE chi decide il nostro FUTURO? Video

Ospitiamo questo video di @RadiantCatalyst (seguite in twitter) per la sua capacità di connettere, tanti sono i protagonisti inseriti, diverse posizioni politiche e ambiti: politici, economici, religiosi; tutti, con varie giustificazioni, parlano di una cosa:

DI CHI DECIDERA’ IL NOSTRO PROSSIMO FUTURO IN ITALIA E NEL MONDO!

IN UNA SITUAZIONE GIA’ COMPROMESSA DELLA DEMOCRAZIA ATTRAVERSO LA DELEGA  – INFATTI MANCA LA PARTECIPAZIONE ED IL CONTROLLO DA PARTE DEI CITTADINI ANCHE NELLE ISTITUZIONI SOGGETTE A ELEZIONI –  ORA STIAMO PASSANDO A ISTITUTI ,  CHE DECIDONO DI ECONOMIA E SICUREZZA,  NEMMENO ELETTI DAI CITTADINI E CHE SONO LEGATI A POTENTATI GLOBALI: BANCHE E MULTINAZIONALI.

QUESTI ISTITUTI COME ESM, EUGENDFOR,  MA LA STESSA BCE (PRIVATA) E L’ FMI, SONO CONSIDERATI COME UN FARO DEL NUOVO ORDINE GLOBALE (cit. dal video), INDIPENDENTI E AL DI SOPRA DI INTERESSI ECONOMICI FINANZIARI PRIVATI QUANDO NON LO SONO AFFATTO.

DOMANDIAMOCI SE IL DESIDERIO O IL BISOGNO DI UNIONE DEI CITTADINI DEBBA PASSARE ATTRAVERSO FORME ISTITUZIONALI E POLITICHE, ANCHE INTERNAZIONALI,  COME QUESTE CHE CI STANNO PROPONENDO I VARI MONTI, NAPOLITANO, LETTA

TUTTI, DICO TUTTI, COLLEGABILI A GOLDMAN SACHS  O ALTRE BANCHE,  A GRUPPI DI POTERE COME BIDELBERG E TRILATERALE, DI CUI POCHI SANNO. CHI NE PARLA  E’ SPESSO  ADDITATO DI COMPLOTTISMO (FORSE MEGLIO CHIAMARLI UNIONI CORPORATIVE DI GRANDI INTERESSI FINANZIARI CHE INFLUENZANO I GOVERNI?).

APPROFONDIAMO CON LETTURE CRITICHE QUESTI GRANDI CAMBIAMENTI DI SCENARIO INTERNAZIONALE; LEGGIAMO E ASCOLTIAMO ANCHE VOCI FUORI DAL “CORO”, DIVERSE DA  QUELLE CHE CI VENGONO DAL POTERE POLITICO E DAI MEDIA CONVENZIONALI.

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Separazione degli sportelli dalle attività di speculazione. In un documento pubblicato ieri l’Eurotower dice si. E Draghi?


29 gennaio 2013
Banche, la Bce valuta separazione degli sportelli dalle attività di speculazione
Mentre in Italia esplode il caso Mps, arriva la risposta dell’Eurotower alla proposta finlandese di dividere le due attività. Non siamo ancora a un via libera ma, Draghi permettendo, la direzione è segnata: “In generale, l’Eurosistema ritiene opportuno separare alcune attività ad alto rischio degli istituti finanziari che non sono associati alla fornitura di servizi relativi ai clienti
Sarà forse l’effetto Monte dei Paschi, ma la Banca centrale europea accelera sulla proposta di separazione tra banca di investimento e banca commerciale. L’obiettivo è chiaro: sollevare i contribuenti da ulteriori salvataggi e vietare alle banche di mettere mano ai depositi dei risparmiatori per finanziare operazioni rischiose. In un documento pubblicato ieri l’Eurotower risponde al rapporto Liikanen (dal nome del suo ideatore, il governatore della Banca di Finlandia) che propone la separazione bancaria.
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Sapelli: lavoro, non profitto. E bastano tre ore al giorno

Scritto il 29/11/12

Tre ore di lavoro al giorno? «Sono più che sufficienti», purché si tratti di «lavoro liberato» dalla schiavitù del profitto. Giulio Sapelli concorda con Keynes: ridurre l’orario di lavoro è possibile, eccome. «E sarebbe una grande liberazione». Parola d’ordine: cooperazione, al posto dell’attuale – fallimentare – competitività. Sembra l’annuncio di morte del capitalismo moderno, dopo oltre due secoli di industria. Lo pronuncia, senza imbarazzi, uno dei maggiori storici italiani dell’economia: professore alla London School of Economics e poi a Barcellona, Sapelli è un big di prima grandezza nel panorama economico e finanziario italiano: già consulente dell’Olivetti e consigliere di amministrazione dell’Eni, è stato presidente della fondazione del Monte dei Paschi di Siena e membro del Cda di Unicredit. Rappresentante per l’Italia di Transparency International, organizzazione che lotta contro la corruzione economica, dal 2002 è tra i componenti del World Oil Council e dal 2003 fa parte dell’International Board dell’Ocse per il settore no-profit.

Ultimamente, Sapelli attacca in modo frontale gli economisti di scuola “neoclassica”, come Mario Monti. «Non condivido la loro ossessione per i Giulio Sapellimercati in equilibrio», spiega Sapelli a Luigi Chiarello, in un’intervista rilasciata a “Italia Oggi” e ripresa da “Megachip”. Per il professore, che attualmente insegna all’università di Milano e collabora con il “Corriere della Sera”, i “mercati in equilibrio” semplicemente «non esistono». Agli economisti “neoclassici”, Sapelli contesta anche il fatto che, secondo loro, il sistema dei prezzi dia avvisaglie sulle crisi in arrivo, tanto sul fronte industriale quanto sul versante finanziario. Invece: «L’esperienza di oggi, e del passato, ci dimostra che non è vero. Che non ci sono mercati in equilibrio». Altro capo d’accusa: l’ossessione dei montiani per il debito pubblico. «L’economia – sostiene Sapelli – è governata soprattutto dalle leggi della produzione, piuttosto che da quelle della distribuzione». Inoltre, «non è la moneta che fa la circolazione del capitale, ma, al contrario, è la circolazione del capitale che fa la moneta. Dunque, il problema non è mai il debito pubblico, ma la quantità di stock accumulato: che, in termini popolari, si chiama Pil. Prodotto interno lordo».

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Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

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