Tunisia, assassinato leader opposizione democratica Belaid VIDEO

TUNISI – È morto il segretario del Partito dei patrioti democratici Chokri Belaid, ferito questa mattina in un agguato mentre stava uscendo dalla sua abitazione di Tunisi. Secondo le prime notizie,Belaid, è stato ucciso con quattro colpi d’arma da fuoco sparati da breve distanza. Belaid era soprattutto uno dei massimi esponenti di Nidaa Tounes, la formazione politica di recente costituzione e che è la più importante dell’opposizione tunisina. Nidaa Tounes è stata oggetto di numerosi atti di violenza da parte di miliziani della Lega per la protezione della rivoluzione, considerati fiancheggiatori del governo. Le prime informazioni raccolte sul luogo dell’agguato lasciano pensare ad una vera e propria esecuzione.

Un’esecuzione.
Belaid aveva 48 anni e svolgeva l’attività di avvocato. A sparare è stato un esperto di armi, se non addirittura un professionista. Secondo quanto ha riferito alla Tap Mohamed Jmour, presidente del comitato centrale del Partito di Belaid, il politico è stato colpito da quattro proiettili, tre dei quali – alla testa, all’altezza del cuore e alla nuca – lo hanno raggiunto in punti mortali. Il quarto colpo è finito nella schiena di Belaid.


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L’io e la società, senza la politica

ROSSANDA

È diventato di uso comune dire che la politica è stata divorata dall’economia, intendendo con questo che essa non ha più il potere di decidere su temi economici, come i conti pubblici, i movimenti dei capitali, l’ingigantimento della finanza, le direzioni di investimento. Questo è in gran parte vero, a condizione che sia chiaro che essa non è stata spossessata dei precedenti poteri da una guerra esterna o da colpo di stato interno, se ne è spossessata per sua scelta, attraverso regolari leggi dei suoi parlamenti, in genere sollecitate dai suoi esecutivi. Il primato dell’economico è stato insomma una scelta del politico, come erano stati gli accordi di Bretton Woods e il “compromesso capitale-lavoro” dopo la seconda guerra mondiale in Europa. Va ricordato perché l’antipolitica di destra e di sinistra, nella sua alterna polemica con i partiti e il notabilato che ne tiene le redini, ama dimenticarlo. Gran parte delle nuove sigle antipartito che si presentano sulla scena, non solo italiana, si considerano vergini dall’influenza del vecchio notabilato nato nel seno dei partiti o dei sindacati, dando luogo alla corruttela o, quanto meno, ai personalismi oggi imperanti.

La movenza di Alba “Facciamo esprimere tutti prima di decidere qualsiasi cosa” e, non troppo differentemente, di tutti i “Cambiare si può” e della diffidenza di molti movimenti
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