Unione Europea sui semi: la Nuova legge dà “Tutto il potere alle multinazionali” e ai loro “brevetti”

No ai brevetti sulle piante! 
I semi devono restare un patrimonio comune!

Un incredibile regalo fatto ai brevetti e ai titoli di proprietà dell’industria alimentare”, tuona il Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC). Il quale considera la proposta una violenta aggressione ai diritti di agricoltori e giardinieri visto il rafforzamento del controllo burocratico la cui unica conseguenza non può che essere la scomparsa della biodiversità. Una posizione davvero opposta e contraria alle ragioni invocate dalla Commissione Europea circa la volontà di riformare la legislazione esistente. “In questa proposta di legge, si dà ampio spazio alla commercializzazione senza restrizioni sulle piante brevettate. Queste ultime vanno ovviamente a spargersi su tutti i campi, senza alcuna distinzione. Il testo di legge è fatto in questo modo: il contadino, il cui campo è stato inquinato, dovrà pagare una multa all’industria, come se fosse stato lui a rubare i sementi, mentre è proprio quest’ultima che dovrebbe chiamarsi a carico della decontaminazione dei campi dei contadini, tanto più grave è che la maggior parte di queste piante brevettate sono degli OGM nascosti” – ha dichiarato Andrea Ferrante, membro del Comitato di Coordinazione dell’ECVC. Il Coordinamento sostiene poi il diritto degli agricoltori di scambiare i propri semi. Poiché questo rappresenta una prima tappa fondamentale della sovranità alimentare, ma anche la prima condizione dell’esistenza di agricoltori contadini e biologici. Questi scambi sono indispensabili alle selezioni che garantiscono la costante evoluzione della biodiversità. Ed è solo con queste selezioni che si permette l’adattamento locale delle piante all’estrema diversità dei territori e alla crescente variabilità dei climi, senza fare ricorso in modo esagerato a fertilizzanti e pesticidi chimici.

FIRMA LA PETIZIONE

 http://www.avaaz.org/en/petition/We_dont_accept_this_Let_us_keep_our_seeds_EU

La restrizione attuale del mercato europeo (e mondiale WTO)alle sole sementi selezionate  per produrre solo con grandi quantità di prodotti chimici, porta danno alla preservazione della  biodiversità coltivata, alla salute dei consumatori, all’ambiente ed all’autonomia dei contadini. Le  sementi brevettate minacciano di consegnare il diritto all’alimentazione dei popoli alla sete di profitti finanziari di qualche multinazionale. Al contrario, se una riforma è indispensabile ed  urgente, è solo per proteggere le sementi contadine e biologiche.

VOGLIONO BREVETTARE TUTTO
Il vignaiolo non si è mai sognato di brevettare la sua vite innestata! È come se dovessimo pagare i “diritti” sulla torta della nonna, il bollo sulle patate fritte o una tassa a chi si è inventato la ricetta delle melanzane alla parmigiana o al Comune di Capri per la Caprese. In sostanza, i campioni degli organismi geneticamente modificati (Ogm) e dei brevetti sulla natura mettono a punto dei protocolli, ossia una serie di passaggi, incrociando varietà diverse di una specie di pianta, ad esempio.  Prendono questa “ricetta” e la registrano all’Ufficio Brevetti. Dopodiché, diventano monopolisti della produzione di quel vegetale. E così lavorano su due fronti: quello degli Ogm, sfornando semi brevettati che danno piante sterili, obbligando quindi il coltivatore a ricomprare i semi da loro; e quello “biopiratesco” degli incroci naturali brevettati. Il risultato è lo stesso.
La terribile operazione per mettere le mani sulla natura di tutti, compresi i bambini di domani, è già in atto. L’esempio più recente di “biopirateria” non Ogm, che sta sollevando forti reazioni nel mondo, riguarda un melone indiano molto resistente – per sua natura – ad un virus che provoca grossi e sempre maggiori danni alle coltivazioni, in Europa e nel Nord Africa.
MELONI MILLENARI? ROBA LORO!
La Monsanto, leader mondiale degli Ogm, ha preso i semi di una varietà di questo melone coltivato, frutto di selezioni che da secoli fanno i contadini indiani, e li ha incrociati con altri semi, sempre della stessa specie, ma che danno meloni amari poco gradevoli al palato e quindi senza mercato perché non appetibili ai consumatori.
Da questo incrocio Monsanto ha ottenuto un nuovo seme, un ibrido, e lo hanno brevettato presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO). Il brevetto copre anche il metodo per ottenere quel seme.
La cosa ancora più tremenda è che il brevetto si estende automaticamente ai due semi originari. Quindi nessun altro potrà incrociare quei due semi senza pagare le royalties alla multinazionale.
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Sebastiano Isaia

Il punto di vista umano. «Essere radicale vuol dire cogliere le cose alla radice. Ma la radice, per l’uomo, è l’uomo stesso» (K. Marx). «Emancipando se stesso, il proletariato emancipa l’intera umanità» (K. Marx).

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