#Charlie #banlieue Responsabilità politiche #globali: aumento povertà e spinta dei derelitti verso l’#ISIS

French police forces and violence at the baulieu. Riots have raged across France for more than two weeks and recently spread into Germany and Belgium.

Sarebbero diverse migliaia i cittadini francesi che negli ultimi tre anni hanno deciso di lasciare la propria casa per raggiungere il Nord Africa o il Vicino Oriente per partecipare alle guerre civili o ai conflitti politici armandosi con le fazioni del variegato mondo dell’islamismo radicale. Nel caso della guerra civile in Siria le cifre aumentano, segnalando l’impennata di partecipazione di cittadini della Republique tra le fila dell’ISIS. Al di là degli strilli e del chiacchiericcio mainstream, davanti a quanto accaduto nella redazione del settimanale Charlie conviene, per un punto di vista antagonista, porsi anche la domanda su chi e perché nella Francia (ma si potrebbe parlare anche della Gran Bretagna) degli anni 00 decide di lasciarsi alle spalle la vecchia vita per imbracciare il fucile aderendo al progetto politico dell’ISIS?

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25 NOVEMBRE GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Non si può parlare di questo come un argomento a parte. Uomo e donna sono i due generi primariamente costitutivi delle civiltà di tutto il mondo. Queste civiltà dovrebbero essere definite tali quando i due generi possono convivere e condivider a rendere il mondo migliore attraverso il rispetto reciproco. La violenza e la sopraffazione invece contraddistinguono  da millenni le comunità sociali obbligando,  prima con la forza fisica, poi con quella del potere sociale, del potere finanziario, del potere politico, le persone gentili, generose, sensibili ad assogettarsi a quelle più vili, più feroci, più insensibili ed egoiste. E questo sembra essere non una eccezione ma la normalità nei media, nelle istituzioni, anche quando a parole affermano l’esatto contrario. Non sono solo le donne a pagare ma loro per prime e di più! Tutti i passi politici importanti succedutisi nel corso degli ultimi secoli sembravano via via andare gradualmente verso il riconoscimento del rispetto della persona, delle donne in particolare, come bene supremo sia fisico che morale. E invece i fatti dicono altro e sembra esserci, nelle ultime decine di anni, una regressione continua; al punto tale da non essere più comprensibile per i più quale disegno, quale cambiamento si stia tracciando attraverso azioni politiche-economiche-tecniche numerosissime e velocissime del nostro tempo. Le crisi, spiegate spesso da uomini soprattutto come eventi necessari fino a giustificare guerre e peggio, ormai globali e contemporaneamente inacessibili alle persone semplici perchè non controllabili localmente e direttamente, stanno portando ad un saccheggio dei principi cardine di una società fatta di persone, donne e uomini, sostituendoli con una “cosa”: il diritto alla proprietà e al profitto monetario come principio regolatore del mondo. E non la si può più chiamare guerra ma “CRISI ECONOMICA”, QUINDI RESPONSABILITA’ DI NESSUNO. Credo che il mondo delle donne possa per primo opporsi a questo disegno… capire quali sono gli alleati veri anche tra gli uomini.. e rivendicare il diritto a CAMBIARE ROTTA.

di Donapatri

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