Pino Daniele la storia di un uomo e un artista dalla sensibilità straordinaria

La sua continua ricerca musicale,  pregna di impegno politico e sociale, sempre al passo con i tempi; ha segnato negli anni un’evoluzione artistica continua e originale, in un alternarsi di successi; tra il tripudio del pubblico e le numerossissime collaborazioni con artisti di fama mondiale tra i quali Pat MethenyJovanottiEros RamazzottiChick Corea e molti altri.

La sua è stata una  energia vitalissima e pulsante all’interno di una scena cantautorale che, dopo il periodo del massimo impegno politico e della ballata protestataria voce, chitarra e quattro accordi, cercava punti di riferimento nuovi,  sonorità ed arrangiamenti maggiormente  curati e sofisticati, una struttura di canzone più rifinita ed evoluta soprattutto  armonicamente. Ecco Pino Daniele è stato soprattutto questo: un musicista dalla sensibilità straordinaria, con un gusto melodico  geniale che ha fatta sua la lezione del jazz, del funky, del soul come dei classici partenopei e ha saputo fondere tutto mirabilmente con l’incredibile forza della sua ispirazione in una forma di song originalissima e ariosa, potente ed ecumenica, alta  e popolare.

Buon viaggio e grazie!

 

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Jannacci: muore un artista

Scontato parlare di un artista alla sua morte. Ma per chi, come me, è vissuto negli anni della protesta ma anche della “creatività al potere” sente queste perdite come una parte di sè che se ne va… in un mondo dove di arte, di persone, di bellezza pare si sia “perduta la strada”, immersi in un sistema che mercificando tutto sta distruggendo il mondo e ormai anche il sistema stesso.
Jannacci Vincenzo il “matto” senza regole, cantava delle persone, cantava delle storie. Cantore di una periferia grigia e desolata del mondo e della società, interprete empatico di un’umanità scomoda, irregolare, stracciona e disperata, fatta di barboni, di disadattati, di fuori-di-testa. Con ironia, in modo surreale, cantava la verità del suo sentire senza mediazioni, in modo forte. E questo non sottrarsi alla comprensione di sè, della realtà, con la voglia di comunicarcelo dimostrava il suo impegno di uomo “libero”.

“La sera che me ne andrò anch’io

diranno che dovevo andare

diranno che non vado a star male

ma io so già che là non si sta così.”

30 marzo 2013

Donatella Mardollo

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