Turchia: ha permesso il passaggio di armi e miliziani islamisti per anni e ora vuole rovesciare Assad con le stesse accuse (vere?)

ragioni_economiche_guerra

Oggi è giunto il plauso Usa alla decisione turca: “Accogliamo le dichiarazioni del ministro degli Esteri”, ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, seppure a ieri sera nessun peshmerga avesse ancora messo piede a Kobane, hanno fatto sapere i kurdi siriani in città. Il dialogo tra Washington e Ankara non cessa, con la Casa Bianca impegnata a fare ancora pressioni sugli alleati perché intervengano in modo più massiccio.

Un intervento che per Ankara è condizionato: in un articolo pubblicato ieri sul The Guardian, il ministro degli Esteri turco Cavusoglu ha ricordato che, seppure “la Turchia sarà sempre in prima linea nella lotta al terrore” e sebbene “abbia aperto i propri confini ai rifugiati di Kobane e […] facilitato il passaggio dei peshmerga”, quello che resta necessario è “una strategia chiara”. Contro chi? Contro Assad: “L’Isis è il prodotto di un più grande demonio – scrive Cavusoglu – Non solo il terreno fertile offerto dall’instabilità in Siria, ma anche l’ardente sostegno del regime ha aiutato i gruppi terroristici a crescere. Il regime è stato il padrino dell’Isis con l’intenzione di sradicare le opposizioni siriane insieme alle legittime domande del popolo siriano”.

Dimenticando il ruolo avuto dal suo stesso paese che in quasi quattro anni di guerra civile ha permesso il passaggio di armi e miliziani islamisti in territorio siriano, Ankara insiste sul ruolo di Damasco. Questo l’obiettivo dichiarato: rovesciare Assad e assumere il ruolo di guida mediorientale, un target per ora sempre fallito dal presidente Erdogan.

Da parte loro, gli Stati Uniti hanno sganciato domenica su Kobane armi e munizioni a favore delle Unità di protezione popolare kurde. Non senza errori: ieri l’esercito Usa ha ammesso di aver bombardato alcuni aiuti militari lanciati il giorno prima vicino Kobane, perché troppo vicini ad una postazione Isis. Distrutti per non farli cadere in mano islamista.

– See more at: http://nena-news.it/isis-iraq-e-siria-terreno-di-confronto-tra-turchia-e-iran/#sthash.yonMMaNM.dpuf

Annunci

Siria. Ministro Terzi guerrafondaio e contradditorio.Vicepremier russo Rogozin dice ni!

Il ministro italiano del governo tecnico Giulio Terzi è fra quelli che fomentano la guerra in Siria, ultimamente anche riconoscendo come unico rappresentante del popolo siriano una Coalizione di oppositori nata in Qatar e alleata dei gruppi armati (e questo proprio nei giorni in cui a Damasco una autobomba esplosa vicino a una caserma e a un asilo uccideva donne e bambini).

Per protestare contro la politica di guerra del governo tecnico da nessuno eletto, il 12 a Roma la Rete No War e a Milano il Comitato contro la guerra hanno manifestato (vedi foto).

Ma per dire allo stesso Terzi che “il re che fomenta la guerra è nudo”e possibilmente dirglielo di fronte al vicepremier russo Dmitrij Rogozin che era in visita a Roma nell’ambito dei rapporti economici.
(altro…)

I tentacoli degli Stati Uniti in Africa, strategia imperialista di dominio mondiale! (in italiano)

Gli Stati Uniti d’America stanno consolidando la presenza militare nel Golfo di Guinea e in tutta l’Africa, nel quadro della loro strategia imperialista di dominio mondiale.

Il presidente Obama ha nominato un nuovo comandante di Africom, il comando militare degli USA in Africa. A succedere al generale Carter Ham è stato scelto il generale David Rodrigues, uno dei più importanti militari in attività e fino ad ora non coinvolto in nessun scandalo. Il segretario della Difesa Leon Panetta ha elogiato Rodrigues, affermando che “è un leader con prove date”, ha svolto incarichi di comando sul campo di battaglia ed è stato uno degli architetti della strategia in Afghanistan. Panetta ha avuto anche parole simpatiche per Ham, affermando che ha dato ad Africom “un ruolo centrale in una regione piena di sfide”.

Non sorprende la priorità che Washington attribuisce al comando per l’Africa. In funzione dal 2008, con il quartier generale “provvisorio” a Stoccarda e con una base a Gibuti, Africom è responsabile delle relazioni militari degli USA con 54 paesi e delle partnership per “rafforzare la sua capacità di difesa”. Si propone di “combattere il terrorismo, il traffico di droga e la pirateria”, “aumentare la sicurezza marittima” e “prevenire i conflitti nel continente”. In altre parole, è il braccio armato dell’Impero in Africa, già con operazioni – più o meno discrete – in Somalia, in Uganda, Ruanda e Congo.
(altro…)

Comprando #armi .. lo Stato si indebita e il voto del Parlamento è solo consultivo

L’acquisto di armamenti avviene in sordina.

Si sfoglia un depliant e si sceglie il modello aereo o elicottero, siluro o sistema di puntamento.

Tutto è presentato con il codice rosso dell’emergenza, il voto del Parlamento è solo consultivo

di Daniele Martini | 13 gennaio 2013

Dal welfare al warfare. In sordina, il più possibile lontano dai riflettori, ma con un’accelerazione recente, l’Italia da paese che impegna le sue forze per la protezione sociale e il benessere (welfare), sta diventando uno Stato che si indebita per le armi (warfare). Lo smottamento avviene a colpi di sterzate decisioniste, con un sistema che tra il serio e il faceto nell’ambiente è chiamato il “depliant”, come quegli opuscoli consegnati nelle agenzie di viaggio per invogliare i clienti a prenotare le vacanze o i volantoni dei supermercati con le offerte di pelati e braciole. Con il depliant delle armi, l’Italia ha comprato costosissimi sistemi d’arma, aerei, elicotteri, sottomarini, la bellezza di 71 programmi di armamento, a colpi di 3 miliardi e mezzo di euro all’anno, a volte anche 4, senza contare gli investimenti di difficile quantificazione inseriti nel bilancio del ministero dello Sviluppo economico.
(altro…)

Sparatoria in Pennsilvanya! 21 dicembre 2012

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, gli spari avrebbero fatto quattro vittime, incluso il killer, e ferito tre agenti della polizia.

La sparatoria si è verificata a Frankstown Township, in Pennsylvania, riferisce il quotidiano locale “Altoona Mirror” citando il procuratore distrettuale della contea di Blair, Richard Consiglio.
Le vittime sono il killer, due altri uomini e una donna.
Gli agenti sono rimasti feriti durante uno scontro a fuoco con il sospetto killer.

La lobby delle armi ha rotto il silenzio sulla tragedia di Sandy Hook. Ma la sua proposta è quella di affidare la protezione degli studenti e dei bambini ai proiettili: guardie armate appostate davanti a ogni scuola.
“I mostri del mondo”, ha detto il vicedirettore della National Rifle Association (NRA)¹, Wayne LaPierre, “approfittano del fatto che le scuole sono spesso considerate zone vietate alle armi. L’unica cosa che ferma un cattivo con una pistola è un buono con una pistola.
Nuove leggi, invece, non servono, perché esistono già migliaia di norme sulle armi”. Al contrario, l’amministrazione Obama si è impegnata a sostenere da gennaio almeno alcune nuove misure restrittive, quali la messa al bando di fucili e pistole d’assalto, armi da guerra, e di caricatori ad alta capacità. Il vicepresidente Joe Biden ha ricevuto l’incarico di guidare l’iniziativa.
(altro…)

Violenza armata negli Stati Uniti d’America

Stephen-Lendman-

Stephen Lendman

di Stephen Lendman
 
Global Research, 16 dicembre 2012
http://www.globalresearch.ca/gun-violence-in-america/5315892
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Il possesso di armi da parte di civili negli Stati Uniti è il più alto nel mondo. Lo Yemen si posiziona al secondo posto. Tuttavia, gli Stati Uniti raddoppiano le dimensioni del livello yemenita.

È gioco forza che sia conseguente la violenza armata.  Endemica negli Stati Uniti d’America!
(altro…)

40 anni fa il Parlamento approvava la legge sull’obiezione di coscienza. Ieri un altro Parlamento ha approvato una legge di segno opposto.

Seduto accanto alle donne…

di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace
Ieri sera il Parlamento ha approvato la legge che delega al prossimo governo la riforma delle Forze Armate. Ho ascoltato le ultime battute di questa vicenda seduto accanto alle donne che si portano sulle spalle il peso intero di una famiglia che non ce la fa, a quelle che fanno due/tre lavori per arrivare a fine mese, agli uomini disperati a cui è stato tolto il lavoro e che oggi si sentono uno zero, ai dipendenti e artigiani che stanno lottando con le unghie e con i denti per difendere il proprio lavoro, ai nuovi poveri che fanno la fila alle mense della Caritas e provano vergogna per quello che non avevano mai immaginato di dover fare, ai giovani che trovano le porte chiuse dell’università e del mondo del lavoro, alle famiglie di anziani che stanno sempre peggio, a quelle che sostengono delle persone con disabilità e sono state lasciate sole. E oggi sono ancora qui, seduto accanto a loro, a cercar di dare un senso a quello che è successo. Ma un senso non c’è.
(altro…)

agiamosubito

agiamosubito

Ragazzi per il bene comune Youth for the common good

Sostenibilità - Sustainability - Nachhaltigkeit - Sostenibilidad

Sebastiano Isaia

il punto di vista umano

in evidenza

agiamosubito

notav.info

agiamosubito

micromega-online

agiamosubito

LIBRE

agiamosubito

IxR

Cerca, Conosci, Condividi

il manifesto

agiamosubito

Contropiano

agiamosubito

agiamosubito

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: