L’Argentina in default: approfondiamo!

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Ricapitoliamo: nel 2001 l’Argentina (pagando l’errore di agganciare la sua moneta al dollaro per tentare di non svalutarla) fece crack. In piena rovina, cessò i pagamenti sul debito sovrano, pari 80 miliardi di dollari. I possessori di titoli del Tesoro argentino, per lo più, nel corso di lunghe trattative, si sono accontentati di ricevere il molti anni dopo 30 per cento, condonando il 70%. Non così Paul Singer, miliardario ebreo-americano possessore di un fondo speculativo, lo Elliott Capital Management: costui, dopo il crack, ha comprato da creditori titoli di debito argentino per 220 milioni di dollari a prezzi stracciati, pagandolo soltanto 49 milioni, meno di un quarto del suo valore facciale: dopodiché, s’è appellato ai tribunali americani per esigere il pagamento pieno dei titoli in suo possesso. Valore che, dopo 13 anni, è salito 832 milioni.

È il modus operandi tipico dei «Fondi Avvoltoio», che si nutrono di cadaveri. O più precisamente, che pretendono la polpa dagli ossami dei cadaveri dentro cui puntano i loro becchi. Singer – con l’appoggio delle leggi e tribunali americani – è riuscito a spolpare il poverissimo Congo nel 2002, obbligandolo a pagargli 90 milioni di dollari per i 20 milioni di titoli di debito pubblico congolese in suo possesso, e prima aveva obbligato il Perù a versargli 58 milioni per gli 11 milioni di titoli sovrani peruviani che aveva raccattato.

Per l’Argentina, i profitti attesi dall’avvoltoio sono molto maggiori.  (altro…)

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Chiesa e Bergoglio durante la dittatura argentina

CHE RIPULITA ..FRANCESCO I! INFORMAZIONE COMPLICE

L’isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina di Horacio Verbitsky
Venticinque anni dopo, nel febbraio del 2001, Giovanni Paolo II fece di Bergoglio il decimo cardinale nella storia argentina, e nel 2005 Bergoglio fu il candidato che contese fino all’ultima votazione a Joseph Ratzinger la successione al soglio papale, la qual cosa non poté che accrescere l’importanza di affrontare quell’oscuro episodio e portare alla luce la verità nascosta dietro le apparenze.

videla e cardinale bergoglio

Dopo l’uscita di scena di Benedetto XVI, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio diventa papa con il nome di Francesco I. Subito dopo la sua elezione si sono scatenate le polemiche. Bergoglio, che tra il 1973 e il 1979 fu la massima autorità gesuita in Argentina, è accusato di collusione con la dittatura argentina di Videla che si è macchiata della scomparsa e della morte di migliaia di uomini e donne considerati “sovversivi” rispetto al regime. Il libro di Horacio Verbitsky, uno dei più autorevoli giornalisti argentini, da sempre impegnato a denunciare i crimini del regime militare, ricostruisce il coinvolgimento di Bergoglio attraverso ricerche d’archivio sconcertanti e le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti dei desaparecidos.
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Papa Francesco e l’eredità di Chavez

Ipotesi di scenari futuri (già visti nella storia)

….chi è? Pinochet

L’eredità di Chavez è pesante ed il regime sociale venezuelano (che con Chavez ha avuto un orientamento di sinistra) è fortemente contraddittorio: il Compagno presidente ha avviato un grandioso processo di riforme sociali, ha posizionato il Venezuela fra gli Stati antimperialisti, ha fronteggiato in modo coraggioso gli Stati Uniti e l’entità sionista ( basta vedere il ruolo del Mossad nell’appoggio agli squadroni della morte in paesi come il Messico, la Colombia o il Nicaragua ), principali potenze imperialistiche.
Il governo venezuelano ha tagliato le unghia alle multinazionali americane, ha schiacciato l’oligarchia antinazionale, però rimanon è riuscito ad impedire che sacche di borghesie nazionali si fondessero con gli apparati burocratici dello Stato.
Con tutta probabilità gli elementi contraddittori del chavismo daranno vita a movimenti contrapposti: avremo un chavismo di sinistra che potrà fare un fronte unico politico e militare con i movimenti guerriglieri che combattono nel continente latino-americano solidarizzando con le FARC, il Movimento dei senza terra in Brasile o l’EZLN in Messico, ed un chavismo di destra che si riconcilierà con l’imperialismo yankee.

Stefano Zecchinelli

La morte di Hugo Chavez è un duro colpo per le masse popolari venezuelane ma il processo storico della Rivoluzione bolivariana è tutt’altro che finito. La storia la fanno le masse ed i grandi leader non fanno altro che dare una forma alle ambizioni popolari; il Compagno presidente ci ha lasciati però il blocco storico del chavismo resta fortemente radicalizzato su posizioni nazionaliste e socialiste.

2. 13 marzo 2013, viene eletto come nuovo papa Jorge Mario Bergoglio, non oppositore/sostenitore della giunta militare serva del Fondo Monetario Internazionale; un personaggio dall’oscuro passato.
Le analogie fra l’elezione di Woytila e quella di Bergoglio sono notevoli: (1) entrambi vicini alla estrema destra polacca (Woytila) ed argentina (Bergoglio); (2) se negli Stati operai dell’est l’elemento destabilizzante interno fu una controrivoluzione dei ceti medi, in America Latina restano forti le borghesie nazionali e non del tutto vinte le borghesie compradore antinazionali.
Anche in questo caso annoterei due cose che mi sembrano importanti: (1) Usa e Russia stanno cercando degli accordi sulla questione Medio Orientale (Siria, Iran, Libano, ecc …), questo significa che lo scontro in quella geo-zona per il momento è rimandato (come sostiene lo stesso Thierry Meyssan); (2) l’imperialismo americano, con tutta probabilità, per un periodo relativamente breve (a) aumenterà le pressioni sugli Stati capitalistici europei, (b) rispolvererà la Dottrina Monroe cercando di riconquistare l’America Latina.

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HABEMUS PAPAM: Francesco, ma che storia ha?

Francesco I il Papa Argentino questa volta ce l’ha fatta nonostante accuse chiare di complicità con il golpisti torturatori argentini

Su di lui cadono le ombre della complicità con i militari argentini per la desapariciòn di alcuni sacerdoti e dell’ appoggio al metodo repressivo. Non va dimenticato che i cappellani militari confortavano con passi della bibbia i militari che tentennavano davanti agli ordini superiori di buttare prigionieri indifesi in mare dagli aerei.
Bergoglio è un prelato della Compagnia del Gesù tradizionalmente conservatore tanto da aderire in gioventù ad un movimento integralista cattolico denominato Guardia di Ferro fondato da un militare antisemita rumeno. Partecipa poi al rinnovamento della chiesa in seno al Concilio Vaticano II e, come gran parte dei sacerdoti in America Latina, negli anni ’70 abbraccia la Teologia della Liberazione, il movimento progressista cattolico a favore dei poveri e del loro riscatto.

Le dittature militari vedono però il nuovo movimento religioso come pericoloso focolaio comunista e il loro avvento al potere porta Bergoglio, insieme ad altre alte personalità ecclesiastiche, ad abbandonare la strade di riscatto per i poveri per arroccarsi su posizioni conservative. Contemporaneamente raggiunge i vertici della Compagnia del Gesù e mette in guardia i suoi membri perché abbandonino le idee della Teologia della Liberazione e il lavoro che stanno svolgendo nelle favelas con i poveri. Con ciò lascia intendere che avrebbe abbandonato al loro destino coloro i quali non avessero obbedito.
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TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

– DI MAURO BOTTARELLI

Tic tac, tic tac… No, non si tratta di caramelle ma del conto alla rovescia che è cominciato per l’Argentina. Fitch ha infatti tagliato il rating di lungo termine di Buenos Aires da B a CC, cinque gradini di downgrade e abbassato quello di breve termine a C da B, un solo notch dal default. A pesare, ovviamente, la sentenza del Tribunale distrettuale di Manhattan che ha obbligato l’Argentina a pagare entro il 15 dicembre un miliardo e 300 milioni di dollari dovuti agli hedge funds che non sottoscrissero la ristrutturazione del debito del 2002.

Se l’Argentina non paga, si bloccano anche i pagamenti delle scadenze dei bonds ristrutturati e si arriva al default tecnico ma se paga in pieno gli hedge funds, si faranno avanti anche gli altri detentori di debito per ottenere immediato pagamento, un esborso da 11 miliardi di dollari.

Nella nota che ha accompagnato il downgrade, Fitch ha sottolineato anche . Per ora sia Standard&Poor’s che Moody’s, sembrano voler mantenere i loro rating sull’Argentina – entrambi cinque gradini al di sopra del default – ma la mossa di Fitch potrebbe accelerare un cambio di idea. E offrire una sponda non da poco alla sentenza newyorchese e agli hedge funds.

TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

Riemerge lo spettro del default. Per un Paese, il primo e l’unico al mondo dove il crollo del debito sovrano sotto i colpi della finanza mondiale, ha visto una risposta positiva del nuovo governo che, rinegoziando il debito, ha superato la crisi con l’intervento dello stato in economia e nel sociale. Ora un giudice di New York ha sentenziato: il 15 dicembre Buenos Aires deve pagare per intero gli speculatori che non hanno rinegoziato.
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Nominare il nuovo conflitto sociale argentino

24 / 12 / 2012
Intervista a NEKA JARA e ALBERTO SPAGNOLO – di MAURA BRIGHENTI

In questi giorni il taller Hacer Ciudad de la Cazona de Flores di Buenos Aires sta articolando una proposta politica di incontro rivolta alle organizzazioni e ai movimenti sociali intorno all’emergenza di un “nuovo conflitto sociale”. La necessità di un incontro – che vuole essere, al tempo stesso, un momento di analisi, di costruzione di rete e di nuove pratiche e strumenti di lotta – nasce dall’elaborazione seguita a tre eventi particolarmente cruenti: l’incendio della casa di Neka e Alberto nel quartiere di Florencio Varela, nel conurbano sud di Buenos Aires, per mano di una banda di narcotrafficanti e con l’appoggio della polizia[1]; l’assassinio di tre ragazzi del Frente Popular Diego Santillán a Rosario, attribuito a una banda di narcotrafficanti[2]; le reiterate aggressioni a militanti del Movimiento Campesino di Santiago del Estero (MOCASE – Via Campesina) da parte di bande legate all’agro-negocio che ha portato all’assassinio di almeno due contadini nell’ultimo anno: Cristian Ferreyra e Miguel Galván. Gli impresari legati alla produzione e al commercio della soia offrono denaro alle famiglie perché “liberino” i terreni e assoldano giovani delle stesse comunità perché minaccino, colpiscano e uccidano chi resiste alla spoliazione della terra. La loro azione criminale e l’impunità di mandanti ed esecutori è assicurata dalla copertura di polizia, giudici e potere politico locale[3]. Pur inserendosi in contesti diversi, queste situazioni di conflitto mostrano un inquietante tratto comune. Emergono come il volto oscuro, e reso invisibile, dell’attuale modello di accumulazione post-sviluppista e neoestrattivista e della complessa ristrutturazione delle mappe di potere e di controllo sociale da esso generata.
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