TTIP e i diritti delle persone: un trattato che non mette al centro i beni comuni ma gli interessi privati

la Commissione Europea e gli Stati Uniti sono impegnati nella stesura a porte chiuse di un accordo transatlantico per il libero commercio e la libertà degli investimento (TTIP). I temi dei negoziati non sono stati diffusi dall’Ue all’opinione pubblica e neanche hanno interrogato moltissime Ong meno che mai le popolazioni, hanno visto coinvolti invece oltre 600 rappresentanti delle multinazionali. Il Trattato di Libero Scambio risponde infatti solo e soltanto agli interessi economici e alla fama di profitti delle grandi lobbies, a costo di svendere la salute dei cittadini, la sicurezza alimentare, i beni comuni e la democrazia.

Si vuole costruire la zona più grande di libero scambio sull’intero pianeta e -spiega la Commissione Europea- “la più grossa barriera al commercio e agli investimenti non è il dazio pagato alle frontiere, ma sono le cosiddette ‘barriere non tariffarie’. L’obiettivo dell’accordo è abbattere queste barriere in Europa come negli USA armonizzando le differenti normative in materia economica, ciò significa permettere alle imprese di speculare sulla vita di tutte e tutti i cittadini, muovendo senza alcun vincolo capitali, merci e lavoro per tutto il globo. 

L’accordo dovrebbe chiudersi entro il 2014 e rappresenta il nuovo e ancor più massiccio attacco ai diritti sociali e del lavoro, ai beni comuni e alla democrazia, dopo i tentativi già portati avanti con l’accordo multilaterale sugli investimenti (Mai) negli anni ’90 e con la direttiva Bolkestein nello scorso decennio, contro i quali si era costruita una fortissima ed efficace mobilitazione sociale.

Per approfondire: su sbilanciamoci.info “Il trattato intrattabile”, su comune-info.net “Liberalizzazioni dalla A al TTIP”

La campagna contro il trattato è partita a febbraio:

STOP-TTIP! Fermiamo il trattato di liberalizzazione commerciale USA-UE! (bozza di piattaforma da implementare ed emendare)

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente in discussione, è qualcosa di più di un semplice negoziato di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale delle lobbies economiche e dei poteri forti su quello che rimane dei diritti del lavoro, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria e il tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione verso l’alto.

I negoziati TTIP, lanciati ufficialmente nel luglio 2013 e portati avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una loro possibile conclusione a fine 2014, disegnano un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese.

Tra i principali obiettivi del negoziato c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata, grazie alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto. Qualsiasi regolamentazione pubblica, con la scusa della tutela della competizione e degli investimenti, rischierà di essere messa in secondo piano dietro alle esigenze delle aziende e dei mercati.

Per questo, come movimenti sociali e organizzazioni della società civile italiana, abbiamo deciso di mobilitarci per opporci a un disegno politico che ha nella tutela e lo sviluppo dei mercati e dei mercanti il suo obiettivo principale. Ci appelliamo a tutte le forze sociali e sindacali del nostro Paese, perchè convergano su una mobilitazione comune per fermare il negoziato TTIP esattamente come successe alla fine degli anni ’90 con l’Accordo Multilaterali sugli Investimenti.

Alcuni buoni motivi per fermare il TTIP:

  • Sicurezza alimentare: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e più in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane e internazionali, potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”;
  • Gas di scisto: il fracking, già banditi in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare un diritto per le compagnie estrattive, che potrebbero a quel punto chiedere danni agli Stati che impedissero le loro operazioni;
  • Acqua ed energia: sono settori a rischio privatizzazione. Tutte quelle comunità che si dovessero opporre potrebbero essere accusate di distorsione del mercato
  • Servizi pubblici:  il TTIP limiterebbe il potere degli Stati nell’organizzare i servizi pubblici come i trasporti, i servizi idrici, educativi e ridurrebbe il principio dell’accesso universale a tutto beneficio di una privatizzazione;
  • Libertà e internet: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stat Uniti, autorizzando in questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private
  • Finanza: il trattato comporterebbe l’impossibilità di qualsivoglia controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanzairia
  • Diritti del lavoro: la legislazione sul lavoro, già drasticamente deregolamentata dalle politiche di austerity dell’Unione Europea, verrebbe ulteriormente attaccata in quanto potrebbe essere considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere
  • Democrazia : il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da parte degli enti locali

Promotori (al 19/02) ALTRAMENTE, ARCI, ASSOCIAZIONE BOTTEGHE DEL MONDO, A SUD, ATTAC  ITALIA , COMUNE-INFO, COSPE, ENNEENNE, FAIRWATCH, FONDAZIONE CERCARE ANCORA, FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, MUNICIPIO DEI BENI COMUNI, RE:COMMON, REORIENT, SCUP, YAKU, RETE DELLA CONOSCENZA

da rete della conoscenza

Integriamo con una VIDEOCONFERENZA Lista Tsipras  su DIFESA DELLA DEMOCRAZIA , DEL LAVORO E DEI BENI COMUNI IN ITALIA E EUROPA pubblicata nel sito radioradicale.it

http://www.radioradicale.it/scheda/416655

 

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