Papa Francesco e l’eredità di Chavez

Ipotesi di scenari futuri (già visti nella storia)

….chi è? Pinochet

L’eredità di Chavez è pesante ed il regime sociale venezuelano (che con Chavez ha avuto un orientamento di sinistra) è fortemente contraddittorio: il Compagno presidente ha avviato un grandioso processo di riforme sociali, ha posizionato il Venezuela fra gli Stati antimperialisti, ha fronteggiato in modo coraggioso gli Stati Uniti e l’entità sionista ( basta vedere il ruolo del Mossad nell’appoggio agli squadroni della morte in paesi come il Messico, la Colombia o il Nicaragua ), principali potenze imperialistiche.
Il governo venezuelano ha tagliato le unghia alle multinazionali americane, ha schiacciato l’oligarchia antinazionale, però rimanon è riuscito ad impedire che sacche di borghesie nazionali si fondessero con gli apparati burocratici dello Stato.
Con tutta probabilità gli elementi contraddittori del chavismo daranno vita a movimenti contrapposti: avremo un chavismo di sinistra che potrà fare un fronte unico politico e militare con i movimenti guerriglieri che combattono nel continente latino-americano solidarizzando con le FARC, il Movimento dei senza terra in Brasile o l’EZLN in Messico, ed un chavismo di destra che si riconcilierà con l’imperialismo yankee.

Stefano Zecchinelli

La morte di Hugo Chavez è un duro colpo per le masse popolari venezuelane ma il processo storico della Rivoluzione bolivariana è tutt’altro che finito. La storia la fanno le masse ed i grandi leader non fanno altro che dare una forma alle ambizioni popolari; il Compagno presidente ci ha lasciati però il blocco storico del chavismo resta fortemente radicalizzato su posizioni nazionaliste e socialiste.

2. 13 marzo 2013, viene eletto come nuovo papa Jorge Mario Bergoglio, non oppositore/sostenitore della giunta militare serva del Fondo Monetario Internazionale; un personaggio dall’oscuro passato.
Le analogie fra l’elezione di Woytila e quella di Bergoglio sono notevoli: (1) entrambi vicini alla estrema destra polacca (Woytila) ed argentina (Bergoglio); (2) se negli Stati operai dell’est l’elemento destabilizzante interno fu una controrivoluzione dei ceti medi, in America Latina restano forti le borghesie nazionali e non del tutto vinte le borghesie compradore antinazionali.
Anche in questo caso annoterei due cose che mi sembrano importanti: (1) Usa e Russia stanno cercando degli accordi sulla questione Medio Orientale (Siria, Iran, Libano, ecc …), questo significa che lo scontro in quella geo-zona per il momento è rimandato (come sostiene lo stesso Thierry Meyssan); (2) l’imperialismo americano, con tutta probabilità, per un periodo relativamente breve (a) aumenterà le pressioni sugli Stati capitalistici europei, (b) rispolvererà la Dottrina Monroe cercando di riconquistare l’America Latina.

In questo caso l’accordo Obama-Putin sulla gestione comune della polveriera medio-orientale farebbe il verso all’accordo Reagan-Deng sull’isolamento della Unione Sovietica. La Russia smetterebbe di sostenere i governi progressisti latino-americani e gli Usa, da un lato, rinuncerebbero alla destabilizzazione della Siria ( magari ridimensionando Israele) e, dall’altro lato, aumenterebbero la loro morsa a sud del continente. Resta aperta la questione iraniana ma, come ho già detto, quello che potrebbe avvenire in Medio Oriente è solo una tregua: l’Iran, resta uno dei nemici principali  degli Stati Uniti.
Ecco che entra in gioco Bertoglio: Woytila in Polonia è stato il referente degli atlantici, ed ha tenuto compatto il blocco reazionario di Solydarnosc con l’adesione all’americanismo; Bertoglio, in nome del ripristino della Dottrina Monroe, riconcilierebbe le forti borghesie nazionali ( con la loro base sociale ) con le borghesie compradore ridotte ai minimi termini. Per la seconda volta gli Usa si affidano ad un mediatore politico  con la tonaca da prete !
Insomma, nonostante abbiamo un elemento di destabilizzazione interno molto diverso, la tattica politica adottata dall’imperialismo è uguale a quella adottata oltre trenta anni fa: in Sud America difficilmente gli yankee creerebbero un movimento reazionario di massa come Solydarnosc quindi si trovano costretti a fare leva su dei comunicatori ‘politici’ capaci di riconciliare il fronte borghese ( borghesie compradore e borghesie nazionali ). Sembrerà paradossale ma l’unità della borghesia apre le porte alla penetrazione imperialistica essendo tutte le borghesie ( una volta eliminati gli attriti interni ) una agenzia dell’imperialismo più forte, quello a stelle e strisce.

l’imperialismo prepara la sua offensiva eppure, in questa circostanza, gli yankee alleati con i pretoni in camicia nera potrebbero trovarsi davanti reazioni popolari difficili da gestire. Il papa  può starne certo: l’America Latina non finirà come la Polonia !

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