ELEZIONI ITALIANE: SPECULAZIONI E RICATTI FINANZIARI MENTRE NEL SILENZIO CROLLA LA GRAN BRETAGNA

Antefatto… segue articolo

INFORMAZIONE PILOTATA SU ARGOMENTI UTILI A

CONTROLLARE LA POLITICA INTERNA ED ESTERA E

RENDERLA SUCCUBE DELLA FINANZA GLOBALE

Con depistaggi vari, attraverso i mass-media,

attraverso false crisi finanziarie, con  i giochi di borsa e dello spread,

attraverso voti di scambio e tanto altro

si cerca  in ogni modo di fermare proteste e scelte delle politiche di rottura con il “pensiero unico”,

che vuole carpire  la vita, i diritti e  la felicità delle persone obbligandole ad assolvere ad un unico ruolo: quello di consumatori;

produttori di utili e profitti per chi ha capitali e potere (compresi gli armamenti – si vedano tutti i conflitti che alla base hanno sempre

interessi economici)

di Mardollo

….

Il debito infinito

Lo strumento usato per creare questi necessari squilibri è il debito infinito. Uno strumento che getta l’intera umanità, per il solo fatto di partecipare al suo gioco, dentro l’incantesimo della scarsità, facendola confrontare ogni giorno con le sue più profonde paure e fragilità, trasformando quello  che  potrebbe  essere  un  paradiso  in  un  inferno  e  soprattutto  riducendola  in  schiavitù; 

una  schiavitù  moderna  senza  sbarre  o  costrizioni  fisiche,  ma  forse  per  questo  più  dolorosa  e difficilissima da smascherare.

Il denaro è l’attore principale di questo dramma e noi le vittime designate.

Il denaro, contrariamente a quello che dovrebbe essere, ovvero uno strumento che agevola gli scambi, è considerato una merce il cui prezzo è il tasso di interesse. Una merce, lo sanno tutti, deve essere scarsa per avere una domanda sempre elevata ed avere così un costo elevato ed è proprio quello che accade al denaro che è reso artificialmente scarso per alzare il suo prezzo, ovvero i tassi di interesse. Quando la domanda cala ed è sempre perché il debito diventa insostenibile, anche il suo prezzo – il tasso di interesse – ovviamente cala per renderlo più appetibile, ma il risultato è sempre quella sensazione di affanno e di scarsità che è necessaria per la sopraffazione del genere umano, mentre il creditore continua incessantemente a succhiare energia vitale dall’intera umanità.

Il debito ricordiamoci che chiede sempre qualcosa di più di quello che dà e se ci rendiamo conto che nessuno mette in circolazione quanto sarebbe necessario per rifondere gli interessi, essendo tutto il denaro messo in circolazione solo a fronte di un indebitamento pubblico o privato, ecco svelato 

il trucco semplicissimo, ma estremamente efficace, che trasforma in un attimo la nostra vita nel peggiore degli incubi immaginabili senza che ce ne accorgiamo.

Il meccanismo del debito è anche molto subdolo perché nella prima fase del grande ciclo economico, che dura in totale circa 70 anni, è ben visto da tutti perché è uno stimolo alla crescita e al benessere oltre  ad  essere considerato  un  ottimo  strumento  di  drenaggio  di  liquidità.  Questa  funzione  però cambia nel corso del tempo fino a diventare distruttiva nell’ultima fase del ciclo quando la quantità di debito risulta eccessiva. Il meccanismo viene celato ai più grazie al fatto che durante questo grande ciclo interagiscono varie generazioni che difficilmente mantengono la memoria degli eventi.

 Il grafico del debito evidenzia come esso, dagli anni ’80, sia cresciuto 

esponenzialmente fino ai livelli attuali.

In quel periodo, infatti, per compensare l’aumento esponenziale del debito, iniziò la fase delle grandi privatizzazioni per ridurre i debiti pubblici e delle grandi aperture ad altri mercati, la globalizzazione economica e finanziaria, per continuare a lucrare, se possibile ancora di più, dalla situazione prima dell’ inevitabile e preordinato crollo che ri-porterà il livello del debito agli anni ’50-60 (freccia rossa) facendo così ripartire di nuovo il ciclo economico e quello del debito infinito.

E’ importante sottolineare che fino a quando non si sarà azzerato, o quasi, l’eccesso di debito, il nuovo ciclo economico di lungo periodo non potrà partire e con esso il perpetuarsi dell’eterno gioco del padrone e dello schiavo. 

Questo spiega anche perché in questo modo siamo sempre costretti a ricercare unacrescita innaturale e continua che porta inevitabilmente allo sfruttamento esasperato delle risorse del pianeta. Se ci si fermasse, il castello di carte crollerebbe immediatamente ed ecco perché ci arrivano, da parte delle autorità, sia politiche che economiche, continui appelli alla crescita e alla competitività.

Competizione e crescita continua sono ingredienti indispensabili per il debito infinito.

Per coloro che si affacciano a questa visione per la prima volta, il panorama, che si presenta quando ci si toglie gli occhiali del sistema è desolante: la vita di ognuno è diventata una continua rincorsa  per  reperire  con  sempre  più  fatica  la  nostra  dose  di  interessi  e  questo  comporta una  rinuncia  continua  a  pezzi  importanti  del  nostro  essere.  Niente  più  tempo  libero,  letture rigeneranti, affetti sempre più trascurati e bambini che sono diventati un lusso che crescono con estranei e apparecchiature elettroniche, tv, giochi, cuffiette ecc.; si vede l’altro come un  nemico che è pronto a toglierti il denaro necessario per gli interessi e la vita è diventata una continua ed esasperante lotta per la sopravvivenza.

segue articolo DI MAZZETTA

Il crollo delle Gran Bretagna continua a passare sotto silenzio, in Italia e anche altrove.

UN DISASTRO – Ieri l’Europa si è allarmata per il risultato elettorale e a sentire i commentatori al di fuori dell’Unione i mercati mondiali hanno reagito male al voto. Ma ieri è stato anche l’annuncio di un grosso guaio per la Gran Bretagna, declassata da Moody’s che l’ha privata dell’ambita tripla A, il voto massimo a titoli e obbligazioni britanniche, ora ridotto ad AAA. Non proprio una sorpresa, visto che la stessa agenzia aveva annunciato l’idea già a novembre.

LEGGI ANCHE: Moody’s minaccia la Gran Bretagna

EFFETTI A CATENA – Una vera e propria iattura per Londra e non solo perché il cancelliere Osborne aveva fondato esplicitamente la sua azione di governo sulla difesa del massimo rating. L’effetto immediato è stato quello della depressione della sterlina, che già nelle ultime settimane ha perso un 8% del suo valore su euro e dollaro. i titoli e le obbligazioni britanniche espresse in sterline oggi valgono quindi sensibilmente di meno di un mese fa e per di più ora sono ufficialmente diventati anche meno affidabili per gli investitori stranieri, oltre ad aumentare sensibilmente il costo del denaro, ormai prossimo a quello della Francia che storicamente è superiore e decisamente più alto di quello della Germania, il famigerato spread.

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C’E’ DEL BUONO? – Con la sterlina ai minimi, le esportazioni britanniche ne dovrebbero godere e forse l’economia del paese potrebbe trarne giovamento, perché al momento l’urgenza per il paese, ma soprattutto per la maggioranza di governo, è riuscire a strappare Londra dalla terza recessione consecutiva nella quale sembra sprofondata senza speranza nonostante gli sforzi dei governi che hanno provato a rimediare.

UNA MINACCIA GLOBALE – Tuttavia, se pure la crisi della sterlina non indebolisce l’euro innescando una reazione a catena sul continente, Londra resta uno dei maggiori centri finanziari mondiali e la svalutazione della sterlina produce una perdita di valore notevolissima per la massa d’investitori stranieri che hanno messo i loro capitali all’ombra della City. Perdita che sommata al calo del rating rischia di provocare un pericolosissimo deflusso di capitali verso altre piazze finanziarie, con effetti disastrosi sia sul settore finanziario britannico, che per il delicato equilibrio delle alchimie finanziarie con le quali finora Londra ha nascosto, ma non ripianato, le mostruose perdite cumulate con lo scoppio della crisi finanziaria globale, che proprio tra la City e Wall Street ha avuto il suo epicentro.

NARRAZIONI CONVENIENTI – La Gran Bretagna gode innegabilmente di un maggior favore da parte dei media di quanto non capiti all’Italia, ed è abbastanza normale che i media anglosassoni abbiano il massimo interesse a parlare d’altro, anche se i quotidiani britannici non possono esimersi dal trattare la questione come un’emergenza nazionale. Le elezioni italiane sembrano quindi il pretesto giusto, anche se non avranno alcun effetto immediato sugli impegni che si è preso il nostro paese nel periodo del governo Monti. Peccato che ora il nostro paese e la UE sconteranno ancora una volta un attacco alla zona Euro che non appare per niente fondato, mentre la Gran Bretagna conserverà il privilegio di discutere dei propri fallimenti al riparo dall’attenzione generale.

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