Tunisia, assassinato leader opposizione democratica Belaid VIDEO

TUNISI – È morto il segretario del Partito dei patrioti democratici Chokri Belaid, ferito questa mattina in un agguato mentre stava uscendo dalla sua abitazione di Tunisi. Secondo le prime notizie,Belaid, è stato ucciso con quattro colpi d’arma da fuoco sparati da breve distanza. Belaid era soprattutto uno dei massimi esponenti di Nidaa Tounes, la formazione politica di recente costituzione e che è la più importante dell’opposizione tunisina. Nidaa Tounes è stata oggetto di numerosi atti di violenza da parte di miliziani della Lega per la protezione della rivoluzione, considerati fiancheggiatori del governo. Le prime informazioni raccolte sul luogo dell’agguato lasciano pensare ad una vera e propria esecuzione.

Un’esecuzione.
Belaid aveva 48 anni e svolgeva l’attività di avvocato. A sparare è stato un esperto di armi, se non addirittura un professionista. Secondo quanto ha riferito alla Tap Mohamed Jmour, presidente del comitato centrale del Partito di Belaid, il politico è stato colpito da quattro proiettili, tre dei quali – alla testa, all’altezza del cuore e alla nuca – lo hanno raggiunto in punti mortali. Il quarto colpo è finito nella schiena di Belaid.



La Tunisia è sull’orlo di una gravissima crisi istituzionale: le opposizioni presenti nell’Assemblea costituente hanno deciso, dopo l’uccisione di Chokri Belaid, di fare dimettere tutti i loro rappresentanti. L’annuncio è stato dato durante una conferenza stampa congiunta di esponenti dei partiti di opposizione. È alta la tensione in queste ore a Tunisi. Secondo il sito d’informazione ‘Le Noveul Observateur’, si registrano scontri nel centro della capitale nordafricana, in viale Bourguiba, tra manifestanti e forze di sicurezza che hanno sparato lacrimogeni in risposta al lancio di sassi e bottiglie.

Migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, inclusa Sidi Bouazid, culla della rivoluzione che nel 2011 segnò la caduta del regime di Ben Ali, e si segnalano attacchi contro sedi di Ennahdha (attuale partito egemone in Tunisia, di matrice islamica), incendiate da manifestanti. Belaid faceva parte del Fronte popolare e, per le sue posizioni a difesa della laicità dello Stato contro l’offensiva confessionale portata avanti di Ennahda, a favore di una progressiva islamizzazione della Tunisia. In passato era stato oggetto di esplicite minacce a causa del suo impegno civile. Il presidente di Ennahda, Rached Gannouchi, si è affrettato a condannare l’uccisione di Chokri Belaid, invitando tutte le forze del Paese alle concordia e sollecitando la polizia a individuare i responsabili e ad assicurarli alla giustizia. Da Strasburgo, il capo dello Stato tunisino, Moncef Marzouki, ha denunciato come «odioso» l’assassinio del leader dell’opposizione, additando imprecisati «nemici» che vorrebbero il fallimento della rivoluzione. L’Ue, per bocca del presidente dell’europarlamento Martin Schultz, ha a sua volta condannato con forza l’agguato. «Questo crimine – ha detto Schultz rivolgendosi a Marzouki – non può restare impunito».

chokri_belaid

Scontri a Beja tra coloro che manifestavano contro l’uccisione di Chokri Belaid e i sostenitori locali di Ennahda. Nella città all’arrivo delle notizie sulla morte di Belaid centinaia di persone sono scese in strada per manifestare la loro rabbia, rivolta soprattutto contro il partito governativo islamico Ennahdha. I sostenitori del partito hanno anch’essi dato vita ad assembramenti, con il risultato di una violenta sassaiola tra i due fronti, quando un giovane ha tentato di incendiare la locale sede di Ennahda. Beja, al momento, è una città paralizzata: tutti i negozianti hanno infatti abbassato le saracinesche nel timore d’essere coinvolti negli incidenti.

L’assassino indossava un burnous, l’abito tradizionale tunisino che copre interamente il corpo e ha un cappuccio a punta che cela gran parte del viso. A rivelare il particolare è stato il premier tunisino, Hamadi Jebali. Il particolare potrebbe prestarsi a interpretazioni diverse. Il burnous, indossato prima della rivoluzione soprattutto dalle persone più anziane o da quelle che venivano in città dalle campagne, dopo la caduta di Ben Ali è tornato di moda (è il capo preferito dal presidente della repubblica, Marzouki, anche nelle manifestazioni ufficiali), sia come riaffermazione della cultura popolare tunisina, che come segno distintivo dei musulmani. La sua foggia, peraltro, consente di camuffare tutto il corpo, quindi anche la statura (per via della forma del cappuccio) e la complessione di chi lo indossa. Insomma, l’ideale per chi vuole sfuggire a qualsiasi identificazione.

Il premier tunisino.
L’uccisione di Chokri Belaid è un atto di terrorismo che colpisce tutta la Tunisia, ha detto il primo ministro tunisino Hamadi Jebali, in una dichiarazione all’emittente radiofonica Mosaique. «Un atto criminale, di terrorismo – ha detto Jebali – non solo contro Belaid, ma contro tutta la Tunisia». Jebali ha quindi lanciato un appello ai tuisini affinché «diano prova di saggezza» e «non cadano nella trappola criminale di chi cerca di fare piombbare il Paese nel disordine».

Manifestazioni di protesta.
Centinaia di persone si sono recate in avenue Bourghiba per protestare davanti al Ministero dell’Interno, guidato da Ali Laarayedh, esponente di Ennahda. I manifestanti gridano slogan contro il governo, chiedendo le dimissioni del primo ministro Hamadi Jebali, pure lui di Ennahda, e stigmatizzando l’ondata di violenze politiche che si sta registrando in Tunisia contro gli oppositori. A Kalaa Kebira, dove risiede la famiglia di Belaid, la locale sede di Ennahda è stata presa d’assalto e incendiata da una folla inferocita. A Sousse, decine di persone hanno cercato di entrare nell’edificio del liceo privato Fayyala per incendiarlo, ma sono state respinte. Altre manifestazioni di protesta sono segnalate a Kasserine e Biserta.

Migliaia di persone, molte delle quali in lacrime o che sventolavano le bandiere tunisine, hanno accompagnato l’ambulanza, che trasportava la salma di Chokri Belaid, nel tragitto tra la clinica dove l’esponente politico si è spento dopo l’attentato e l’ospedale Charles Nicole. In questo nosocomio opera quella che viene ritenuta la migliore equipe di anatomopatologi del Paese e dove, quindi, sarà eseguita l’autopsia, probabilmente già nelle prossime ore per consentire le esequie, che nell’islam vengono solitamente fatte entro 24 ore dalla morte. Ma l’autopsia è uno dei pochi casi in cui questo termine può essere ignorato.

L’ultimo intervento del politico. L’ultima presa di posizione Belaid era giunta ieri sera ed era stata un atto d’accusa contro il partito egemonico della maggioranza, Ennahda. Belaid, in particolare, aveva affermato che gli episodi di violenza nel Paese sono diretta conseguenze delle crisi all’interno di Ennahdha. Nel suo intervento, Belaid aveva sostenuto che nel disegno di Ennahda c’è il progressivo controllo della macchina dell’amministrazione e della giustizia e quindi dell’apparato militare e che la violenza riesploderà ogni qual volta in seno all’Assemblea Costituente si andrà a discutere di un articolo «retrogrado e contrario alla libertà».

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