Violenza armata negli Stati Uniti d’America

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Stephen Lendman

di Stephen Lendman
 
Global Research, 16 dicembre 2012
http://www.globalresearch.ca/gun-violence-in-america/5315892
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Il possesso di armi da parte di civili negli Stati Uniti è il più alto nel mondo. Lo Yemen si posiziona al secondo posto. Tuttavia, gli Stati Uniti raddoppiano le dimensioni del livello yemenita.

È gioco forza che sia conseguente la violenza armata.  Endemica negli Stati Uniti d’America!

Solo a Chicago i decessi per arma da fuoco superano uno al giorno. Gli abitanti di Chicago vengono sparati e uccisi più di quanto ammazzano le forze statunitensi in Afghanistan, pur dotate di tutti i mezzi possibili.

Il possesso di armi rende il tutto semplice: “pronti, puntate, fuoco!” Si abbassa il differenziale di soglia tra l’espressione di rabbia e l’omicidio diretto. La proliferazione di armi nella società rende tutti più vulnerabili.

Venerdì scorso, 14 dicembre, all’interno della Scuola elementare Sandi Hook di Newtown, Connecticut,  27 tra bambini e insegnanti sono stati assassinati. Un ventenne pesantemente armato ha usato pistole semiautomatiche e un fucile semiautomatico.

Si è trattato di un massacro, il terzo per ordine di grandezza di uccisi nella storia degli Stati Uniti.

Ad occupare il secondo posto, si pone il massacro di Blacksburg, nel campus dell’Istituto Politecnico dell’Università di Stato della Virginia.

Il 16 aprile del 2007, 33 fra studenti e professori venivano colpiti ed uccisi. Altri venivano feriti.

Nel gennaio del 1923, furono uccisi per colpi di arma da fuoco e con altri mezzi violenti 150 Afro-americani a Rosewood, Florida.. Non seguirono condanne!

Il Governatore Lawton Chiles (1991 – 1998) in seguito definì quello che era successo un “atto cieco di fanatismo”. Nel 2004, la Florida ha dichiarato Rosewood pietra miliare del patrimonio spirituale dello Stato. I sopravvissuti e i discendenti delle vittime sono inesorabili nel non concedere il perdono.

Numerose altre stragi in scala minore, connesse con l’uso di armi da fuoco, hanno sfregiato la  storia degli Stati Uniti. Il diritto di possedere, omettere di denunciare ed utilizzare armi d’assalto e altre armi letali è una deplorevole tradizione degli Stati Uniti. È da un pezzo che bisognerebbe finirla!

Il 18 novembre 2012, il Centro giurisdizionale per la prevenzione della violenza con l’uso delle armi da fuoco affermava che “livelli epidemici di violenza armata reclamano oltre 30.000 vite ogni anno.”

Centri statunitensi per la raccolta dati sul Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) lo documentano.

Ad ogni morte per arma da fuoco bisogna associare altri due feriti.

Ogni anno, circa 100.000 Statunitensi sono vittime di violenza armata. Innumerevoli altri sono irreparabilmente lesionati. Nulla di ciò che sarebbe richiesto per ridurre o prevenire il fenomeno viene messo in atto, e ciò è sconvolgente ed inaccettabile.

La Legge sul Controllo delle Armi del 1968 si è dimostrata terribilmente insufficiente. La regolamentazione federale emanata era debole ed inefficace. I produttori di armi sostenevano questi provvedimenti. Venivano vietati i trasferimenti di armi da fuoco da uno Stato all’altro; facevano eccezione i costruttori, i concessionari, e gli importatori autorizzati. Nulla veniva previsto per frenare la proliferazione di armi in tutti gli Stati Uniti d’America.

Nel 1982, un rapporto della Commissione Giustizia del Senato sottolineava come “il Secondo Emendamento alla nostra Costituzione doveva intendersi come un diritto individuale del cittadino statunitense di detenere e portare armi in modo pacifico, per la protezione di se stesso, della sua famiglia, e delle sue libertà.”

Veniva ignorato che i cosiddetti diritti individuali violavano i diritti della maggior parte degli altri cittadini. Morti o ferimenti provocati dalla violenza delle armi negli Stati Uniti superano la vulnerabilità in qualsiasi altro luogo.

Le comunità degli Stati Uniti non sono sicure. La polizia sulle strade ordinarie o le pattuglie per la regolamentazione del traffico indossano giubbotti antiproiettile per la loro protezione. Un tempo, tutto ciò sarebbe stato inconcepibile. Oggi è pratica standard.

La violenza armata tocca ogni segmento della società. Si verifica nelle strade, nelle case, sul posto di lavoro, nelle scuole, in numerosi altri luoghi, e in occasione di suicidi per colpo di arma da fuoco.

Gli incidenti più importanti come il massacro all’Istituto Tecnologico della Virginia o quello di

Norwalk, Connecticut, sono presenti nei titoli di testa dei mezzi di comunicazione. Migliaia di altre sparatorie non fanno notizia.

Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) a chiare lettere definisce i decessi per armi da fuoco “ un’importante preoccupazione per la salute pubblica”.  Il Congresso respinge queste istanze.

La vulnerabilità nel paese, contraddistinta dai tanti morti e feriti causati dall’uso delle armi, supera quella nei teatri di guerra dove sono impegnati gli Stati Uniti.

Invece di scuotere i politici ad agire, costoro di fatto sostengono il diritto illimitato di portare armi. Quelle automatiche sono vietate. Comunque, sono facilmente reperibili.  Quelle semi-automatiche d’assalto di grande potenza di fuoco sono liberamente acquistate e vendute.

“Eastcoastfirearms.com” fornisce un elenco ben nutrito delle armi in vendita. La lista comprende fucili d’assalto AK-47 (Kalashnikov), fucili tipo AR-15/M16, armi d’assalto Uzi, LWRC M6A2s (definita la carabina più moderna al mondo), e varie altre armi con potenza di fuoco notevole.

Giuristi progressisti e altri hanno messo in discussione l’attuale interpretazione assegnata al Secondo Emendamento. Essa stabilisce: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una Guardia Nazionale ben regolata, non deve essere usurpato ai cittadini il diritto di possedere e portare armi.”

Il giornalista e storico Garry Wills definisce i punti di vista favorevoli al Secondo Emendamento come tendenziosi e confusionari. Le loro giustificazioni  richiamano alla mente temi insurrezionalisti.

“Solo i pazzi, si potrebbe pensare, possono supporre che la Guardia Nazionale detenga il diritto costituzionale di dichiarare guerra contro gli Stati Uniti, la qual cosa, per definizione costituzionale, si configurerebbe nel tradimento.”

“Eppure, la società degli scrittori, che si proclamano al centro scientifico dell’interpretazione del Secondo Emendamento, afferma che un’organizzazione ben regolata e autorizzata dal governo si presume possa addestrarsi per entrare in azione contro il governo.”

Wills aggiunge che “forse è la qualità delle loro argomentazioni che li rende difficili da prendere sul serio.”

Nel 2008, nel famoso caso del Distretto di Columbia contro Heller, un amicus curiae (un saggio accademico) della Corte Suprema presentato da 15 eminenti accademici e scrittori concludeva nel modo seguente:

“Agli storici si richiede spesso che cosa i Padri Fondatori penserebbero su vari aspetti della vita contemporanea. A queste domande può essere difficile rispondere.

Ma, come storici del periodo della Rivoluzione (Americana) siamo sicuri almeno di questo: che gli autori del Secondo Emendamento sarebbero sbalorditi nell’apprendere che, nel sostenere il principio repubblicano di una ben regolata Guardia Nazionale, stavano anche prevedendo restrizioni sul possesso potenzialmente pericoloso di armi da fuoco, che i governi avevano sempre regolato quando esisteva un ‘reale pericolo di lesioni alla comunità da parte di individui’.”

[N.d.tr.: Il caso, District of Columbia vs Heller, derivava da una causa promossa dal funzionario di polizia Dick Heller contro il governo cittadino della capitale statunitense, che aveva rifiutato a questi di tenere una pistola in casa per la difesa personale.

Il Distretto di Columbia aveva giustificato la sentenza di rifiuto dicendo di aver applicato il Firearms Control Regulations Act del 1975.

Una decisione del 2007 della Corte Federale del Distretto di Columbia annullava la sentenza per motivi costituzionali.

Il 26 giugno 2008, la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America decretava, con una sentenza 5 a 4 (i giudici sono in totale 9) che il bando sul possesso delle armi da fuoco ad uso personale imposto nella città di Washington D.C. era incostituzionale, confermando così la decisione della Corte Federale. Nelle motivazioni della sentenza si legge che “il Secondo Emendamento protegge la libertà individuale di possedere un’arma da fuoco, non connessa con la prestazione del servizio militare, e di usare quest’arma per scopi tradizionalmente legali, come la legittima difesa personale all’interno della propria abitazione”.]

Il professore di Diritto David C. Williams sostiene che l’interpretazione del Secondo Emendamento rispecchia i miti che circondano gli Stati Uniti d’America.

Egli afferma che gli artefici dell’Emendamento credevano nell’unità, mentre gli interpreti moderni dell’Emendamento favoriscono la sfiducia e la disunione, e sottolinea come il Secondo Emendamento garantisca ai singoli il diritto di portare armi solo come parte di un popolo unito e consensuale.

Ottenere pistole oggi è quasi facile come comprare dentifricio. I fondatori degli Stati Uniti non avevano tale intenzione in mente. Ma coloro che si reinventano la Costituzione hanno deciso che sono loro a conoscerla meglio!

La moderna cultura negli Stati Uniti è violenta.  Il possesso di armi ha grande responsabilità. Film di violenza sono quelli fra i più popolari. Analogamente, questo vale per videogiochi e musica. I testi delle canzoni esaltano le armi, lo stupro e l’omicidio.

Per buone ragioni, bisogna sottolineare che alla società statunitense appartiene la “cultura dello stupro”.

Nel corso della loro vita, un quarto delle donne adulte è rimasto vittima di violenza carnale. Spesso questo avviene da parte di qualcuno che conoscono. A volte, anche i membri della famiglia si rendono colpevoli. Una donna su quattro riferisce di essere stata molestata sessualmente da bambina.

Violenze ripetute per lunghi periodi sono all’ordine del giorno. Tre quarti delle donne degli Stati Uniti hanno fatto esperienza di una qualche forma di pesante violenza nella loro vita. La violenza all’interno delle mura di casa è la principale causa di lesioni fisiche. È la seconda causa di morte.

Le armi da fuoco svolgono un ruolo di primo piano. I bambini, come gli adulti, subiscono danni gravi.

Che tipo di paese è questo, che facilita la violenza endemica, invece di agire responsabilmente per combatterla? Che tipo di governo è questo, che favorisce accesso facile ad aggressioni pericolose e all’uso di armi letali, invece di vietarle?

In questo contesto, non fanno meraviglia stragi come quelle a Norwalk, Connecticut, all’Istituto di Tecnologia della Virginia, alla Columbine High School di Atlanta-Georgia, ed uccisioni come una nota della spesa:

6 da un solo uomo armato a Fort Worth,

10 colpiti da un cecchino a Washington (DC),

sterminata un’intera famiglia di 6 persone, fra cui due bimbi, la vigilia di Natale, a Carnation (WA),

5 morti e 16 feriti alla Northern University dell’Illinois,

13 ammazzati e 31 feriti a Fort Hood (Texas),

6 persone uccise a Tuscon (AR) e 12 ferite, fra cui in modo grave la deputata Gabrielle Giffords, per non parlare dei tanti morti e feriti in altri episodi, troppo numerosi da essere menzionati tutti.

La maggior parte degli episodi di un singolo che uccide un altro passa senza fare notizia.

Episodi che vedono coinvolti uomini armati solitari riflettono valori radicati.

Non deve meravigliare se le violenze domestiche sono fuori controllo.

Così va la storia degli Stati Uniti d’America.

In particolare, si usa la mano dura contro i dissidenti, i lavoratori, le minoranze, i manifestanti nelle strade, i gruppi etnici e religiosi, e contro tutti coloro che vengono presi di mira.

La storia degli Stati Uniti è sterilizzata per dimenticare ciò che sarebbe troppo mostruoso da ricordare. I nativi Americani sono stati macellati quasi all’estinzione. Gli Schiavi neri hanno patito frustate, bastonature, stupri, mutilazioni, separazioni familiari forzate, e persino amputazioni come punizione per i fuggiaschi.

Gli Stati Uniti d’America di “Jim Crow” hanno sostenuto la supremazia bianca. La segregazione forzata esiste ancora. Latinos, musulmani e altre persone svantaggiate devono affrontare la repressione sponsorizzata dallo Stato.

[N.d.tr.: Le leggi Jim Crow furono delle leggi locali e dei singoli Stati emanate tra il 1876 e il 1965.  Di fatto servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di “separati ma uguali” per i neri usamericani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi.

Alcuni esempi di leggi “Jim Crow” furono la separazione nelle scuole pubbliche, nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto e la differenziazione dei bagni e dei ristoranti tra quelli per bianchi e quelli per neri. Anche all’interno dell’esercito venne applicata la segregazione razziale. La segregazione razziale organizzata dagli Stati nelle scuole fu dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema nel 1954.  In generale, le leggi Jim Crow rimaste furono abrogate dalla Legge sui Diritti Civili del 1964 e dalla Legge sui Diritti di Voto del 1965.]

Gli Stati Uniti sono l’unico paese industrializzato colpevole di negligenza per aver omesso di affrontare la violenza armata in modo responsabile.

In media, avvenimenti mortali avvengono con un’incidenza otto volte maggiore rispetto agli altri paesi sviluppati. Per gli episodi che vedono coinvolti bambini sotto i 15 anni, l’incidenza è 12 volte superiore.

Esistono poche leggi federali sulle armi. Quelle emanate sono un colabrodo di scappatoie ed elusioni. Alcuni Stati rendono così semplice l’acquisto di armi quanto il comprare una torta di mirtilli. Molti altri inseguono a ruota.

Chiunque può procurarsi pericolose armi semiautomatiche in grado di mietere tante vittime in pochi secondi. Alcune municipalità usamericane sono quasi zone di guerra.

Le restrizioni economiche rendono più probabile la criminalità violenta. Molte persone temono di uscire la sera. Alcuni hanno paura anche alla luce del giorno.

Negli anni ‘90, avveniva un omicidio ogni 22 minuti, ogni cinque minuti uno stupro, una rapina ogni 49 secondi, e un furto ogni 10 secondi. Dati i tempi duri di oggi, è probabile che questi numeri siano molto più elevati.

Nel 2010, l’FBI dava conto di 1.246.248 crimini violenti e altri 9.082.887 reati dove non era stata esercitata violenza. Nel 2011, la criminalità violenta balzava di un 18%.

I numeri variano di anno in anno, ma i grandi valori complessivi rispetto agli altri paesi industrializzati spiegano meglio il concetto: la violenza negli Stati Uniti d’America è endemica.

Le morti o le ferite da arma da fuoco sono fuori controllo. I funzionari di governo in grado di agire in modo responsabile si astengono dal farlo.

Nel settembre 2008, Obama ha dichiarato: “Non ho intenzione di portarvi via le armi!”

Lo scorso luglio, il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ribadiva:

“Il Presidente ritiene che noi abbiamo bisogno di adottare misure di buon senso, che tutelino per gli Statunitensi i diritti del Secondo Emendamento, facendo comunque in modo che coloro che non dovrebbero detenere armi in base alle leggi esistenti non le ottengano.”

Quindi, viene mantenuta la promessa sul possesso di armi da fuoco. Vengono disdegnate le istanze dei sostenitori del controllo sulle armi.

Obama ha firmato disposizioni atte a consentire di portare armi addirittura nei parchi nazionali e su Amtra

(N.d.tr.: Amtrak è il nome commerciale della National Railroad Passenger Corporation, creata il 1º maggio 1971 come sistema di trasporto extraurbano su ferrovia negli Stati Uniti. È una Corporation semigovernativa, il cui nome viene dall’unione dei termini “American” e “track”. La quasi totalità del patrimonio di Amtrak è proprietà del governo federale. I membri degli uffici direzionali sono nominati dal Presidente degli Stati Uniti e sono soggetti all’approvazione del Senato degli Stati Uniti. Amtrak impiega circa 19.000 agenti ed opera su 33.800 km di ferrovie di proprietà di altre Società ferroviarie che connettono 500 località di 46 Stati, con alcune destinazioni anche in Canada.)

Obama non ha fatto nulla per mettere al bando le armi d’assalto. Egli consente facilitazioni e scappatoie alle esposizioni di armi. I criminali violenti seppur condannati possono facilmente acquistare armi senza presentare documenti di identificazione. Basta essere in grado di pagarle!

La politica di Washington facilita il possesso di armi. Quindi, nessun partito si propone di mettere un freno ad omicidi e ferimenti per arma da fuoco. I politici preferiscono il denaro contante della lobby delle armi piuttosto che rendere sicure strade e comunità.

Non aspettatevi che uno dei due Partiti, (Democratico e Repubblicano) cambi la politica sulle armi. Loro sono sostenitori dell’ingiustizia e del male, e non della giustizia e del diritto, su tutta la linea. Lo fanno impunemente. Non meraviglia che gli Stati Uniti d’America minaccino l’umanità in patria e all’estero. Questi dirigenti “canaglie” rendono il pianeta una terra pericolosa per viverci.

* Stephen Lendman è un vero e proprio ‘guru’ dell’informazione alternativa negli Stati Uniti.

Vive a Chicago dove conduce un programma radiofonico, in cui dialoga con i maggiori filosofi ed esponenti delle sfere accademiche impegnati sul fronte della lotta all’imperialismo USA-israeliano, come James Petras, John Pilger, Franklin Lamb, Paul Craig Roberts, Jeff Gates – per nominare solo alcuni dei personaggi molto noti nella blog-sfera internazionale, frequentatori abituali del ‘salotto’ politico di Lendman. Si possono ascoltare le discussioni con questi ospiti autorevoli sul programma “Progressive Radio News Hour” sulla rete “Progressive Radio Network”, giovedì alle 10:00 ora del Centro degli Stati Uniti, e il sabato e la domenica a mezzogiorno. Tutti i programmi vengono archiviati per un comodo ascolto.

http://www.progressiveradionetwork.com/the-progressive-news-hour

L’autore è di frequente interpellato dai canali di news internazionali Press-Tv e RT per fornire le sue analisi sempre molto argute e competenti sugli eventi politici internazionali e americani.

Il suo nuovo libro porta il titolo “Banker Occupation: Waging Financial War on Humanity – L’occupazione dei banchieri: una guerra finanziaria condotta contro l’umanità”. Il libro è pubblicato da Clarity Press, l’editore americano della trilogia di Alan Hart sul sionismo dal titolo “Zionism: The Real Enemy of the Jews – Il sionismo: il reale nemico degli Ebrei”.

http://www.claritypress.com/LendmanII.html

Non di rado all’autore viene rivolta la domanda: “Il tuo nome tradisce chiare origini ebraiche. Come si concilia questo con la tua feroce campagna di opposizione a Israele e al sionismo?” – alla quale Stephen Lendman è solito rispondere con l’abituale tono pacato che tradisce un senso dell’ironia, profondità d’animo e buonumore ‘nonostante tutto’: “Mi reputo un uomo con una coscienza, sono ebreo per caso, questo è tutto”.

Stephen Lendman vive a Chicago e può essere raggiunto a lendmanstephen@sbcglobal.net.

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9 commenti

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