GAZA le motivazioni di questo attacco sono di natura elettorale

l’intervista a Leila Shahid, Ambasciatrice ed esponente dell’Autorità Palestina

Leïla Shahid, l’esercito israeliano ha mobilitato 75.000 riservisti . I mezzi blindati avanzano lentamente. Credete possibile un conflitto di terra ?

– Si, penso che la situazione sia assolutamente tragica, tutto questo è stato già vissuto, circa 4 anni fa, dalla popolazione di Gaza, è praticamente una guerra annunciata. Trovo indecente che si manifesti stupore di fronte al riacutizzarsi della situazione perchè, dall’offensiva del 2008/2009, niente è cambiato a Gaza. La popolazione, che subisce un’occupazione che dura ormai da 45 anni, non può più continuare a vivere nell’umiliazione costante e a sopportare le promesse non mantenute della comunità internazionale, Unione Europea inclusa.
Penso però che quest’ultima pensata di Netanyahu abbia connotazioni più che altro elettoralistiche. Non si fa scrupolo di farne pagare il prezzo alla popolazione israeliana , terrorizzata dall’essere bersaglio dei missili sparati da Gaza tanto quanto, se non di più, è terrorizzata la popolazione palestinese.

Dunque le motivazioni di questo attacco a suo avviso sono di natura elettorale?

– Certamente ! Il Primo Ministro israeliano ha fissato le elezioni anticipate per il prossimo 22 gennaio. Ha scelto come partner di coalizione Lieberman, attuale Ministro degli Esteri, un uomo che non nasconde le sue posizioni molto radicali. Netanyahou ha cercato di convincere il Presidente Obama di aprire lo scontro con l’Iran ma non c’è riuscito. Quindi ha scelto di dichiarare guerra al nemico più fragile e meno equipaggiato sotto il profilo militare, cioè la popolazione di Gaza. Per favore non venite a dirmi che Hamas, con obici costruiti in qualche laboratorio locale, può tener testa ad un esercito potente e nuclearizzato com’è quello israeliano. E quindi assisteremo all’ennesimo massacro.

Dunque, il governo israeliano afferma di voler difendere la propria popolazione. L’Occidente considera Hamas il responsabile di tale situazione. Qual’è la posizione dell’Autorità Palestinese ?

– Ascolti, sono 19 anni che noi abbiamo convenuto di interrompere le azioni militari accettando una negoziazione politica fondata sulla prospettiva di “due popoli, due Stati ». Siamo onesti, non abbiamo ottenuto un bel niente. La soluzione immaginata dal Presidente Mahmoud Abbas, dal Primo Ministro e da Yasser Arafat prima della sua morte non regge, sono 20 anni che negoziamo e sono 45 anni che subiamo l’occupazione dei nostri territori. Cosa abbiamo ottenuto? Non siamo nemmeno riusciti a far ritirare l’esercito israeliano da Gaza o dalla Cisgiordania o da Gerusalemme est. Guardiamo in faccia alla realtà : la comunità internazionale è anch’essa responsabile della nostra sconfitta perché è evidente l’asimmetria di forze fra noi ed Israele, a tutto favore di quest’ultimo.

E Hamas è responsabile? Hamas in quanto tale.

– Si, ma Hamas non rappresenta un partito ma una popolazione. Vi dico questo: non è Hamas il problema ma la Jihad islamica e le altre organizzazioni. Hamas ormai da 5 anni e per ragioni di opportunità ha fatto rispettare un cessate il fuoco integrale , non ci sono più stati attacchi. Hamas ha davvero imposto un cessate il fuoco. Gli attacchi hanno senza dubbio a che fare con la situazione politica della regione ma il motivo scatenante è dovuto all’esasperazione delle persone la cui vita non è cambiata per nulla.
La tragedia della Palestina sta nel fatto che la comunità internazionale, ivi compresi gli Stati Uniti e l’Unione Europea, è in malafede oppure incapace di mettersi d’accordo su una vera prospettiva politica. Israele è trattato come uno degli Stati più democratici e più gentili tanto da poter contare su ottime relazioni.
L’Unione Europea è disponibile ad accordargli ogni privilegio possibile . La popolazione palestinese ha quindi il diritto di difendersi come meglio ritiene opportuno. Noi come Autorità palestinese pensiamo che lo si possa fare sul piano politico ma dopo 20 anni di tentativi fallimentari si può ben capire che la nostra posizione non ha più molta credibilità. Le organizzazioni come Hamas e la Jihad islamica preconizzano invece il ricorso alla lotta armata.

Questo punto di vista vi inquieta?
-Si ci inquieta e vi spiego perché. La sproporzione delle forze è tale per cui è ancora una volta la popolazione civile di Gaza a pagare il prezzo più alto. Chi è morto negli ultimi 4 anni? 1400 fra donne , bambini, anziani . E chi rischia di morire ora, durante queste tre giornate di attacchi? Sono 30 civili palestinesi, non sono i soldati ma i civili che muoiono. quando Israele attacca con gli F16 non sono nè Hamas nè la Jihad islamica ad essere punite ma è la popolazione di Gaza ad esserlo. una popolazione che non può nemmeno fuggire perché tutte le frontiere sono state chiuse da Israele.

L’altro ieri abbiamo assistito a scene abbastanza rare in Cisgiordania. Si sono viste persone che sventolavano bandiere in segno di ringraziamento ad Hamas.

– Ma è normale. Come vi ho detto io sono l’ambasciatrice della Palestina ma devo dire in tutta sincerità che la strategia mia e della direzione dell’Autorità , che io sostengo da 45 anni, è stata sconfitta. Ditemi voi a che cosa sono serviti i negoziati degli ultimi 20 anni? Abbiamo cominciato a negoziare a Madrid nel 1990. Abbiano continuato nel 1993, abbiamo fermato la lotta armata , abbiamo voluto dimostrare di essere rispettosi del diritto internazionale, ed Israele ci ha battuto le mani.
Da 45 anni abbiamo una risoluzione, la n. 242, che obbliga Israele a lasciare i territori occupati perché tale occupazione è illegale. Chi la fa applicare? Nessuno. Non date per favore lezioni di morale ad una popolazione stremata. Noi dobbiamo fare autocritica per dire che non siamo riusciti a mettere fine all’occupazione con mezzi non violenti, ed intanto vediamo Netanyahu che utilizza tutto ciò per i suoi calcoli elettorali. Si presenta con Lieberman, come fossero eroi , diciamo così, dell’unità israeliana contro sedicenti nemici. Ritorna sulla guerra di civiltà, riprende i discorsi di Bush sull’ “asse del bene contro il male” e indica Hamas e tutto ciò che è islamico come il diavolo per fare di sè stesso il garante della libertà .

Che ruolo può giocare oggi l’Egitto?

– Il fronte militare vicino alla frontiera fra l’Egitto e Gaza destabilizza anche il Presidente Morsi. Per questo si è subito attivato per mantenere la relazione politica che ha con Hamas. Ma come vi ho detto Hamas ha praticamente rispettato il cessate il fuoco per 5 anni. Perché oggi tutto ricomincia? Credo che ciò abbia a che fare con la situazione nazionale israeliana e con le prossime elezioni. Morsi ha già chiamato due volte il presidente Obama per cercare di dire alle potenze internazionali che serve invitare alla calma Netanyahu perchè le sue iniziative non mettono in pericolo solo la zpalestina ma l’intera regione.

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