Primarie, clausola-capestro: l’agenda Monti non si tocca

Attenzione: chi voterà alle primarie del centrosinistra non farà che votare, in realtà per l’agenda Monti. In altre parole: “lacrime e sangue” per tutti, tranne che per gli ingegneri della grande crisi e l’oligarchia che, attraverso i diktat di Bruxelles, condanna l’Italia alla “recessione infinita” e al disastro sociale definitivo, con lo smantellamento del welfare e la svendita dei beni comuni. La dimostrazione in termini logici, sostiene “Alternativa”, è tanto semplice quanto ovvia in termini politici. Infatti, alla voce “Responsabilità” della “Carta d’Intenti per l’Italia Bene Comune”, ovvero della carta che è stata obbligatoriamente sottoscritta da tutti i candidati alle primarie promosse da Pd, Sel e Psi, si legge che le forze della coalizione, “in un quadro di lealtà e civiltà dei rapporti”, dovranno impegnarsi a sottostare, senza sgarrare di una virgola, a tutte le disposizioni-capestro finora inflitte all’Italia e agli altri paesi dell’Eurozona.

Letteralmente, il vademecum obbligatorio delle primarie impegna i concorrenti ad “assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e Vendolaai trattati sottoscritti dal nostro Paese”, escludendo la possibilità che il governo italiano li possa autonomamente modificare, o non rispettare.

I competitori delle primarie si impegnano inoltre ad “appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica”, nella prospettiva di “procedere verso un governo politico-economico federale dell’Eurozona”. Tra i nostri “impegni internazionali” e i “trattati sottoscritti dal nostro paese”, ricorda il laboratorio politico fondato da Giulietto Chiesa, ci sono il Trattato di Maastricht che ha revocato la sovranità monetaria europea, il Trattato di Lisbona e il Fiscal Compact, che condanna anche l’Italia alla follia del “pareggio di bilancio”, con lo smantellamento dei servizi sociali vitali. Corollario: l’adesione al Mes, il meccanismo europeo di stabilità che vincola il controllo del debito pubblico ai prestiti “usurai” della Bce. Senza contare, naturalmente, la permanenza nella Nato, alleanza militare nata a scopo difensivo durante la Guerra Fredda: scomparsa l’Urss, la Nato è stata riciclata come forza speciale per operazioni di guerra.

«Il trattato di Maastricht e quello di Lisbona – scrive l’ufficio politico di “Alternativa” in una nota su “Megachip” – sono stati i due pilastri che hanno retto la costruzione dell’euro non come moneta comune, bensì come moneta di divisione e di predominio di un’area dell’Europa nei confronti di un’altra». In altri termini, l’euro è «la moneta che ha indebolito alla base la costruzione europea», perché ha invertito il rapporto tra moneta e governo e tra finanza e Stato. Sempre l’euro, infatti, ha subordinando gli Stati e i governi al predominio incontrastato del potere finanziario, «sottraendo sovranità e democrazia». Un piano egemonico che non ha assolutamente nulla a che fare con la costruzione dell’unità europea, ma – al contrario – mira a sottomettere popoli e governi al volere di «ristretti centri decisionali»: col pretesto formale dell’unificazione europea, il trattati-capestro che sorreggono la “dittatura” dell’euro e la “privatizzazione” della moneta hanno il solo scopo di indebolire l’Europa, precipitandola in una Monticrisi senza soluzioni, con l’unica eccezione dell’area tedesca, privilegiata da un’economia di vantaggio.

«Il Fiscal Compact e il Mes – aggiunge “Alternativa” – sono due meccanismi che, approfittando della crisi, peggiorano questo processo di sottrazione del potere decisionale reale, quello cioè che ha ripercussioni sulle nostre vite, su quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti». Penalizzando «ogni meccanismo democratico conosciuto», i trattati-capestro di cui le primarie del centrosinistra pretendono l’assoluto rispetto mirano unicamente a concentrare il potere «in ristretti centri politici, tecnici e finanziari che non dovranno rendere conto a nessuno delle decisioni che prenderanno e delle loro conseguenze». Attenzione: sono dispositivi «progettati apposta per approfondire l’attuale subordinazione delle società europee ai meccanismi finanziari di accumulazione», e quindi – anziché risolverla – non faranno che aggravare la crisi. «Valgano pochi fatti: il Mes sarà un soggetto di diritto privato con sede nel Lussemburgo, paradiso fiscale europeo protetto dagli articoli 32 e 35 del suo statuto, che prevedono l’immunità per gli amministratori e la segretezza degli atti». Fantastico, no? «Evviva la democrazia! Evviva il popolo sovrano!».

Infine, non potrà essere messa in discussione la nostra appartenenza alla Nato e di conseguenza la nostra partecipazione alle missioni di guerra: quelle già in atto e quelle che con moltissima probabilità ci saranno in futuro, «dato che le crisi sistemiche hanno sempre condotto a guerre». Senza contare gli impegni internazionali di spesa per armamenti, come quella già prevista per i famigerati super caccia-bombardieri F35 per un totale di quasi 9 miliardi di euro (e poi “non ci sono i soldi per gli esodati”!). «Questi – conclude “Alternativa” – sarebbero dunque i pilastri del “progetto di società di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà” che ci viene raccontato» dagli organizzatori delle primarie del centrosinistra. Quindi, in guardia: «Chi vota candidati che si sono presi questi impegni, vota ipso facto per questi stessi impegni. Ad ognuno la scelta».

Via Libre

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