INIZIATIVA da coordinarsi nei comuni di tutta Italia Fate osservazioni grazie! FERMIAMO LA FINANZA E MONTI

di Donatella Mardollo TT @donapatri

LETTERA AI COMUNI, ALLE ASSOCIAZIONI DI IMPRESA LOCALI, AI CITTADINI E AI GRUPPI INTERESSATI

I consigli comunali sono molto vicini ai cittadini e si reggono su un rapporto diretto con il proprio elettorato, rapporto che il governo di Roma ha perso da parecchi anni. Se vogliamo intervenire con un’azione sensibilizzatrice sia sui politici locali che sui cittadini possiamo proporre l’utilizzo di  un codice “etico” e di comportamento che impegni le giunte comunali ad agire in questa  direzione. Questa proposta si integra con la richiesta di eticità anche per le aziende, specie piccole e artigiane, che come i cittadini non riescono più a sostenere questa crisi economica “utile” solo alla oligarchia finanziaria per:

-mantenere i privilegi;

-per condizionare o pagare i governi;

-per eliminare la sovranità degli Stati e sostituirla con un governo unico e globalizzato in mano a finanza e multinazionali;

-per eliminare la democrazia.

La politica dei partiti esistenti non si oppone a questo disegno, o solo in alcuni casi per scopi elettorali,  perciò sta a noi società civile proporre-imporre iniziative che modifichino radicalmente la logica del mero profitto, che sta alla base di questo sviluppo insostenibile. La crescita, che ogni tanto declamano come prossima risolutrice della crisi, è una assurdità per ciechi che non vogliono vedere l’esaurirsi di risorse e i cambiamenti gravissimi dell’ecosistema del nostro pianeta.

Per questo è necessario un intelligente ed etico cambiamento del sistema economico che tagli fuori i mercati finanziari quanto più possibile

Questa non è una chimera perchè ci sono iniziative reali di comuni, aziende che sono già attivi e funzionanti. La città di Nantes, il comune di Capannori, l’associazione delle aziende Per il Bene Comune ne sono un esempio. Noi vogliamo pretendiamo questo cambiamento e lo chiediamo ai nostri interlocutori locali .

Seguono stralci di documenti specifici che illustrano prima con breve riassunto ma poi anche particolari la realizzazione delle iniziative che proponiamo prese dalle esperienze migliori: comune di Capannori tra le istituzioni comunali e aziende per Il Bene Comune tra le proposte per le aziende private. I link sottostanti vi portano ai documenti..migliorabili

https://agiamosubito.wordpress.com/lettera-ai-comuni-alle-associazioni-di-impresa-locali-ai-cittadini-e-ai-gruppi-sociali-interessati-proposta-in-progress-per-una-iniziativa-da-coordinarsi-in-tutta-italia/iniziativa-lettera-a-comuni-associazioni-di-categoria-ai-cittadini-ecc-allegato-n-1/

https://agiamosubito.wordpress.com/lettera-ai-comuni-alle-associazioni-di-impresa-locali-ai-cittadini-e-ai-gruppi-sociali-interessati-proposta-in-progress-per-una-iniziativa-da-coordinarsi-in-tutta-italia/liniziativa-per-uneconomia-del-bene-comune-condivisa-da-organizzazioni-soggetti-politici-singole-persone-ed-imprese/

Firme

Siamo dell’idea di inserire petizione per raccogliere le firme. Questo non deve escludere la partecipazione di quante più persone possibili alla manifestazione di presentazione richieste ad enti Comunali e Associazioni di Categoria

Per sostenere questa porposta chiediamo a cittadini, associazioni, a tutti di firmare e portare di persona queste proposte al proprio comune  in  contemporanea in tutte le città d’Italia. L’impegno che dovremmo prendere è di creare un movimento permanente in questo senso e che arrivi agli organi di stampa e a tanti altri cittadini che credono alle fandonie di governo e media, quando ci dicono che dovremo sopportare questa crisi come se fosse un cataclisma naturale. Non lo è e soprattutto dobbiamo far sapere che esistono già ora concrete entità istituzionali ed economiche private “per il bene comune”, che senza modificare costituzioni o leggi nazionali agiscono nel territorio europeo, italiano e funzionano benissimo sia socialmente che economicamente.

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7 commenti

  1. Sto guardando il video sul servizio di Report sul Comune di Capannori e la domanda che mi sorge spontanea è: come gestisce Capannori la maggiore spesa (derivante dal surplus di entrate) rispetto al patto di stabilità tremontiano (tutt’ora in vigore) che impone agli enti locali riduzione di spesa (anche in presenza di attivi)? attualmente (che le tesorerie comunali sono state centralizzate a Roma) è cambiato qualcosa?

    Premesso questo trovo che l’iniziativa sia assolutamente interessante. Forse l’ideale sarebbe preparare la lettera e poi discuterla assieme ai sindaci ed agli altri referenti individuati a livello provinciale.

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    • donapatri

       /  maggio 7, 2012

      ho contatti telefonici con segreteria sindaco Capannori proverò a chiedere delucidazioni, La lettera è nel blog gli allegati sono inseriti nella parte alta del blog come link a scomparsa rispetto al link “proposta in progress iniziativa da coordinarsi in tutta italia” per ora c’è solo quello su capannori molto dettagliato forse anche troppo , aggiungerò un allegato che presenta il programma delle aziende per il bene comune

      Rispondi
      • donapatri

         /  maggio 8, 2012

        Mi sono informata presso il comune di Capannori assessore Ciacci. hanno anche loro il problema del patto di bilancio, ma all’interno delle spese che hanno deciso di sostenere, si sono scelte le microinnovazioni e il bene comune delle persone anzichè le grandi spese come viabilità ecc..

      • Tra l’altro vedo sul sito del Comune di Capannori che di recente hanno inaugurato la nuova biblioteca in un edificio ristrutturato. Eccellenti scelte. Tuttavia mi sembra che il primo passo sia l’abolizione del patto di stabilità che sta penalizzando prima di tutto i Comuni virtuosi, lo sblocco dei contratti dei dipendenti ormai fermi da anni con un’erosione enorme del potere d’acquisto, e quindi appoggiare un federalismo fiscale locale temperato a livello centrale in modo che non ci siano disparità eccessive sul territorio nazionale. Da ultimo, ma assolutamente non meno importante, una politica del personale che, se deve andare a riequilibrare situazioni eccessive, deve tuttavia mirare a coprire (e quindi ad assumere personale) laddove, specie negli enti locali del nord, le piante organiche sono ormai ridotte all’osso e i servizi sono coperti o in outsourcing o, quel che è peggio, col (malinteso) volontariato.

        Un caro saluto!

        Francesco Mazzetta

      • donapatri

         /  maggio 9, 2012

        CERTAMENTE IL PROBLEMA DEL PATTO DI STABILITA’ COME IL PATTO DI PAREGGIO INSERITO IN COSTITUZIONE SONO FONTI DI DISASTRI SOCIALI ED ECONOMICI. UN AGENDA DI UN PARTITO O MOVIMENTO POLITICO FORTE POTREBBE CHIEDERE DI METTERE IN DISCUSSIONE TALI NORME. VISTO CHE NEANCHE SU NIZIATIVE CHE DIPENDONO DA SOCIETà CIVILE E ISTITUZIONI LOCALI, CON CAMBIAMENTI STRATEGICI importanti ma CHE NON CHIEDONO MODIFICHE LEGISLATIVE RIUSCIAMO AL MOMENTO A COINVOLGERE IN MODO EFFICACE.. :-(((( TERREI LE TUE PROPOSTE IN CONSIDERAZIONE MA PER UNA PROPOSTA AD UN MOVIMENTO GIA’ AVVIATO E CONSAPEVOLE. CHE NE PENSI? AL MOMENTO VERAMENTE STO FATICANDO ASSAI A CERCARE DI METTERE IN MOTO LA PRIMA PROPOSTA. iN OGNI CASO HO SENTITO CHE GIA’ ALCUNI COMUNI HANNO DECISO DI USCIRE DAL PATTO DI STABILITA’ Grazie donatella

  2. Non sono d’accordo: il patto di stabilità per gli enti locali (che voci di corridoio suggeriscono in estensione anche ai comuni piccoli e per le voci di bilancio diverse dal titolo secondo – acquisto di beni inventariali -) sta letteralmente ammazzando la nostra economia dato che gli enti locali, presi complessivamente, sono il più grande committente che esista in Italia e non lavora solitamente con grandi firme industriali, ma fa girare l’economia locale. Amministratori capaci e meno, di destra, di centro e di sinistra non possono non convenire sulla proposta di sbloccare i bilanci degli enti in attivo. Qualsiasi altra strada/proposta rischia di scontrarsi con un panorama economico bloccato e quindi di non avere sufficiente appeal. Sblocchiamo i bilanci degli enti in attivo. Permettiamo che gli enti che hanno bilanci in attivo facciano girare l’economia locale con iniziative per il territorio (servizi sociali, asili, cultura, opere pubbliche). Da qui si può costruire una base per discutere delle iniziative a livello nazionale, per un diverso approccio alla politica, al debito pubblico, alla regolamentazione della finanza.

    Grazie comunque a te per l’accoglienza.

    Francesco

    Rispondi
    • donapatri

       /  maggio 11, 2012

      GRAZIE FRANCESCO DEL TUO COMMENTO. IO NN SONO SFAVOREVOLE A PROPORRE DI RIFIUTARE IL PATTO DI STABILITA’. INTANTO QUESTA INIZIATIVA E’ COMUNQUE SOSTENIBILE. IL COMNE DI CAPANNORI HA ASSUNTO PERSONE SENZA USCIRE DAL PATTO PROPRIO PER LA SUA BUONA POLITICA LOCALE. INOLTRE LE 630 AZIENDE CHE LAVORANO PER IL BENE COMUNE IN EUROPA POTENDO CONTARE SULL’ALLARGAMENTO DELL’INIZIATIVA POSSONO ELEIMINARE PASSAGGIO ATTRAVERSO SPECULAZIONE FINANZIARIA..HAI LETTO ALLEGATI? NON CREDO CHE SIANO IN CONTRASTO LE DUE COSE!!

      Rispondi

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